La politica debole per mancanza di idee forti

E'sempre stato facile attaccare chi governa, molto più difficile governare. Questo è certo, per via dei compromessi cui costringe di per sé la gestione della vita pubblica in qualsiasi ambito democratico. Ma da qualche lustro i governanti sono...

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E'sempre stato facile attaccare chi governa, molto più difficile governare. Questo è certo, per via dei compromessi cui costringe di per sé la gestione della vita pubblica in qualsiasi ambito democratico.

Ma da qualche lustro i governanti sono ancora più deboli che in passato, e per questo più attaccabili. Di fatto quel che manca sono le idee forti, quelle che guidano un cammino politico e amministrativo, un cammino fatto di azioni gradite alla popolazione, ma anche di scelte coraggiose e impopolari che siano figlie di un progetto complessivo.

Se il progetto e le idee non esistono il governo è necessariamente debole.

Di questo soffre oggi l'occidente politico amministrativo. Ogni parte rilevante manca di un progetto e di idee forti, tanto che questo sta uccidendo definitivamente i partiti politici intesi in senso classico e si stanno sempre più affermando movimenti, gruppi di cittadini inesperti di politica e vogliosi soltanto di mettere al centro del propio agire i bisogni quotidiani dei cittadini, rinunciando a qualsiasi progetto studiato (e sognato) di una società migliore.

Naturalmente chi agisce per scelte quotidiane ispirate solo dal presunto buonsenso, spesso non dalla lungimiranza, può basare il proprio consenso soltanto sul carisma e l'immagine personale. Questo è quello che accade in occidente e questo è il motivo per cui Hollande, Renzi o la Merkel sono facilemente attaccabili in casa propria, così come lo sono i vertici europei privi di una vera guida politica (in questo caso anche carismatica).

E' in un quadro del genere che si muove un movimento come quello dei 5Stelle, voglioso di portare i cittadini (non i loro rappresentanti eletti) a governare, presupponendo che i cittadini siano "buoni" e i politici ormai "morti".

Ma la storia insegna che il generico sentire delle persone non è quasi mai la via da seguire per avere un futuro più civile; semmai il contrario.

A Roma, in questi giorni, stiamo assistendo all'apoteosi dell'improvvisazione da impreparazione poltica/amministrativa. Il sindaco Raggi è certo in buona fede, come lo sarà chi le si oppone all'interno del suo stesso movimento, ma se non c'è un vero progetto di città condiviso (che vada al di là della pura e semplice legalità), ognuno si affiderà al proprio sentire e il famoso "uno vale uno" (bugia vera) diventerà un clamoroso boomerang. In più al seguito dei vari pentastellati capitolini maggiormente carismatici si formano correnti proprio come nei partiti tradizionali, e il semplice (elementare) sogno del governo praticato dai cittadini pare morente prima ancora di venire alla luce.

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Messa così, pare che la situazione non abbia una reale possibile via di uscita, e in effetti non sembra che ne esista alcuna, almeno a breve termine. Non ci resta che attendere, e nel frattempo stimolare, la nascita di una nuova politica, da praticare con arte e responsabilità dopo aver studiato la storia, la geografia e i comportamenti dei popoli.

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