I tormenti del PD - Stasera Orlando ad Arezzo

Qualcuno si lamenta del fatto che il risultato del referendum del 4 dicembre scorso non abbia modificato la sostanza, essendo rimasto al suo posto un governo Renzi senza Renzi a guidarlo. Ma lo sconquasso che si è verificato internamente a...

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Qualcuno si lamenta del fatto che il risultato del referendum del 4 dicembre scorso non abbia modificato la sostanza, essendo rimasto al suo posto un governo Renzi senza Renzi a guidarlo.

Ma lo sconquasso che si è verificato internamente a quello che era il principale partito italiano è un fatto importante che non resterà senza conseguenze per quanto riguarda il quadro politico nazionale.

Oltre ai fuoriusciti dalla sinistra del PD, gente che andrà eventualmente a rafforzare il sogno di nuovo olivo dell'ex sindaco di Milano Pisapia, ci sono comunque i conflitti interni dati dall'imminente congresso e dalle tre candidature alla segreteria del partito.

Renzi ed Emiliano sembrano due facce della stessa medaglia. Due galli che si contendono il pollaio e che si amano/odiano sopratutto per via delle caratteristiche comuni. Sono due leader possibili intorno e ai piedi dei quali il partito sarebbe aggregato più per fede che per progetto.

Orlando cerca di rappresentare l'ala più a sinistra rimasta nel PD; è un po' l'erede di Veltroni, quello che vorrebbe includere tutti (nel centrosinistra), ma non allearsi con il centrodestra in nessun modo, men che meno se si chiama Verdini (ma esiste una possibile maggioranza di solo centrosinistra in Italia?).

In soldoni, chi tra gli iscritti del PD parteggerà per un governo di centrosinistra centrosinistra voterà Orlando, mentre chi apre agli Alfano di turno si orienterà su uno degli altri due candidati.

Renzi è il favorito d'obbligo, anche perché a parte gli attacchi che subisce (e in parte anche proprio per quelli), tra gli iscritti attuali ha un seguito importante. Ma da qui al congresso qualche rapporto di forza potrebbe spostarsi, e sopratutto chi perderà non dovrà essere messo all'angolo com'è successo in passato, pena nuovi conflitti interni potenzialmente letali per il partito.

In questo quadro si inserisce l'arrivo in città di Andrea Orlano (questa sera alle 21,00 alla ex Borsa Merci di piazza Risorgimento), incontro interessante comunque la si pensi e a prescindere dal partito che si abbia intenzione di votare.

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Intanto, mentre da destra non giungono segnali costruttivi per un nuovo centrodestra capace di raccogliere il consenso di almeno un terzo degli italiani, sempre più cittadini si orientano a sostenere il movimento 5 stelle...

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