Andando per mostre e musei…

Mostre ed esposizioni. Il calendario dedicato alle rassegne di arte presenti nel territorio aretino.

Redazione Arezzo Notizie
Redazione Arezzo Notizie
Invia per email  |  Stampa  |   20 luglio 2017 10:43  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo


Anghiari – 25 marzo /31 dicembre

Mostra “La Battaglia Svelata, nella storia e nel disegno di Leonardo Da Vinci” presso il  Museo della Battaglia e di Anghiari.  Aperta almeno per tutto il 2017 negli orari soliti del Museo: dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30. Si potrà vedere la Battaglia di Anghiari in tutta la sua completezza. Il primo è un settore di studio in cui è presente tutto ciò che riguarda la Battaglia con le immagini provenienti da tutto il mondo in merito a questo tema, il secondo settore è legato alla storia vera e propria dell’evento in cui si evidenziano le cause e le conseguenze dello stesso, il terzo è un settore immersivo realizzato nella sua parte multimediale da Culturanuova in cui si può scoprire chiaramente e senza sensazionalismi tutto ciò che riguarda l’avvenimento e il dipinto.

Arezzo – 15 novembre/18 febbraio

Prosegue la fortunata collaborazione tra la Fondazione Ivan Bruschi, con il Conservatore Carlo Sisi, e la Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, grazie alla quale è stata esposta ad Arezzo, in prima nazionale, l’opera del celebre artista Bill Viola, Tristan’s Ascension.

Il 15 novembre alle ore 17,00 sarà infatti inaugurata alla Casa Museo Ivan Bruschi l’esposizione Vasari, Jacone e la maniera bizzarra”, a cura della Dott.ssa Paola Refice, fuorimostra de “Il Cinquecento a Firenze. Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna”, la grande mostra Cinquecento visibile a Palazzo Strozzi.

Il tema conduttore dell’esposizione di Casa Bruschi è quello dell’avversione dell’aretino Giorgio Vasari per la “compagnia” degli artisti favorita dal Riccio, raccontata e svelata attraverso gli aneddoti e gli apprezzamenti contraddittorii espressi nel celebre volume Le Vite nei diretti confronti di Jacone (Jacopo di Giovanni di Francesco).

Per l’occasione sarà presentata l’opera inedita Madonna col Bambino e San Giovannino di Francesco Ubertini, detto il Bacchiacca (Borgo S. Lorenzo, 1494-Firenze 1557), parte della Collezione Gianfranco Barbiera di Arezzo. Il Bacchiacca è un artista, secondo Vasari, appartenente proprio alla “masnada” di Jacone: con essa condivide l’approccio “bizzarro” alla maniera, sfrontatamente insensibile a suo dire, all’ideale estetico della “grazia” che caratterizza l’eccellenza della produzione pittorica del periodo.

Una sezione della mostra, #500 IN COLLEZIONE opere scelte dalla collezione Bruschi, sarà dedicata alle opere che normalmente sono esposte alla Casa Museo, contestualizzate per l’occasione all’interno di un percorso espositivo che collegherà l’artista Giorgio Vasari a Tommaso Bernabei, detto Il Papacello e a Tommaso Manzuoli, detto Maso da San Friano, per arrivare ad un pittore italiano anonimo della seconda metà del ‘500 che ripropone nella sua tavola suggestioni della vasariana “maniera moderna”.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 18 febbraio 2018.

