Cronaca

Arezzo zona arancione. Giani firma l'ordinanza: Firenze e Prato restano rosse, cosa cambia

Il presidente della Regione ha scelto di adottare restrizioni più severe per quanto concerne alcuni territori e province: "Misure necessarie ma utili"

Da lunedì 12 aprile la Toscana, e Arezzo, tornano nuovamente in arancione. Una misura resasi possibile in seguito alla disamina dell'indice di contagio e del numero di positivi settimanali ogni 100mila abitanti che, fortunatamente, hanno iniziato il loro cauto percorso di declino. Ma non tutta la regione abbandonerà la zona rossa. A rimanere vincolate a restrizioni più pesanti saranno la città metropolitana di Firenze, provincia di Prato, comuni di San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto,  (in Provincia di Pisa ma compresi nella zona socio sanitaria Valdarno Empolese Valdelsa) e di quelli di Poggibonsi, San Gimignano, Colle di Val d’Elsa, Casole d’Elsa, Radicondoli (in provincia di Siena ma compresi nella zona socio sanitaria Alta Valdelsa). A definirlo nel dettaglio è stato il presidente della Regione, Eugenio Giani che quest'oggi ha firmato le ordinanze che decretano il permanere in zona rossa, fino alle ore 14 di sabato 17 aprile. 

“Di comune accordo con il ministro Speranza e con tutti i sindaci, dopo sei riunioni svoltesi nella tarda serata di ieri per condividere ogni scelta - spiega Giani - abbiamo deciso di mantenere ancora una settimana in rosso i territori della provincia di Prato e della città metropolitana di Firenze, capoluogo compreso. Sono cinque giorni in più ma sono quei cinque giorni che ci servono a non ingolfare gli ospedali. Si è deciso d’intesa con tutti i sindaci, di mantenere in rosso anche Firenze per la saturazione di posti letto e terapie intensive negli ospedali della zona e perché fortemente connessa con il resto dell’area metropolitana e con altri territori come empolese-valdelsa o il comprensorio del cuoio, dove l’indice di contagio è ancora un po’ più alto. Credo che questo sarà un sacrificio destinato a dare i suoi frutti e che, con all’accelerazione della campagna vaccinale e all’arrivo di migliori condizioni climatiche porterà a stabilizzare la situazione. Un primo segnale incoraggiante viene già da stamani, con 1.177 nuovi casi contro gli oltre i 1600 di sabato scorso e con timidi segnali di liberazione di terapie intensive”.

Per quanto riguarda invece la provincia di Arezzo, come detto, da lunedì 12 aprile potranno allentarsi alcune restrizioni riguardanti soprattutto le aperture dei negozi e il ritorno, almeno in parte, alla didattica in presenza anche per gli studenti delle superiori e medie.

Cosa cambia da lunedì?

Prevista apertura di tutti i negozi, anche quelli considerati "non essenziali". Nel fine settimana i centri commerciali continueranno a restare chiusi ad eccezione di supermercati e farmacie. Parrucchieri e centri estetici torneranno al lavoro, mentre bar e ristoranti continueranno a svolgere la loro attività nelle modalità di asporto (dalle ore 5.00 alle 18.00, senza restrizioni; dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina) o consegna a domicilio (senza limiti orari). Chiusi musei, cinema, teatri e palestre restano chiusi. Sarà possibile spostarsi all'interno del proprio comune tra le 5 e le 22 mentre i trasferimento verso altri comuni o regioni sono consentiti esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Resta in vigore il coprifuoco: dalle 22 alle 5 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Una sola volta al giorno sono consentite le visite ad amici o parenti, spostandosi verso un'altra abitazione privata dello stesso comune. Chi vive in un comune con 5.000 abitanti è comunque consentito spostarsi entro i 30 km dal confine anche per le visite ad amici o parenti nelle modalità già descritte, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di provincia.

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