Psicodialogando

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Come si spiega la pandemia ai bambini

Porsi in maniera tranquilla e diretta, cercando di spiegare in maniera equilibrata cosa sta accadendo è una via che permette di accarezzare l’immaginario dei più piccoli

Gli occhi dei bambini sanno cogliere ciò che non è evidente, percepiscono l’invisibile, traducono in emozione ciò che sentono, e che spesso non riescono ad esprimere. Le emozioni, le sensazioni, le percezioni che li abitano si traducono in un linguaggio ulteriore spesso difficile da cogliere, anche al genitore più attento. In questo rinnovato periodo di distanziamento sociale, dopo la pausa estiva che sembrava aver portato una declinazione nuova, ci ritroviamo ancora una volta a fare i conti con la pandemia che sta inesorabilmente risalendo. È fuor di dubbio che il lockdown vissuto all’inizio del 2020 ha creato un forte impatto sul processo di apprendimento dei bambini e sulla capacità dei genitori di conciliare l’attività lavorativa con le responsabilità familiari. 

Ai bambini è stata chiesta una risposta rapida alla nuova modalità di impostare il tempo, lo spazio e le relazioni. D’improvviso la vita è cambiata, per poi tornare in uno pseudo equilibrio durante l’estate, adesso con la seconda ondata le misure anti Covid-19 vengono di giorno in giorno intensificate, si torna lentamente a ripristinare un nuovo lockdown. Come affronteranno i più piccoli questa nuova parziale (almeno per adesso) chiusura? 

Certamente non sarà facile, il tempo dovrà ancora una volta essere strutturato e organizzato all’interno delle mura domestiche. Gli amici non potranno essere frequentati liberamente, tutto sta nuovamente acquistando una connotazione grigia. La scuola, almeno per il momento, sembra l’unica finestra di socializzazione seppur con le mille precauzioni messe in atto. 

Come si spiega la pandemia a un bambino? 

Il dialogo è fondamentale soprattutto in momenti così delicati. Porsi in maniera tranquilla e diretta, cercando di spiegare in maniera equilibrata cosa sta accadendo è una via che permette di accarezzare l’immaginario dei più piccoli. È fondamentale trasmettere la fiducia, la sicurezza e far vedere la situazione senza ansie eccessive. 

I bambini molto piccoli hanno la necessità di sentirsi protetti e rassicurati, le tante spiegazioni verbali non sono in grado di attenuare le loro paure. È fondamentale stare con loro cercando di parlare della pandemia in maniera comprensibile, onde evitare che abbiano un’idea sbagliata o confusa. Un consiglio è raccontare che la pandemia è una situazione nuova, per la quale non abbiamo ancora soluzioni adatte, che può preoccupare, perché potrebbe fare ammalare tante persone, troppe tutte in una volta. Per fronteggiarla bisogna impegnarsi tutti seguendo delle regole di prevenzione, come lavarsi spesso le mani, mettere la mascherina e utilizzare fazzoletti usa e getta. Sono comportamenti che se trasformati in gioco, attraverso una buona complicità con l’adulto, possono essere facilmente acquisite così che i più piccoli possono sentirsi importanti e coinvolti.

È altresì importante sottolineare e rafforzare la rassicurazione offrendo spunti di rinforzo su quante persone stanno lavorando per cercare una cura.   diminuire il numero di quelli che si ammalano e tornare al più presto alla vita di tutti i giorni. È essenziale il comportamento dell’adulto, che deve trasmettere tranquillità e sicurezza, anche se è compito difficile poiché la situazione è molto preoccupante. L’ansia si può trasmettere anche senza esserne consapevoli, i bambini riescono a percepire tutto di là dalle parole, hanno dei recettori emotivi molto sviluppati.  È fondamentale che l’adulto sia in grado di gestire al meglio la propria emotività e la propria ansia, poiché i bambini sanno cogliere qualsiasi sfumatura. Delle tecniche di rilassamento potrebbero rivelarsi utili per abbassare lo stress, oppure spostare l’attenzione sulle cose che ci aiutano a stare bene. Il consiglio tuttavia è quello di essere chiari, in questa situazione così delicati l’autenticità è fondamentale.  Il genitore può semplicemente comunicare la verità dicendo: è un momento difficile, dobbiamo tutti attenerci a semplici regole, sicuramente ci sono persone esperte che sapranno trovare la giusta medicina per uscire fuori da questo momento così duro. 

Il genitore ha la responsabilità di far vivere ai bimbi questo periodo di crisi il più possibile con serenità e ottimismo, trovando nuovi modi per mantenere le relazioni anche a distanza. Mai più che in questo momento la rete è essenziale e di grande supporto seppur controllando la modalità di navigare e collegarsi online. 

Psicodialogando

Da anni coltiva la passione per la scrittura. È psicologa, psicoterapeuta, giornalista. Oltre a numerosi saggi premiati con premi letterari prestigiosi (ricordiamo solo alcuni: premio per la saggistica Cesare Pavese e Tagete), articoli scientifici pubblicati nelle riviste scientifiche internazionali di psicologia, scrive da anni romanzi. Il romanzo “Coach in Love” è stato premiato al Festival del Cinema di Taormina, lo stesso sarà un film. Da più di sei anni presta la sua penna a Magazine Nazionali di prestigio con le sue rubriche settimanali che riscuotono un significativo successo. Negli ultimi anni è altresì penna attenta e al tempo stesso profonda per interviste esclusive a Vip Nazionali e Internazionali. Volto noto in programmi televisivi come LA7, La vita in Diretta, La vita in Diretta estate, Storie Italiane, su Rai Uno si interessa di moda ed è opinionista e giornalista

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