“Vasari, Jacone e la maniera bizzarra”

Casa Museo Ivan Bruschi, Corso Italia 14, Arezzo

Aperta dal 15 novembre 2017 al 18 febbraio 2018

Orario: 10-13;14-18 – Chiuso il lunedì

Arezzo – 10 novembre/20 novembre

La congregazione dei Testimoni di Geova con il patrocinio della Provincia di Arezzo presenta una campagna di informazione sociale sui temi bullismo e depressione negli adolescenti.
La mostra si terrà dal 10 al 20 novembre presso l’Atrio d’Onore del Palazzo della Provincia (via Ricasoli, 50), con orario 9-20.
Questi eventi vogliono promuovere e avvicinare l’informazione trattata al pubblico in generale. Le problematiche presentate riguardano temi e questioni sociali, di grande interesse collettivo a favore di ogni categoria interessata.
Le famiglie, le donne, i bambini, i giovani, gli anziani, i lavoratori, gli insegnanti, le associazioni vivono giornalmente le sfide del nostro tempo e ne sono nell’insieme sempre più coinvolti dalle problematiche che si originano e mutano continuamente.
Saranno valutati e presentati insegnamenti e atteggiamenti attivi e positivi contenuti nella Bibbia che possano motivare i singoli individui nella propria vita e favorire il proprio impegno nel sociale.
Le informazioni saranno rese disponibili sul posto mediante pubblicazioni specifiche, esperienze di vita vissuta e consultazione multimediale pratica di informazioni aggiornate nei settori di riferimento.

Arezzo – 14 ottobre/11 novembre

Con la collaborazione organizzativa della presidenza del Consiglio Comunale, s’inaugura sabato 14 ottobre alle 11 la mostra “Segmenti interiori tra cielo e acqua”, opere di Patrizia Buracchi, a cura di Rita Carioti. Loggiato al secondo piano di palazzo comunale, lunedì, mercoledì, venerdì e sabato 8,30 – 14,30 e martedì e giovedì 8,30 – 17,30.

A circa un anno dalla prematura scomparsa, con questa particolare e inedita esposizione voluta fortemente dal marito Tommaso Musarra, che propone a sua volta due sue sculture dedicate alla moglie, Patrizia Buracchi svela la sua passione per l’arte della pittura. Similmente ai testi poetici che amava comporre, le pitture si presentano avvolte in un’aura ovattata, solitaria, malinconica e surreale. In special modo, in questa serie esposta nella mostra, i dipinti riflettono il suo spirito introspettivo attraverso labirintici e onirici sentieri, solitarie riflessioni, amletici dubbi, tenaci affermazioni, enfatiche esaltazioni, spesso in perenne conflitto.

Patrizia Buracchi, aretina, dopo la laurea a Perugia, si è dedicata alla scrittura. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in antologie e giornali, tra cui la redazione di commenti su opere di Virginia Woolf, Jane Austen, Tomas Hardy. Ha pubblicato un breve romanzo e raccolte di poesie. Negli ultimi anni si è interessata alla letteratura erotica. Insegnante di italiano storia e geografia nelle scuole medie e superiori, ha nutrito un grande amore per gli animali, specie per i gatti, che ha sostenuto costantemente nell’associazione Lo Scudo di Pan. Si è poi dedicata alla pittura. Ha vissuto a Castiglion Fiorentino con il marito, insegnante e artista Tommaso Musarra.

 

Arezzo – 19/29 novembre 2017

Dal 19 al 29 novembre 2017 l’Atrio d’onore della Provincia di Arezzo, con entrata da via Ricasoli 44/46, ospita “Fifty/Fifty”, concorso e mostra collettiva di pittura promossa dal Cenacolo degli Artisti Aretini.
L’esposizione, sponsorizzata da Mastro Artista e patrocinata dalla Provincia di Arezzo, sarà visitabile – a ingresso libero e gratuito – tutti i giorni dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18,30.
Domenica 19 novembre, alle ore 16, l’inaugurazione della mostra e la proclamazione dei vincitori.

LA MOSTRA/CONCORSO
La collettiva “Fifty/Fifty” è il risultato dalla prima edizione dell’omonimo concorso a tema libero. Finalità dell’iniziativa sono la valorizzazione e la promozione dell’arte contemporanea del territorio. Al premio possono infatti partecipare tutti gli artisti iscritti all’associazione culturale “Il Cenacolo degli Artisti Aretini”, nati o residenti ad Arezzo e provincia, senza limiti di età.

