Andando per mostre e musei…

Mostre ed esposizioni. Il calendario dedicato alle rassegne di arte presenti nel territorio aretino.

Redazione Arezzo Notizie
Redazione Arezzo Notizie
Invia per email  |  Stampa  |   20 luglio 2016 10:43  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo


Anghiari – 25 marzo /31 dicembre

Mostra “La Battaglia Svelata, nella storia e nel disegno di Leonardo Da Vinci” presso il  Museo della Battaglia e di Anghiari.  Aperta almeno per tutto il 2017 negli orari soliti del Museo: dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30. Si potrà vedere la Battaglia di Anghiari in tutta la sua completezza. Il primo è un settore di studio in cui è presente tutto ciò che riguarda la Battaglia con le immagini provenienti da tutto il mondo in merito a questo tema, il secondo settore è legato alla storia vera e propria dell’evento in cui si evidenziano le cause e le conseguenze dello stesso, il terzo è un settore immersivo realizzato nella sua parte multimediale da Culturanuova in cui si può scoprire chiaramente e senza sensazionalismi tutto ciò che riguarda l’avvenimento e il dipinto

Anghiari – 22 luglio

Anghiari Mostra fotografica di Alejandra Basso
Da non perdere da sabato 22 luglio in avanti la mostra fotografica “New Shadows” (Nuove ombre) che aprirà i battenti alle ore 18 per durare almeno per tutta l’estate ad Anghiari nell’elegante location di Talozzi Bistrot della fonte, in Piazzetta della Fonte 3, ad Anghiari. Autrice è l’argentina Alejandra Basso la quale, attraverso un percorso interiore fra invenzione, creatività e osservazione della realtà, propone a chi guarda le sue opere trasmettendo emozioni ora sottili ora intense, espresse attraverso un bianco e nero digitale che esalta i contrasti appunto fra luci e ombre. E questo nell’immediata percezione dell’immagine da parte dell’osservatore così come nell’espressione di stati d’animo, fantasie e sensazioni ispirate dai paesaggi medievali, che Alejandra con gusto pittorico e con immediatezza cronistica assieme interpreta, partendo dalle sue origini argentine. C’è il vento della pampa insieme con il raccoglimento dell’antica cultura europea, il tutto comunicato in modo innovativo, con una vernice in diretta Live su Facebook.

Arezzo – 27 luglio/31 ottobre

Il Leone di Monterosso, apre la mostra nella Casa Ivan Bruschi. Presente l’Ad di Nuova Etruria

Arezzo – 29 luglio/29 settembre

Mostra di Renato Mambor “Uno per Tutti” a cura di Fabio Migliorati. Appuntamento in sala Sant’Ignazio. Opening sabato 29 luglio, ore 18. Catalogo Maretti Editore. Con il Patrocinio del Comune di Arezzo

Arezzo – 29 luglio/29 settembre

Mostra di EMILIO ISGRO’ “L’Evidenziatore” a cura di Fabio Migliorati nella Chiesa della Madonna del Duomo vecchio. Catalogo Maretti Editore. Con il Patrocinio della Camera di Commercio della Provincia di Arezzo

Arezzo 1 luglio/ 10 settembre

Il Munacs, Museo Nazionale del Collezionismo Storico, di Arezzo presenta la mostra “Tesori nascosti … del Collezionismo aretino” a cura dell’Associazione Culturale Collezionisti Storici Aretini che vedrà esposte per la prima volta 12 collezioni inedite ed originali, permettendo così ai visitatori di scoprire veri e propri tesori della storia fino ad oggi nascosti e che i nostri collezionisti hanno reso possibile ammirare.
All’interno dell’esposizione sarà possibile vedere: una sezione con 14 dipinti di autori italiani del ‘900 e contemporanei, i buoni che venivano forniti ai prigionieri di guerra all’interno dei campi di prigionia provenienti da diverse parti del mondo, le bambole Anili create negli anni ’50 del XX secolo, spartiti originali delle opere di Giacomo Puccini con le copertine realizzate da grandi esponenti della pittura italiana a cavallo tra Ottocento e Novecento, antichi ferri da stiro in uso dal XVII agli inizi del XIX secolo in varie parti del mondo, oggetti che testimoniano il progresso elettrico, orologi dal XVIII al XX secolo, disegni legati alla storia della mezzadria in Toscana nel Novecento realizzati da Giovanni Caselli, una raccolta di piccole sculture in avorio o in osso giapponesi denominate Netsuke, medaglie del periodo napoleonico, disegni originali del grande pittore neoclassico aretino Pietro Benvenuti, una raccolta curiosa di bambole e musica nella seconda metà del Novecento. Un viaggio unico e curioso nella storia da un inedito punto di vista, quello dei collezionisti, spesso gelosi custodi dei loro pezzi ma fondamentali artefici nel salvaguardare preziose testimonianze del passato.

