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Scuole, incognita chiusura provinciale. I dati, la presa di posizione dei sindaci e l'attesa per la decisione di Giani

Questa sera si riunirà il nuovo Comitato per l'emergenza e la prevenzione scolastica che deciderà sulla chiusura delle scuole a livello provinciale: fondamentale il numero di contagi ogni 100mila abitanti

Il rischio di veder chiudere le scuole nella provincia di Arezzo si fa concreto. A deciderlo sarà questa sera il Cesp, ovvero il Comitato per l'emergenza e la prevenzione scolastica che si è insediato ieri pomeriggio. 

In provincia di Arezzo cosa succederà?  Il Dpcm, all'articolo 21, comma 2, prevede che la misura possa essere adottata dai presidenti delle Regioni “in tutte le aree, regionali o provinciali, nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico”. E in provincia di Arezzo, dove da una settimana - fatta eccezione per lunedì scorso - i nuovi positivi superano sempre le 100 unità, le speranze si affievoliscono. 

Intanto i sindaci di vari comuni si sono fatti sentire, come il primo cittadino di Bibbiena, Filippo Vagnoli, che ha espresso le sue perplessità in una lettera indirizzata al governatore Giani. 

"Ho chiesto al Governatore della Toscana, in accordo con i colleghi sindaci del Casentino, la possibilità che i parametri di riferimento per l’eventuale chiusura delle scuole di una provincia siano considerati a livello di articolazione sanitaria, quindi nel nostro caso a livello di Casentino, in quanto all’interno della stessa provincia coesistono situazioni molto diverse. Sarebbe un peccato chiudere indistintamente tutte le scuole della Provincia senza considerare le diversità di incidenza in corso tra i territori della stessa. Porto un esempio pratico: al momento il nostro parametro è di circa 100 positivi su 100mila  abitanti, quindi ben al di sotto della soglia per la chiusura delle scuole".

Vallata diversa, ma stessa presa di posizione da parte di Silvia Chiassai, sindaco di Montevarchi che con i 55 casi positivi complessivi attualmente presenti nel suo Comune parla di "un errore considerare i dati a livello provinciale, abbiamo già le limitazioni della zona arancione, arrivare a chiudere le scuole stravolgerebbe la vita delle famiglie e quindi le decisioni devono essere prese con molta attenzione. Dovranno essere valutati i dati dei comuni e agire dove c'è davvero bisogno."

La lunga attesa per scuola e zona arancione

Si fa intensa dunque l'attesa per questa sera quando, prima la cabina di regia poi il nuovo Cesp dovranno esprimersi. Giani ha già parlato di una conferma della zona arancione, ma sulla questione scuole è ancora tutto da vedere. 

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