Gli autori possono presentare entro il 15 novembre opere di qualunque tecnica, supporto e orientamento artistico, con il solo vincolo di rispettare il formato 50×50 centimetri. Tutti loro hanno poi diritto a esporre nella collettiva nel palazzo provinciale.

Durante il pomeriggio inaugurale di domenica 19 novembre saranno svelati i primi tre classificati del concorso, selezionati da un’apposita giuria esterna i cui membri saranno resi noti il giorno stesso.


Il primo in graduatoria avrà diritto a una mostra personale di una settimana nelle sale del prestigioso Palazzo Guazzesi di Corso Italia 108, sede del Circolo Artistico di Arezzo. Secondo e terzo potranno esporre con una doppia personale della stessa durata, sempre nelle sale del Circolo Artistico. Entrambe le mostre si svolgeranno nella prossima primavera.

www.cenacoloartistiaretini.it

Arezzo – 30 settembre/ gennaio 2018

“I mezzi della Memoria in mostra”, lanciata dal Museo dei Mezzi di Comunicazione come collaterale alla Fiera Antiquaria di Arezzo. Apertura sabato 30 settembre alle 11 presso la sede della Fiera Antiquaria – Logge Vasari 13 (in Piazza Grande). La mostra, visitabile durante le Fiere Antiquarie di ottobre, novembre, dicembre 2017 e gennaio 2018, è realizzata per volontà del Comune di Arezzo, in collaborazione con i Comuni di Foiano della Chiana e Monte San Savino.

Arezzo – 24 giugno/7 gennaio

Gli Angeli di Ugo Riva nella Fortezza medicea di Arezzo

Arezzo – 2 novembre/26 novembre

Dal 2 al 26 novembre 2017 il centro benessere “Corpo e Mente” di via Tanucci 21, ad Arezzo, ospita “Awareness (introspezione d’artista)”, mostra personale di pittura di Antonella Cedro a cura di Marco Botti.
È il sesto appuntamento di “Forme astratte tra corpo e mente”, un progetto espositivo promosso dall’associazione culturale AltreMenti che vedrà coinvolti fino a dicembre artisti di talento.

L’inaugurazione, a ingresso gratuito per i tesserati dell’associazione AltreMenti, si terrà giovedì 2 novembre a partire dalle ore 20 con un piccolo buffet.
Per l’occasione AltreMenti proporrà “Nail varnish game”, il gioco degli smalti. Ai presenti verranno forniti fogli e smalti colorati con i quali realizzare in breve tempo un disegno a tema libero. Alla fine una piccola giuria decreterà l’elaborato migliore, che si aggiudicherà una manicure con smalto semipermanente. Tutti i partecipanti riceveranno un buono sconto sulla stessa manicure e i vari lavori verranno esposti in un apposito spazio all’interno di Corpo e Mente.

La serata inaugurale sarà impreziosita dalla cantante Arianna Bassi, in arte Rina, accompagnata dalla chitarra di Andrea Ciri e dalla voce di Laura Giannini per alcuni imperdibili duetti.

 

Bibbiena – 27 ottobre/22 novembre

ExpArt Studio&Gallery, in via Borghi 80 a Bibbiena (AR), presenta “Opposite”, doppia personale di Francesco Fillini e Maura Giussani a cura di Silvia RossiL’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì al mercoledì con orario 15/19, dal giovedì al sabato con orari 9,30/12 e 15/19, o su appuntamento.

“Ci vuole la ricchezza d’esperienze del realismo e la profondità di sensi del simbolismo. Tutta l’arte è un problema di equilibrio fra due opposti”. (Cesare Pavese)

Non ci potevano essere parole più adatte per racchiudere lo spirito della nuova mostra allestita a ExpArt Studio&Gallery“Opposite” – che unisce, mescola e confronta tra loro due artisti stilisticamente e concettualmente distanti. Le opere astratte, minimaliste e antimanieriste di Francesco Fillini vengono infatti affiancate all’opera pittorica, realista e analitica di Maura Giussani.

