Ecobonus e Sismabonus al 110%, tutto confermato: massimali e tipi di interventi ammessi. Ecco come fare

Dopo le prime indiscrezioni, finalmente privati, enti e condomini possono avviare i lavori di riqualificazione degli immobili da loro detenuti (in proprietà o in affitto, non importa) senza spendere nulla

Uno alla volta sono stati emanati anche i decreti attuativi e il tanto atteso Ecosismabonus è diventato realtà. Dopo le prime indiscrezioni, finalmente privati, enti e condomini possono avviare i lavori di riqualificazione degli immobili da loro detenuti (in proprietà o in affitto, non importa) senza spendere nulla, in quanto tutti gli oneri potranno essere ceduti a terzi, solitamente all’impresa esecutrice, che emetterà al cliente una fattura a zero. Poi, a sua volta, essa potrà detrarre il credito dalle imposte o cederlo a una banca.

A questo punto diventa importante capire chi ha davvero diritto alle agevolazioni ed entro quali limiti, perché è chiaro che si tratta di una opportunità che fa gola a molti. Approfondiamo il tema con l'ingegner Cristian Angeli, esperto in sistemi costruttivi innovativi.

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"In questi casi - dice Angeli - è importante riferirsi a personale qualificato, che sappia dare i giusti consigli per evitare spiacevoli sorprese, considerato che l’Agenzia delle Entrate e l’Enea hanno previsto controlli sistematici su tutte le pratiche, e che in caso di irregolarità il contributo offerto dallo stato potrà essere revocato, con conseguenti sanzioni aggiuntive".

Non ci sono sorprese nel decreto?

"Direi proprio di no, il decreto Rilancio è stato convertito in legge come previsto, l’Agenzia delle Entrate ha iniziato a far circolare i primi chiarimenti e, uno alla volta, stanno arrivando anche i decreti attuativi del Mise, che confermano sostanzialmente le notizie che già circolavano. Ora l’attenzione deve essere posta sui dettagli: i massimali, la tipologia di interventi, il titolo in base al quale si detiene l’immobile, la corretta impostazione delle pratiche edilizie e delle asseverazioni. Tutto deve essere ponderato nei dettagli, ma siamo effettivamente operativi".

Chi e in quali casi può beneficiare concretamente dello sconto del 110%?

"Il quadro è abbastanza articolato. Per rispondere faccio alcuni esempi. Possono beneficiare senza alcun dubbio le persone fisiche proprietarie o affittuarie di abitazioni di qualunque tipo, anche seconde case, purchè non classificate come “ville” dal punto di vista catastale (categorie A1, A8, A9). Possono inoltre beneficiare i condomini e le stesse persone fisiche che possiedono capannoni. Sono escluse invece le imprese e le società immobiliari, che però possono contare sulle detrazioni ordinarie previste prima del decreto rilancio".

Quali sono gli interventi che rientrano nelle agevolazioni?

"Da questo punto di vista poco è cambiato rispetto alle prime versioni del decreto. In generale, semplificando al massimo, sono gli interventi di efficientamento energetico (esempio tipico il cappotto) e impiantistico (esempio la sostituzione della caldaia), purchè possa essere dimostrato l’aumento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, in alternativa, il raggiungimento della classe massima possibile per lo specifico fabbricato. Inoltre rientrano tutti gli interventi che determinano un aumento della sicurezza strutturale dell’edificio, come ad esempio la sostituzione di solai ammalorati o il rinforzo delle murature preesistenti".

Per effettuare questo genere di lavori occorre aprire un cantiere e mettere in conto di abbandonare temporaneamente l’edificio?

"E’ necessario rivolgersi a un professionista abilitato che predisponga tutte le pratiche autorizzative in comune, quindi senza dubbio è necessario aprire un cantiere. In merito alla necessità di sgombero non è detto che sia indispensabile. Tutto dipende dal tipo di lavori e dalle tecnologie che si adottano. Ad esempio la sostituzione della caldaia o la realizzazione del cappotto non determinano particolari disagi per gli abitanti. Più delicato il tema delle strutture, in quanto se si interviene in modo “convenzionale”, ovvero mediante rinforzo localizzato di pilastri o con opere interne, diventa inevitabile mettere a nudo la vecchia struttura e quindi occorre abbandonare l’edificio per tutta la durata dei lavori".

Certo questo non è molto incoraggiante per chi oggi è ancora incerto.

"Si, è vero, però da questo punto di vista occorre tener conto che è sempre possibile efficientare l’edificio operando solo dall’esterno. Ad esempio si può valutare di realizzare apposite contropareti a ridosso di quelle esistenti mediante il sistema costruttivo Icf. In questo modo si può effettuare contemporaneamente l’efficientamento sismico e quello energetico senza interessare gli ambienti interni e quindi consentendo di mantenere operativo il fabbricato per tutta la durata dei lavori, che peraltro è abbastanza breve".

Quali sono i massimali a disposizione, ad esempio, di un privato che vuole ristrutturare la propria abitazione?

"Nel caso di una singola unità immobiliare il plafond disponibile prevede 50mila euro per la parte termica (esempio cappotto), oltre a 96mila euro per la parte strutturale (es. rinforzo murature e solai) e 30mila euro per la sostituzione degli impianti. Detti importi sono onnicomprensivi di tutte le spese necessarie ed accessorie (ad esempio comprendono anche le spese per i rilievi e gli oneri dei tecnici), ma sono comunque ben proporzionati alla realtà dei costi correnti, soprattutto, lo ripeto, se si scelgono le giuste tecniche di intervento".

Ci sono già molte richieste?

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"Le richieste sono davvero molte, la gente vuole capire 'se ha capito bene', perché in effetti questo meccanismo potrebbe sembrare strano. In questi giorni sto ricevendo molte telefonate sia come professionista sia tramite l’azienda ICF ITALIA con la quale collaboro, in quanto le tecnologie innovative possono aiutare a contenere i tempi di esecuzione, che devono essere piuttosto contenuti, in quanto la finestra temporale in cui si può beneficiare degli incentivi termina il 31 dicembre 2021".

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