È possibile realizzare visite guidate alla mostra per gruppi, famiglie e associazioni e percorsi didattici per bambini e ragazzi, previa prenotazione.

Per info e prenotazioniSegreteria Munacs, Via Ricasoli 1, 52100, Arezzo 3397542697 –3397438002 www.munacs.it

segreteriamunacs@gmail.com https://www.facebook.com/Munacs/ https://twitter.com/munacsmuseo

Aperto dal Mercoledì alla Domenica, orario di apertura: 10:30 – 12:30 / 15:00 – 17:00

Chiuso il Lunedì e il Martedì Costo ingresso 3 € a persona, gratuito fino a 12 anni

Arezzo – 24 giugno/1 ottobre

Gli Angeli di Ugo Riva nella Fortezza medicea di Arezzo

Arezzo – 23 giugno/27 agosto

Wunderkammer e surrealismo: visioni per visionari alla Galleria Comunale di Arte Contemporanea

Arezzo – 5 maggio/17 settembre

Tristan’s Ascension di Bill Viola alla Galleria Ivan Bruschi di Arezzo
Prorogata l’apertura al pubblico fino a domenica 17 settembre dell’esposizione in prima nazionale dell’opera Tristan’s Ascension dell’artista americano Bill Viola, realizzata alla Galleria Ivan Bruschi di Piazza San Francesco ad Arezzo.

Ancora per due mesi sarà possibile scoprire la suggestione dell’opera di Bill Viola, l’artista considerato un maestro della videoarte contemporanea e la cui emozionante videoinstallazione Tristan’s Ascension è visibile per la prima volta in Italia.

In occasione di questa eccezionale proroga, in contemporanea con la chiusura definitiva della mostra “Bill Viola. Rinascimento elettronico” presente a Palazzo Strozzi a Firenze fino a domenica 23 luglio, la Fondazione Bruschi propone un fine settimana di ingresso ridotto: sabato 22 e domenica 23 luglio sarà possibile visitare la Casa Museo e la Galleria Bruschi con l’esposizione Tristan’s Ascension al costo speciale di 6 €.

Bill Viola. Tristan’s Ascension:

Galleria Ivan Bruschi, Piazza San Francesco,1

Aperta fino al 17 settembre

Orario: 10-13;14-18 – Chiuso il lunedì

INGRESSO: 8€ INTERO – 6€ RIDOTTO (studenti, minori di 18 anni, maggiori di 65 anni, soci Coop, soci FAI, soci Touring Club, possessori del biglietto degli affreschi della Leggenda della Vera Croce, possessori del biglietto della mostra Bill Viola Rinascimento elettronico a Firenze).

INFO: Fondazione Ivan Bruschi, Corso Italia 14 – Arezzo (tel. 0575/354126)

Galleria Ivan Bruschi, Piazza San Francesco 1 – Arezzo (tel.0575/1645505)

casamuseobruschi@gmail.com @museobruschi

www.fondazioneivanbruschi. facebook.com/casamuseoivanbruschi

info@fondazioneivanbruschi.it

Arezzo 1 aprile/1 novembre

Non è la solita mostra. E’ un duplice viaggio: nel tempo, perché ha luogo più di cento anni fa, tra il 1850 e il 1910. E nello spazio, attraverso l’Europa e il Mediterraneo, dai fiordi norvegesi alle piramidi dell’Antico Egitto, alla scoperta di un mondo che non esiste più, dove Istanbul si chiamava Costantinopoli e a Roma si poteva assistere alle esecuzioni capitali con ghigliottina. Ed è un viaggio straordinario, in 3D: tecnica oggi diffusa al cinema e in televisione, ma inventata nella seconda metà dell’800. Allora si chiamavano stereoscopie, ma l’effetto era lo stesso: “entrare” nelle immagini, quasi a toccare con mano cose e persone, sentendosi dentro a quel luogo, in quel preciso momento. 

