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Un orto urbano tra le mura di casa: nasce CubOrto, l'idea dell'aretino Denni Albiani

CubOrto consente a tutti, ma veramente a tutti, anche chi non ha il pollice verde, di coltivare la verdura in città, risolvendo il problema dello spazio, del tempo e delle competenze necessarie

È un orto sinergico nel senso che viene gestito senza smuovere il terreno, per consentire alla natura di attivare i meccanismi di autofertilità, facendo crescere le piantine in modo naturale, salutare e rispettoso dell’ambiente. Sì, perché CubOrto permette di coltivare risparmiando acqua ed è un oggetto green, realizzato con materiale 100% di recupero. Arriva a casa con tutto l’occorrente per iniziare la propria avventura di coltivatore, compreso l’abbonamento di un anno alla community di CubOrto, in cui un esperto segue passo dopo passo tutti, rispondendo ai quesiti e dando consigli. È possibile scegliere tra due diverse misure: 120x40x40 e 120x100x75. In vendita anche un kit per la coltivazione indoor, pensato per chi non ha spazi esterni e vuole tenere il CubOrto in appartamento. Nella confezione non sono presenti i semi e le piantine per lasciare a ogni persona la libertà di scegliere cosa coltivare con l'aiuto di schemi di consociazioni di piante fornite nella community.

Dietro a questo progetto c’è l’imprenditore aretino Denni Albiani che fa parte di un team di 4 giovani professionisti provenienti da diverse parti d’Italia e da esperienze lavorative altrettanto differenti, che si sono incontrati in rete durante il primo lockdown, partecipando ad una community in cui sono stati chiamati a riflettere sul futuro dell’agricoltura. E tutti insieme hanno elaborato questo progetto, che li ha portati a vincere un contest nazionale. Da lì è nata la start up ReFarm e la voglia di creare CubOrto per lanciarlo sul mercato. Insieme a Denni fanno parte del team l’agronomo figlinese Pietro Isolan, l’ingegnere milanese Luca Oliverio, l’imprenditore ferrarese Luca Buriani. E ad essi si è unito di recente anche il designer grossetano, Alessandro Corina per dare vita a CubOrto design.

“CubOrto prima di essere un prodotto è una visione – spiega Denni Albiani - che nasce dal desiderio di 5 ragazzi di trasformare le loro città in posti più verdi e vivibili, dove ritrovare la sintonia con la natura, per godere dei suoi frutti, mangiando sano e biologico. In un periodo di cambiamento personale, tornato da poco da un’esperienza lavorativa all'estero, nel 2020 mi sono iscritto ad una community per imprenditori e professionisti. Era da poco arrivata la pandemia ed eravamo nel primo lockdown. La mia voglia di fare qualcosa di virtuoso che potesse portare del bene a me e alle altre persone cresceva di giorno in giorno. All'interno di questa community si svolgevano dei contest per immaginarsi il futuro nei vari settori. Con Pietro Isolan, Luca Buriani e Luca Oliverio ci siamo incontrati inizialmente solo in modo virtuale, chiamati a ragionare sul futuro dell'agricoltura. Da qui è nata ReFarm, l'idea di riqualificare i luoghi degradati delle nostre città trasformandoli in posti dove poter coltivare verdure sia outdoor che indoor. Abbiamo vinto il contest e a quel punto è scattata in noi la voglia di realizzare veramente quello che ci eravamo immaginati. Abbiamo lavorato assiduamente sul progetto, poi appena è stato possibile ci siamo incontrati fisicamente, ma avevamo già realizzato molto di quello che oggi è CubOrto. Un primo prototipo è stato testato sul mercato dimostrando che c’era interesse. Poi durante questo percorso di validazione abbiamo incontrato il designer grossetano Alessandro Corina che ha portato nel team nuovi valori e visioni preziose. Io sono la parte informatica e digitale della start up, mi occupo di trovare le migliori soluzioni digitali, del sito internet, dei canali social e dell’e-commerce. In futuro abbiamo in serbo grosse migliorie con inserimenti di sensoristica IoT per migliorare l'esperienza utente”.

Denni Albiani, professionista con esperienza decennale nel mondo IT, dopo aver lavorato 7 anni in un noto web provider della provincia di Arezzo, sente il bisogno di incrementare le sue abilità professionali e personali con un’esperienza all'estero e si trasferisce a Malta per 2 anni, dove lavora in due startup, respirando un ambiente multiculturale ricco di stimoli. Con la voglia di creare qualcosa di suo, torna in Italia e inizia a lavorare in smart working per un’azienda di IoT. Nel frattempo nel 2020 entra nella community per imprenditori e professionisti nella quale ha contribuito alla nascita di CubOrto.

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