Come questi due opposti possono fornirci una visione di insieme, come posso trovare un punto di incontro, laddove ricerca e concetto divergono completamente?

La risposta è più semplice di quanto si possa pensare, perché l’arte ci offre sempre piccole tessere di un enorme puzzle, con cui compone e scompone la nostra vita, la nostra cultura e il nostro tempo. Ed è esattamente così che le due ricerche non solo si incontrano, ma si sovrappongono: mantenendoci inizialmente lontani dall’analisi stilistica dei loro lavori, entrambi gli autori assumono infatti a oggetto del loro studio l’intervento umano, la materia, la ricerca della traccia di un passaggio.

I cementi, le vernici e i metalli di Fillini incontrano quindi in maniera involontaria gli stessi identici soggetti nei lavori della Giussani. La distanza della forma non prevarica più la vicinanza della materia.

Le dense spatolate, le gettate e l’uso di materiali industriali si compongono e scompongono di opera in opera, facendoci riflettere sulla determinazione dell’intervento umano nella nostra quotidianità, di come il paesaggio, plasmato da questi elementi, non sia che il frutto di una ferma volontà, opera di spatole e di pennelli, esattamente come questa doppia personale.

BREVI BIOGRAFIE:

Francesco Fillini è nato nel 1969 a Piombino (LI) ma vive e lavora a Pisa. Dopo aver coltivato in silenzio il suo amore per il mondo dell’arte, nel 2015 comincia a esporre proprio a ExpArt. Le pennellate larghe e compatte muovono la superficie delle sue tele, su cui si stagliano tagli geometrici e campiture monocromatiche. Le leggere variazioni tonali creano profondità, mentre la composizione a più pezzi apre gli orizzonti del quadro, che si proietta così nello spazio circostante. Da ricordare le mostre di Milano, Roma, San Miniato e Obernberg Am Inn in Austria.

Maura Giussani è nata nel 1952 a Milano, città dove si diploma al liceo artistico “Beato Angelico”, ma vive ad Arezzo. Fin dall’infanzia sente nascere dentro di sé un estremo bisogno di creatività, per nutrire l’anima e la mente di sensazioni. La sua crescita artistica passa attraverso i corsi del maestro Alessandro Marrone e la scuola RADAR di Enrique Moya Gonzalez. È socia fondatrice del Cenacolo degli Artisti Aretini. Da anni porta avanti la sua ricerca sulle luci e i riflessi in tutte le loro manifestazioni, spaziando tra figurativo e astratto per sperimentare tecniche diverse. Ha esposto in Italia e all’estero con personali e collettive sempre apprezzate.

www.expartgallery.com

Castelnuovo dei Sabbioni – 27 maggio/31 dicembre

Sabato 27 maggio Alle 11 presso l’Auditorium del Museo Mine verrà inaugurata la mostra “Mithra, un Dio orientale in Valdarno”. Il gruppo scultoreo, rinvenuto per caso dietro alla Pieve del Capoluogo nel 1974, resterà esposto fino a dicembre e racconterà le origini remote del territorio anche attraverso immagini, disegni, video ed antiche mappe.

