Cronaca

Diga di Montedoglio, tutti assolti: imputati non responsabili del disastro

Tutti assolti. Per il crollo alla diga di Montedoglio non ci sono colpevoli. La sentenza, pronunciata dal giudice Giulia Soldini,  è di pochi minuti fa. Entrambi gli imputati sono stati assolti con formula piena: Stefano Cola, direttore dei lavori...

MONTEDOGLIO

Tutti assolti. Per il crollo alla diga di Montedoglio non ci sono colpevoli. La sentenza, pronunciata dal giudice Giulia Soldini, è di pochi minuti fa. Entrambi gli imputati sono stati assolti con formula piena: Stefano Cola, direttore dei lavori della diga è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Diego Zurli, ex direttore dell'Ente irriguo umbro toscano, assolto perché il fatto non sussiste. Per i due imputati il pm Luigi Niccacci aveva chiesto pene rispettivamente di 16 e 8 mesi.

Le motivazioni della sentenza saranno rese pubbliche tra 90 giorni. "Siamo soddisfatti - commenta il legale degli imputati Piero Melani Graverini - ci speravamo, i presupposti c'erano tutti, ma nei processi non si può dare nulla per scontato".

Durante il processo è parso chiaro che il disastro sarebbe stato causato da difetti di costruzione dei conci. Tali difetti però non sarebbero stati verificabili da parte del direttore dei lavori, ovvero Cola, il quale non avrebbe potuto prevedere, ed evitare, quanto sarebbe avvenuto.

"L'ente ha sempre condiviso con la procura che all'origine del crollo dei conci vi siano stati dei gravi difetti costruttivi - spiega Luca Fanfani, legale dell'Ente Acque, responsabile civile - , il punto è che solo i tecnici a vario titolo presenti in cantiere e che li hanno visti edificare se ne sarebbero potuti e dovuti accorgere, non certo Zurli o Cola, nominati nei rispettivi ruoli a distanza di oltre un decennio dal completamento della diga."

LA VICENDA

Era la notte del 29 dicembre 2010 quando i tre conci di argine crollarono. I campi della Valtiberina si inondarono, ma per fortuna non ci furono conseguenze per le persone. Tra le contestazioni fatte, sono rimaste in piedi quelle per i due imputati Zurli e Cola, che secondo l'accusa non avrebbero sufficientemente vigilato.

Durante il processo la Procura ha sostenuto l'ipotesi che fossero state le infiltrazioni - da addebitare al materiale scadente utilizzato durante le fasi di costruzione - la causa del crollo del calcestruzzo e la successiva fuoriuscita delle acque. Secondo il legale difensore invece la colpa del crollo era da ricercare in coloro che realizzarono la struttura. I conci sbriciolati, tre, erano stati costruiti tra il 1979 e il 1980.

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