La morte di Boncompagni non ci lascia indifferenti

Appartengo a una generazione che non può rimanere indifferente alla scomparsa dell'aretino Gianni Boncompagni. Si deve a lui e Renzo Arbore il modo di fare la radio che ancora oggi utilizziamo. Bandiera Gialla prima (tra il '65 e il '70) e Alto...

Gianni Boncompagni e Raffaella Carrà

Appartengo a una generazione che non può rimanere indifferente alla scomparsa dell'aretino Gianni Boncompagni. Si deve a lui e Renzo Arbore il modo di fare la radio che ancora oggi utilizziamo. Bandiera Gialla prima (tra il '65 e il '70) e Alto Gradimento poi, sono stati programmi radiofonici di un successo straordinario in un periodo in cui si pensava che proprio quel mezzo di comunicazione fosse sulla via del tramonto. Ma non furono soltanto quello, infatti si trattò di una vera rivoluzione nel modo di condurre un programma musicale (il primo) e uno di intrattenimento (il secondo). Vararono uno stile e dei progetti cui devono moltissimo, se non tutto, coloro che hanno seguito i due maestri geniali. da Antonio Ricci, con Drive Inn e il resto della sua carriera, alla Gialappa's Band di Mai Dire TV o Gol... tutti i grandi autori e conduttori radiofonici o televisivi hanno dovuto o devono moltissimo a Gianni Boncompagni e a Renzo Arbore.

Quando partecipò al concorso per l'ingresso in RAI, Boncompagni si presentò per diventare "Maestro programmatore di musica leggera". A quel concorso partecipò anche Renzo Arbore. Furono entrambi assunti e dalla stagione successiva prese il via quel fenomeno mediatico che fu appunto Bandiera Gialla. La sagra della musica contemporanea e americana, con una sigla omonima, cantata da Gianni Pettenati che fece furore al botteghino. Fu un successo che pareva non replicabile e che invece fu seguito da quello che è stato probabilmente il successo più grande della radio italiana, quell'alto Gradimento in cui personaggi irriverenti, fuori dalle righe, grotteschi e simpaticissimi interloquivano con i due geniali presentatori.

- Pronto, pronto, Aquì Raimundo Navarro, mi sentite?

- Sì, la sentiamo, ma perché chiama noi ad Alto Gradimento, visto che è un astronauta su un'astronave in orbita intorno alla Terra?

- Cabrones! Maldidos! Aqui nada funziona... los dos emisferos non combaciant...

Questo era il tenore dei dialoghi tra i due "malcapitati" conduttori e i personaggi con i quali si confrontavano in diretta radiofonica.

E' lì che sono nate la nuova radio e la nuova TV di tendenza anche contemporanee. Quel che è venuto dopo, anche ad opera dello stesso Boncompagni o del suo sodale Arbore, sia pure di grande successo ne è solo una conseguenza, una derivazione o un'imitazione.

Riposa in pace, Gianni.

Nella foto: Gianni Boncompagni e Raffaella Carrà quando erano compagni di lavoro e di vita

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