La mostra: Accadde di marzo del 1974. Un marzo freddo, che non impedì però a due ragazzi di Cavriglia, Gianni Grotti e Mauro Ferrucci, di afferrare un carretto a sterzo in legno e di giocare lungo un cantiere di un’abitazione alle spalle della Pieve di San Giovanni, vicino ad un campo di olivi. Tra una corsa e l’altra, all’improvviso, videro spuntare da un mucchio di terra nei pressi del cantiere un sasso bianco, troppo bianco per essere una pietra naturale. Si avvicinarono e capirono che non si trattava di un macigno qualunque, ma di una statua mozzata. Raffigurava un uomo a cavallo di un toro nell’atto di pugnalare la bestia al collo. Ma il pezzo era stato in parte distrutto e la scena non era ben riconoscibile. I due ragazzi presi dall’euforia afferrarono la statua, la caricarono sul carretto e la portarono a casa. Il padre di uno di loro, stupito per la clamorosa scoperta, allertò i carabinieri, che si occuparono di far trasportare il pezzo presso il Museo Archeologico di Arezzo tramite la Sovrintendenza, per effettuare studi ed analisi approfondite. Da queste emerse che quella statua non era un pezzo qualunque, un abbellimento antico, un oggetto di decoro di un’epoca remota, ma la prova provata che Cavriglia era stata presumibilmente fondata dagli antichi romani, forse su un avamposto etrusco. Già, perché quella statua raffigurava il “Dio Mitra nell’atto di uccidere il toro”, una scena topica e purtroppo nel corso dei secoli completamente dimenticata insieme al culto stesso della divinità.  Mitra, che presenta molte analogie con la figura di Gesù Cristo, è un’importantissima divinità dell’induismo e della religione persiana, ma anche un dio ellenistico e romano, che fu adorato nelle religioni misteriche dal I secolo a.C. al V secolo d.C. Non è chiaro quanto vi sia in comune fra questi tre culti. Benché “Mitra” sia un nome di divinità molto antico, le notizie sui suoi culti sono scarse e frammentarie. Quello ellenistico/romano non ha lasciato alcun testo e sembra molto diverso dal Mitra dei Veda e dello zoroastrismo. Sta di fatto però che dall’Oriente venne importato dagli eserciti romani fino in Europa e venerato anche nelle nostre terre, tra le quali, evidentemente, anche a Cavriglia.

Nel corso degli ultimi quarant’anni quella statua è stata depositata e conservata presso i magazzini del Museo Archeologico di Arezzo, ma purtroppo mai esposta al pubblico. L’Amministrazione Comunale di Cavriglia, in collaborazione con la Sovrintendenza ed il Ministero ai Beni culturali, per la prima volta esporrà nell’Auditorium del Museo Mine di Castelnuovo dei Sabbioni l’opera fino alla fine del 2017 in modo da diffondere la storia del Dio, del suo ritrovamento e delle origini romane di Cavriglia e del Valdarno. A curare il progetto allestitivo, la raccolta documentale e la ricerca storica, che all’interno della mostra illustrerà anche gli scavi di Alvaro Tracchi e del Comune di Cavriglia avvenuti negli anni sessanta e negli anni ottanta dietro alla Pieve di San Giovanni e che riportarono alla luce le fondamenta di una strada e di una villa romana, sono state le archeologhe Stefania Berutti e Silvia Nencetti di Camnes, il Centro Internazionale di Ricerca, formazione e tutela per l’Archeologia del Mediterraneo e del vicino oriente, codiretto da Stefano Valentini.

Cortona – fino al 31 dicembre

Nuovo allestimento per il ritorno al Maec del “Tempietto Ginori”, una delle opere simbolo del Museo di Cortona.
Questa opera straordinaria è stata in mostra a Firenze presso il Museo Nazionale del Bargello nell’ambito della mostra La fabbrica della bellezza. La manifattura Ginori e il suo popolo di statue.
Oggi il Tempietto è ospitato con nuovo allestimento e in compagnia di un’altra grande opera in prestito dallo stesso Museo del Bargello: il “Mercurio” di Giambologna.
Fino al 31 dicembre 2017
Un’occasione ancora più ghiotta per visitare il Maec.

Foiano della Chiana – 24 giugno/11 novembre

La mostra organizzata dal Comune di Foiano della Chiana e dalla Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle arti e il Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo si propone di indagare sulle devozioni della Settimana Santa e sulle sue espressioni materiali nel territorio di Foiano e della Val di Chiana. In linea con le vicende economiche e politiche della Chiana aretina la produzione di figure lignee del Cristo – al centro di tali devozioni – sembra seguire nel secolo XIV una linea senese: a questo primato è dedicato il primo gruppo di opere spiccatamente gotiche, a partire dallo splendido Crocifisso del Museo Civico di Archeologia e Arte Sacra di Palazzo Corboli dalla vicina Asciano, recentemente attribuito a Giovanni Pisano, come anche l’opera oggi conservata nel Museo del Cassero di Monte San Savino, da situare nella metà del secolo XIV.

