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A cura di Lucrezia Lombardo

"Alla scoperta di Emma Perodi". La scrittrice indipendente e colta che ha dato voce alle leggende del Casentino

Le novelle della Perodi costituiscono un impareggiabile documento antropologico, che racchiude l’intera tradizione mitica e mitologica del Casentino e le storie che i contadini del luogo si tramandavano oralmente

In un Casentino popolato da leggende che fondono magia e realtà, sono ambientate le novelle di Emma Perodi, una delle maggiori scrittrici del nostro pese, che proprio alla vallata degli eremi di Camaldoli e de La Verna ha consacrato le proprie storie.
Le novelle della Perodi costituiscono un impareggiabile documento antropologico, che racchiude l’intera tradizione mitica e mitologica del Casentino e le storie che i contadini del luogo si tramandavano oralmente. Protagonisti delle fiabe sono il bene e il male, gli angeli, i diavoli, le streghe e le altre creature fantastiche che popolano i racconti della vecchia Regina, la nonna della famiglia Marcucci che, davanti a un crepitante focolare, intrattiene le serate dei nipoti. Per le famiglie di una volta, tutte numerosissime, il focolare era infatti un luogo d’incontro e di riposo; dinnanzi alle fiamme ardenti prendeva vita la memoria collettiva che, per non esser cancellata, veniva cantata in forma di racconti e di avventure fantastiche, in cui il bene e il male assumevano la forma di creature straordinarie e di “spiegazioni mitiche” a fenomeni reali. Il focolare, simbolo degli affetti e dell’ospitalità in tutte le tradizioni mediterranee ed occidentali, era il luogo deputato al riposo, dinanzi a cui anche i lavoratori della terra sostavano, per dedicarsi alla preghiera ed alla condivisione.
Le novelle della nonna sono un viaggio in un mondo che non esiste più, il mondo che popolava il Casentino e le campagne fino, forse, agli anni ’60. Quel mondo, in cui il sacro ed il profano si univano e nel quale il mistero si fondeva ad un’ accurata conoscenza dei cicli della natura, era fatto di fatica fisica e di povertà, ma era anche ricco di una sapienza popolare, che non ha nulla a che vedere con il nostro patrimonio di conoscenze scientifiche e razionali. La sapienza di cui le novelle della Perodi parlano, era una specie di saggezza che si basava sul rispetto della natura -fonte di sostentamento- e sull’essenzialità ed ammetteva in sé “il soprannaturale”, inglobando, nella quotidianità degli uomini e delle donne di allora, eventi mitici e sacri. La giornata dei contadini di cui scrive l’autrice, era infatti scandita, oltre che dalla luce del sole e dalle condizioni meteorologiche, dal suono dalle campane di paese e della preghiere del giorno, mentre le donne erano le depositarie della sacralità e di quell’oralità incantata da cui la scrittrice ha tratto le sue novelle, conferendo loro la struttura di un libro. Nella storia La calza della Befana -una delle più belle dell’intera raccolta-, la figura della vecchia Befana è descritta come una strega che abita in prossimità di Monte Fatucchio e che si ritrova con le sue consorelle il sei di gennaio, facendo festa presso un tronco d’abete collocato all’ingresso di Badia Prataglia. Ma protagonisti delle storie della Perodi sono tutti i paesi della “vallata santa”, coi suoi borghi, i suoi castelli e le sue leggende secolari, popolate da angeli, fate, streghe e fantasmi, le cui vicende s’intrecciano con quelle umane. La scena cede così il passo a uomini e donne “in carne ed ossa” che la scrittrice descrive con realismo, mettendone in luce le meschinità, i desideri, l’avarizia, la curiosità e tutti quei sentimenti contraddittori che caratterizzano l’essere umano e la sua natura camaleontica. Oltre a racchiudere l’intero patrimonio orale del Casentino e di quel mondo pre-industriale che ha preceduto la contemporaneità, la scrittrice riesce ad elaborare un vero e proprio trattato antropologico, nel quale l’uomo è quasi sempre descritto come “la creatura” che, per comprendere, ha bisogno di cadere e di errare. 
Donna colta ed indipendente, la Perodi è ancora oggi una delle maggiori scrittrici del panorama italiano di tutti i tempi e le sue novelle costituiscono un serbatoio di sapienza da riscoprire e da cui apprendere un nuovo modus vivendi, capace di dare conforto ai dissidi dell’uomo dei nostri giorni.

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