Renzi e la "grande fuga" dal Pd. Donati: "Non ci sono tessere da prendere, osserverò"

L'ex parlamentare è stato da sempre uno dei più fieri sostenitori di Renzi

Marco Donati

"Guardo con attenzione quello che mi circonda. Osservo la situazione come, credo, sia doveroso fare per chiunque. Vedremo cosa accadrà".

A parlare è Marco Donati, ex assessore del comune di Arezzo durante il secondo governo Fanfani, ex parlamentare in quota Pd nonché da sempre fiero renziano. All'indomani dell'annuncio da parte di Matteo Renzi di lasciare il Partito Democratico e dare vita ad alcuni gruppi parlamentari autonomi e scevri dal marchio dem. Ecco che l'intreccio si fa particolarmente avvincente anche a livello locale.

Chi andrà via?

Per il momento tra i fedelissimi ci sono la deputata di Laterina, Maria Elena Boschi, e Francesco Bonifazi. Entrambi hanno appoggiato il progetto di Renzi ed hanno espresso la propria volontà di seguirlo ed affiancarlo.

Nel panorama aretino, ancora oggi nessuno si è fatto avanti per ingrossare le fila renziane. La concomitanza con il congresso provinciale e la scelta della nuova segreteria rendono quanto mai imminente una chiamata alle armi da parte di tutti i circoli del territorio i quali, neanche a dirlo, avranno sicuramente di che parlare. Al di là delle nomine provinciali - Ruscelli è l'unico in corsa come segretario - sarà l'attualità politica a tenere sicuramente banco.

E' importante - ha spiegato Marco Donati - che il congresso avvenga nel contesto più sereno e proficuo possibile. I temi su cui dibattere sono davvero molti. Ci saranno tanti aspetti su cui varrà la pena soffermarsi. La mia carriera politica si è sviluppata insieme a questo progetto che, quando è nato, è stato particolarmente rivoluzionario. Oggi, con tutto quello che è accaduto negli ultimi anni, ho assistito a così tante situazioni e così tante circostanze che credo abbiano radicalmente cambiato il volto del gruppo.

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Dunque, la fase congressuale per il Pd di Arezzo è alle porte, anzi è in incubazione. Quale destino? Chi rimarrà fedele al team originario? Marco Donati cosa farà?

E' opportuno capire un aspetto - spiega - non ci sono tessere da prendere. Non è che viene fondato un nuovo partito domani, per adesso si parla solo di gruppi parlamentari e nessuna lista che coinvolge le singole territorialità. Chi ha già espresso la propria decisione lo ha fatto, sicuramente, in virtù di una conoscenza più approfondita di quello che potrebbe essere il piano. Personalmente credo che sia doveroso capire i contenuti del progetto, comprendere quali saranno gli aspetti legati a questa nuova esperienza politica e poi fare valutazioni personali. Delineati i contenuti staremo a vedere. Attendo che tutto si declini. Sarò un attento, attentissimo, osservatore. Ma credo che ci sarà tempo per fare questo no? Da ora e sino alla Leopolda.

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L'ex sindaco di Firenze, ed ex premier, ha dichiarato di voler fare le valige perché non più a suo agio all'interno del Pd. Constetualmente ha sottolineato anche come "la vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa".

Sia Renzi sia Boschi, dopo la disfatta dell'esperienza 'gialloverde', non hanno nascosto che avrebbero votato la fiducia ma contemporaneamente hanno preso le distanze da questa esperienza governativa Pd-M5S. E l'aretino Marco Donati? Come ha accolto il sodalizio?

Quando ero assessore al bilancio del Comune di Arezzo - commenta - sono riuscito ad ottenere il voto favorevole anche da parte del M5S su una pratica estremamente importante come gli equilibri di bilancio. E' un caso emblematico perché alcuni temi del Movimento 5 Stelle trovano anche dei punti di incontro da parte mia. Questo soprattutto a livello locale sfera dove, ho incontrato persone di valore e stima. Nel contesto nazionale posso invece affermare che non ho affatto gradito i toni utilizzati dai Cinque Stelle usati per attacchi personali che hanno contribuito solo ed esclusivamente a delegittimare persone ed istituzioni. Detto ciò credo anche fermamente che dopo un primo anno al governo questo Cinque Stelle non sia lo stesso di quando è partito perché alla prova dei fatti, come è evidente a tutti, sono dovuti scendere a compromessi, prendere delle decisioni non sempre semplici.

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