Diversa è la situazione riscontrabile nella zona un secolo più tardi, quando i modelli artistici fiorentini si sono ormai affermati in tutta la Valdichiana senese e aretina. A quest’ambito cronologico sono pertinenti alcune opere innovative come il Crocifisso rinvenuto a Foiano nella sacrestia della Collegiata di San Martino ed un’altra proveniente dai depositi della Chiesa di S. Michele Arcangelo: in condizioni di conservazione critiche, tali da richiedere un intervento di restauro, vengono presentate al pubblico, all’interno di un piccolo cantiere. Viene anche proposto in questa sezione un inedito recentemente restaurato, di grande valore artistico e per il quale si propone un’attribuzione interessante. La prima sezione della mostra è allestita presso il Museo della Fraternita, mentre presso l’Oratorio della Ss. Trinità, si presentano altri manufatti lignei di uso devozionale per documentare come per secoli – e sino ai nostri giorni – nei centri della zona, e a Foiano tra essi – le Confraternite e le corporazioni religiose animino una fitta rete di riti e processioni, che nella Settimana Santa hanno il proprio culmine. Tra questi, oggetto di una costante devozione, il grande, splendido Crocifisso cinquecentesco in origine nella chiesa foianese di San Francesco, facente parte di un gruppo robbiano rappresentante la Crocifissione, ed attualmente in Collegiata. È stato oggetto per secoli di una costante devozione.

In occasione della mostra viene presentato anche il relativo catalogo, edito da Icona editore, contenente, oltre alle schede delle opere in mostra ed alla documentazione dei relativi restauri anche due saggi “I crocifissi lignei tra Gotico e primo Rinascimento nella Valdichiana meridionale” di Alessandro Valenti e “La devozione” di Cinzia Cardinali e Paola Refice.

Info: ORARIO DI APERTURA lunedì e sabato 10.00-12.30 giovedì e sabato 16.30-19.00 Ogni prima domenica del mese 10.00-12.30 APERTURE SU PRENOTAZIONE Cell. 348 2868848 APERTURE STRAORDINARIE www.comune.foiano.ar.it

Il Borro – 2 agosto/3o novembre

Gli spazi del meraviglioso borgo medievale si animano di una nuova mostra temporanea dedicata all’arte contemporanea, un’esposizione di scultore di cinque maestri: Claudio Nicoli, Marco Cipolli, Paolo Staccioli, Andrea Roggi e Marco Borgianni.
Artisti molto diversi, ma accomunati da un lavoro sui materiali naturali, la terra, il ferro, il fuoco che attraverso il lavoro, la tecnica, la perizia e la fatica divengono qualcosa d’altro, trasformandosi in espressione artistica. Le figure di Roggi e Borgianni quindi oltre ad inserirsi con la loro imponente presenza nella campagna “da cartolina” che ci offre Il Borro, ci aprono un moderno punto di visione sull’arte rinascimentale.
Paolo Staccioli, le cui ceramiche vengono esposte nella cantina, gelosamente protette come i vini d’annata, ci porta invece a riflettere sulla statuaria etrusca, civiltà antichissima a cui si fa risalire anche la tradizione vinicola in Toscana.
Marco Cipolli con le sue figure globulari, rassicuranti nella forma quanto inquietanti nella decorazione, con il loro tratto forte ed incisivo e le campiture piatte di colore, ci richiamano alla mente l’opera di un altro grande maestro toscano del secolo scorso, Amedeo Modigliani.
Ed infine Claudio Nicoli, che con i suoi slanciati cavalieri, accoglie il visitatore proprio all’inizio del nostro percorso artistico. Moderni monumenti equestri ci fanno strada verso queste inedite vedute della campagna toscana, ove danzatrici, olivi in bronzo e gatti gialli sono solo alcuni degli Inaspettati Ospiti dell’omonima mostra che sarà possibile scoprire a Il Borro dal 1 Agosto al 30 Novembre 2017.