Il Polo Museale della Toscana e Munus, società concessionaria dei servizi museali che da anni porta avanti ad Arezzo un progetto di valorizzazione della Basilica di San Francesco / Affreschi di Piero della Francesca, del Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate e del Museo di Casa Vasari, presentano, negli spazi espositivi di San Francesco e al Museo Archeologico, una esposizione dedicata al Grand Tour, quel favoloso, ormai mitologico, viaggio che i nostri avi intraprendevano, partendo da tutte le nazioni d’Europa, alla scoperta della storia, dell’arte e della cultura delle grandi capitali europee, dell’Italia e fino a Costantinopoli, a Gerusalemme e alle piramidi dell’Antico Egitto. 

Uno dei souvenir più ricercati quali memorie tangibili della grande esperienza del Grand Tour era costituito da fotografie stereoscopiche, una tecnica fotografica che trasmette un’illusione di tridimensionalità, analoga a quella generata dalla visione binoculare del sistema visivo umano, che può essere considerata la prima versione del 3D. Ciò generava nell’osservatore meraviglia e sorpresa per l’effetto tridimensionale della scena, mettendolo in una relazione del tutto personale e individuale con il soggetto della fotografia.

La mostra Il Grand Tour e le origini del 3D, che si terrà negli spazi espositivi della Basilica di San Francesco e avrà una sezione dedicata all’archeologia presso il Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate, presenta una ricca collezione di queste fotografie stereoscopiche che documentano gli itinerari del Gran Tour e i suoi luoghi più celebri e visitati che, poi, sono gli stessi del contemporaneo turismo mondiale. Le fotografie stereoscopiche presentate in mostra ripercorrono infatti tutti gli itinerari principali dell’Ottocento e del Novecento e ne toccano tutte le tappe, offrendo al pubblico di oggi la rara possibilità di rivedere come dal vero, in 3D, le immagini di quel meraviglioso viaggio.

SEZIONE DELLA MOSTRA PRESSO GLI SPAZI ESPOSITIVI DI SAN FRANCESCO

300 fotografie originali fanno di questa mostra un evento d’eccezione e un’occasione da non perdere. Una sezione della mostra sarà dedicata ad Arezzo, grazie alla collaborazione con il Fotoclub “La Chimera”, che fornirà un importante documento storico sull’evoluzione della città tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Carriera lanciata contro Buratto Re delle Indie in una giostra dei primi anni ’30

La mostra presenta anche alcune attrezzature originali: macchine fotografiche stereoscopiche e visori stereoscopici, dalle versioni pieghevoli “da viaggio”, a quelle “da tavolo” fino agli apparecchi più prestigiosi, “da terra”, che i più fortunati potevano esibire nelle loro abitazioni.

La mostra è arricchita da un cortometraggio innovativo e spettacolare in 3D: realizzato utilizzando le stereoscopie originali esposte in mostra e arricchito da animazioni 3D, effetti speciali, e una colonna sonora originale, il cortometraggio condurrà il visitatore in un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso l’Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente. Il visitatore, dotato di occhialini 3D, si ritroverà a muoversi letteralmente «dentro» luoghi e città dell’Ottocento tra cui i fiordi norvegesi, San Pietroburgo, Praga, Vienna, Londra, Parigi, Granada, Siviglia, Algeri, Tunisi, Malta, Atene, Istanbul, Gerusalemme e le zone dei templi e dei tesori dell’antico Egitto. E in Italia Venezia, Verona, Milano, Torino, Genova, Bologna, Pisa, Siena, Firenze, Roma, Napoli, Pompei, Palermo e Agrigento.

SEZIONE DELLA MOSTRA AL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE GAIO CILNIO MECENATE

Il Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate ospiterà la sezione della mostra dedicata alle grandi scoperte archeologiche: Pompei, Ercolano, Pozzuoli ma anche gli scavi che hanno riportato alla luce l’Anfiteatro Romano di Arezzo. Le suggestive sale del Museo che custodiscono mosaici e reperti romani, tra cui i celebri vasi corallini aretini, accoglieranno una nutrita selezione di immagini che testimoniano il fascino che l’esplorazione dei siti archeologici esercitava sui viaggiatori del Grand Tour.

La mostra, promossa dalla Direzione del Polo Museale della Toscana e patrocinata dal Comune di Arezzo e dalla Regione Toscana, è curata dal Prof. Alberto Manodori Sagredo, organizzata da Munus in collaborazione con il Fotoclub La Chimera di Arezzo, la Link Campus University di Roma e con il contributo di Argenterie Giovanni Raspini e Caffè Corsini.

