Ristrutturazioni, il superbonus diventa operativo: al via la cessione del credito

A distanza di quasi tre mesi dall’emanazione del primo decreto (il cosiddetto decreto rilancio del quale abbiamo parlato in precedenti articoli) e dopo numerosi provvedimenti integrativi, siamo quindi arrivati a regime

Qualche giorno fa sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale gli ultimi decreti attuativi del Superbonus 110% grazie al quale si possono ristrutturare i fabbricati a costo zero. Da domani, sarà finalmente possibile formalizzare anche la cessione del credito alle banche e lo sconto in fattura alle imprese, in quanto verranno rese operative le apposite piattaforme digitali messe a punto dall’Agenzia delle Entrate e dall’Enea.
A distanza di quasi tre mesi dall’emanazione del primo decreto (il cosiddetto decreto rilancio del quale abbiamo parlato in precedenti articoli) e dopo numerosi provvedimenti integrativi, siamo quindi arrivati a regime.

Ma il quadro è davvero chiaro o ci sono ancora delle zone d’ombra? In altre parole ora si possono davvero iniziare i lavori di riqualificazione dei fabbricati?  Cristian Angeli, un ingegnere edile specializzato in questa intricata materia spiega qual è la situazione.

cristian  angeli-4Sono ormai tre mesi che se ne parla. Ora si può partire davvero con i lavori?
Diciamo che i lavori di riqualificazione detraibili al 110% potevano essere avviati già da luglio. Quello che cambia dal 15 ottobre è la possibilità di comunicare formalmente all’Agenzia delle Entrate l’opzione della “cessione del credito”. Quindi non cambia nulla per chi aveva già in mente di effettuare la detrazione diretta di questi bonus, magari perché “capiente” dal punto di vista fiscale, mentre si tratta di una data importante per chi invece decide di optare, appunto, per lo “sconto in fattura” o per la “cessione del credito”.
Comunque la risposta alla domanda è affermativa: si può partire!

Ci sono ancora delle incertezze?
Tutti i decreti del Governo sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale e l’Agenzia delle Entrate ha già emesso varie circolari e documenti interpretativi, quindi sotto il profilo formale l’iter è concluso.
Alcune incertezze dal punto di vista pratico invece ci sono ancora e riguardano alcuni aspetti di dettaglio, che non sono stati ben descritti dalle norme e dalle circolari. I casi infatti sono tanti, soprattutto quando si parla di condomini di grandi dimensioni.
A questo proposito stanno arrivando giorno per giorno varie risposte da parte dell’Agenzia delle Entrate che, tramite lo strumento degli “interpelli”, chiariscono i casi concreti e a volte riservano anche qualche sorpresa. 
Comunque ritengo che nel giro di poche settimane tutto verrà chiarito definitivamente.

Lei, ad esempio, sta seguendo dei casi concreti di Superbonus?
Le richieste sono davvero tante e mi sono organizzato con alcuni colleghi esperti per poter offrire risposte rapide e professionali a tutte, sia dal punto di vista energetico (ecobonus), sia strutturale (sismabonus).
Siamo soliti svolgere anzitutto una preistruttoria della pratica, per capire se vi sono le condizioni per poter fruire di queste maxi detrazioni, come ad esempio i requisiti soggettivi e la regolarità urbanistica. Questa attività preliminare porta purtroppo a scartare molte richieste e quindi ci si concentra solo sui casi più fortunati, quelli che possono fruire appieno dell’Eco e del Sismabonus. Per questi i massimali a disposizione sono veramente interessanti, fino ad oltre 100.000 euro per ogni unità immobiliare, da dividere tra impianti, coibentazione e strutture.

Alla luce di quanto delineato, cosa si sentirebbe di consigliare?
Io penso che il Superbonus rappresenti una grande opportunità per tutti i proprietari di immobili, perché hanno effettivamente la possibilità di ristrutturarli a costo “quasi” zero. Dico quasi perché nella maggior parte dei casi il bonus non copre tutti i lavori, restando escluse, di solito, alcune opere secondarie. Permette comunque di assorbire la maggioranza delle spese, oltre agli oneri dei tecnici, e per questo dico che è un’occasione storica, soprattutto per coloro che avevano in mente di effettuare i lavori per problematiche già esistenti (ad esempio per la presenza di cedimenti strutturali, umidità, tetti da risanare, etc.).
Il consiglio che mi sento di dare è quello di rivolgersi sempre a professionisti qualificati, che possano analizzare i singoli casi e valutare se vi sono le condizioni per far rientrare con certezza i lavori negli incentivi legati al 110%.

E dal punto di vista cantieristico, come si può intervenire?
Come dicevo i casi sono infiniti. Dipende se si vuole ottenere un efficientamento solo energetico o anche strutturale e dalle condizioni del fabbricato.
A seconda delle esigenze si definiscono gli interventi più appropriati, tenendo conto dei massimali disponibili.
Qualora si tratti di ottenere sia la riqualificazione strutturale che quella energetica io consiglio sempre di valutare, tra le tante esistenti, la tecnologia ICF (Insulating Concrete Form), che permette di fare l’una e l’altra cosa in tempi rapidi, rivestendo dall’esterno l’edificio con una “nuova pelle” e senza determinare interruzioni d’uso.
Si tratta però di un semplice consiglio, perché l’ultima parola spetta sempre al proprietario. 

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