Poppi – 5 novembre /3 dicembre

Dal 5 novembre al 3 dicembre 2017 la Galleria SanLorenzo Arte di Piazza Bordoni 4, ospita “Fall in autumn”, collettiva a cura di Silvia Rossi. In mostra le opere di Emanuela Battista, Cristina Ciabatti, Marco Creatini, Jonathan Di Furia, Elia Fiumicelli, Michela Gioachin, Catherina Gynt, Roberto Loreto e Jessica Marangon.
L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 20 con orario continuato.
Domenica 5 novembre, alle ore 17, l’aperitivo inaugurale con gli autori.

LA MOSTRA
“Fall in autumn” è il titolo della nuova collettiva nata dalla collaborazione tra Galleria SanLorenzo Arte ed ExpArt studio&gallery in cui si vogliono indagare gli stati d’animo e le realtà visive della stagione che stiamo attraversando. L’autunno, inteso come ambiente, pregno della sua stagionalità, ma anche come modus, come stagione dell’anima con cui leggere e attraversare i propri sentimenti e gli eventi della vita.

Nove artisti selezionati dall’open call per interpretare questo tema, ciascuno con il proprio punto di vista, con un focus personale che si concentra di volta in volta su aspetti differenti ma che insieme costruiscono un percorso ricco di stimoli, con suggestioni ora malinconiche ora pacifiche, in una rappresentazione sintetica quanto completa di quel mood che generalmente accompagna la stagione autunnale.
L’autunno è infatti capace di regalare colori caldi e malinconiche serate, dove il primo calore del fuoco accende ricordi sepolti e l’abbraccio del sole pomeridiano lascia via via il passo, come foglia caduta, al gelido preambolo invernale.

San Giovanni Valdarno -28 ottobre/26 novembre

Casa Masaccio ha il privilegio di presentare FATE PRESTO, prima personale di Rosa Aiello (1987) in un’istituzione pubblica italiana. La mostra nasce da una riflessione su come le modalità di vita e le strutture sociali siano il risultato di una serie di ripetizioni, di interruzioni, balbuzie e rifugi, ritornelli, partenze e ritorni, riproduzioni e cicli. Ciò si esplica sia a livello temporale, (la fisicità della natura, il ripetersi delle stagioni, il susseguirsi dei giorni), sia a livello performativo (abitudini, consuetudini, il lavoro, la costrizione, l’umanità degli affetti), come anche a livello dell’ideologia (riti, ruoli, discipline).

Casa Masaccio | Corso Italia, 83 | San Giovanni Valdarno, Rosa Aiello FATE PRESTO. A cura di Rita Selvaggio. Inaugurazione sabato 28 ottobre ore 19

San Giovanni Valdarno 28 ottobre/26 novembre

Casa Masaccio | Corso Italia, 83 | San Giovanni Valdarno

Rosa Aiello
FATE PRESTO
a cura di Rita Selvaggio

Casa Masaccio ha il privilegio di presentare FATE PRESTO, prima personale di Rosa Aiello (1987) in un’istituzione pubblica italiana. La mostra nasce da una riflessione su come le modalità di vita e le strutture sociali siano il risultato di una serie di ripetizioni, di interruzioni, balbuzie e rifugi, ritornelli, partenze e ritorni, riproduzioni e cicli. Ciò si esplica sia a livello temporale, (la fisicità della natura, il ripetersi delle stagioni, il susseguirsi dei giorni), sia a livello performativo (abitudini, consuetudini, il lavoro, la costrizione, l’umanità degli affetti), come anche a livello dell’ideologia (riti, ruoli, discipline).

Gli uomini hanno, da sempre, elaborato, dei “ritornelli” cioè delle forme, dei modi, dei rituali linguistici, artistici, scientifici attraverso i quali fare ordine. FATE PRESTO è il ritornello che ricorre in questa mostra. È un enunciato che produce senso sia in italiano che in inglese, anche se, nella traiettoria da una lingua all’altra, assume un significato contraddittorio. “Fate Presto”: in italiano è un’esortazione all’azione, all’agire, al produrre velocemente. In inglese “fate” vuol dire destino, l’effetto di eventi che non dipendono da nessuna volontà, mentre la parola “presto” è usata sia in musica, per indicare un tempo molto veloce, che dai prestigiatori e riporta alla mente qualcosa che appare così velocemente e facilmente da sembrare frutto di magia.

Rosa Aiello, è un’artista canadese, nata ad Hamilton nel 1987. Recenti mostre personali includono: Éclair (Berlino), Galleria Federico Vavassori (Milano), Bureau de Réalites (Brussels) e Institute for Contemporary Art (Berlino). Ha preso parte a mostre collettive come: The Forecast, Croy Nielsen (Vienna), Take me (I’m Yours), Pirelli HangarBicocca (Milano), Cul-De-Sac, Antenna Space (Shanghai), Artists’ Film Club: Hollis and Money, ICA (Londra) e InPractice, SculptureCenter(New York). Il suo lavoro è parte delle collezioni pubbliche del Whitney Museum of American Art (New York) e del Centre George Pompidou (Parigi).
Rosa Aiello, vive e lavora a Francoforte.

Sansepolcro – 7 novembre/12 novembre

 Stia – 14 ottobre/4 marzo 2018

È all’interno del ciclo di eventi “Ieri ed oggi: personaggi nella tessitura” che si inserisce la mostra dedicata a due figure emblematiche nella storia delle manifatture di tessuti pregiati italiani: Giuseppe Lisio (Chieti, 1870 – San Michele di Pagana, 1943) e Fidalma Lisio (Firenze, 1910 – San Michele di Pagana, 2001). La mostra “Giuseppe e Fidalma Lisio.

Il Tessuto d’Arte tra passato e futuro” – a cura della Fondazione Arte della Seta Lisio di Firenze in collaborazione con il Laboratorio Tramandiamo – si terrà presso il Museo dell’Arte della Lana – Lanificio di Stia, verrà inaugurata sabato 14 ottobre alle ore 16 e sarà possibile visitarla fino al 4 marzo 2018. Saranno esposti velluti e broccati, capi d’abbigliamento e accessori, documenti e fotografie storiche, a delineare i momenti di vita di due paladini del Tessuto d’Arte.

Terranuova Bracciolini

Sabato 4 novembre, in seguito alle consuete celebrazioni legate alla Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, con il corteo che sfilerà fino alla deposizione della corona di alloro di fronte al monumento dei caduti, si terrà l’inaugurazione ufficiale della mostra dedicata a Giancarlo Battagli presso la Sala del Consiglio. “La mostra intende omaggiare Giancarlo Battagli attraverso il racconto della sua vita e della sua carriera – spiega l’assessore Puopolo – Sarà inoltre un’occasione esclusiva per ascoltare, nella giornata conclusiva in programma venerdì 10 novembre, la testimonianza di familiari e amici e i racconti sul gesto di Battagli da parte di testimoni e membri dell’associazione la Piana di Rapolano Terme”. La mostra resterà aperta da lunedì 6 novembre a giovedì 9 novembre, dalle ore 17 alle 19, a guidare i visitatori ci saranno gli studenti dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII. L’iniziativa si concluderà venerdì 10 novembre, dalle ore 10 presso la sala del consiglio, con la giornata dedicata alla memoria di Giancarlo Battagli a cui prenderanno parte i compagni d’armi e i membri dell’Aeronautica militare, oltre a familiari e amici.

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