 

Bibbiena – 15 luglio/13 agosto

Dal 15 luglio al 13 agosto 2017 ExpArt studio&gallery, in via Borghi 80 a Bibbiena (AR), presenta “Dell’umana concezione”, doppia personale di Dario Maria Campana e Francesco Palmieri a cura di Silvia Rossi.
L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì al mercoledì con orario 15/19, dal giovedì al sabato con orari 9,30/12 e 15/19, o su appuntamento.
Sabato 15 luglio, dalle ore 17, l’inaugurazione in galleria con un brindisi alla presenza dei due artisti.

Bibbiena – 17 giugno/3 settembre

Il CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena, ente nato per volontà della FIAF, la storica Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, presenta la mostra fotografica “Questioni di Famiglie”. La mostra “Questioni di Famiglie” viene presentata con un anno di anticipo rispetto al Progetto Nazionale “La Famiglia in Italia”, che verrà esposto a Bibbiena nel 2018 in occasione del 70° anniversario della Federazione. Il progetto, già in fase di realizzazione, si rivolge a tutti gli appassionati fotografi e chiede loro di immortalare la famiglia contemporanea italiana; l’obiettivo è quello di realizzare una campagna fotografica di ricognizione che coinvolga migliaia di fotografi. Questioni di Famiglie” intende presentare al pubblico i molteplici aspetti di come la famiglia è stata raccontata fotograficamente in passato. Con la  consapevolezza che l’argomento è molto vasto, sono state scelte dai dieci curatori della mostra alcune tra le diverse possibili tematiche rappresentative dell’argomento per offrire spunti di riflessione e stimoli anche ai fotografi che si apprestano a partecipare al prossimo Progetto Nazionale. La mostra è divisa in dieci sezioni (tra cui “La famiglia a tavola”, “La famiglia Social”, “La famiglia nel cinema italiano”..) e ciascuna sezione è seguita da un curatore differente per un totale di oltre 200 immagini esposte. Con le sue 16 celle e un grande corridoio, il CIFA rappresenta il luogo ideale per questo tipo di esposizione, che si offre ai visitatori come un percorso a tappe in cui scoprire, a volte anche con curiosa sorpresa, alcuni esempi di come la fotografia in Italia ha declinato il tema della Famiglia.  Tra i vari Autori che espongono è possibile trovare Cesare Colombo, Nino Migliori, Costantino Ruspoli, Paolo Ventura, Settimio Benedusi, Federico Patellani, Paul Ronald, Eugenio Giacinto Garrone, Gianni Berengo Gardin, Mario Cresci, Toni Thorimbert, Gabriele Galimberti, Giovanni Gastel, Gabriele Basilico e ancora molti altri.

Info: Tel. 0575 1653924 – Cell. 349 2335011 Inaugurazione: Sabato 17 giugno 2017 ore 18

Caprese Michelangelo – 7 luglio/17 agosto

Il Museo Michelangiolesco di via Capoluogo 1, a Caprese Michelangelo (Ar), ospita “Futuro anteriore. Oilrobots, eroi con macchia”, mostra personale di Fabrizio Spadini a cura di Giovanni Pichi Graziani.  La presentazione ufficiale della mostra, alla presenza delle autorità, si terrà domenica 16 luglio, alle ore 17. L’esposizione, patrocinata dal Comune di Caprese Michelangelo, sarà visitabile negli orari di apertura del Museo Michelangiolesco dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 19; sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle 9,30 alle 19,30. Solo per il mese di agosto la mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 9,30 alle 19,30.

Castelnuovo dei Sabbioni – 27 maggio/31 dicembre

Sabato 27 maggio Alle 11 presso l’Auditorium del Museo Mine verrà inaugurata la mostra “Mithra, un Dio orientale in Valdarno”. Il gruppo scultoreo, rinvenuto per caso dietro alla Pieve del Capoluogo nel 1974, resterà esposto fino a dicembre e racconterà le origini remote del territorio anche attraverso immagini, disegni, video ed antiche mappe.

La mostra: Accadde di marzo del 1974. Un marzo freddo, che non impedì però a due ragazzi di Cavriglia, Gianni Grotti e Mauro Ferrucci, di afferrare un carretto a sterzo in legno e di giocare lungo un cantiere di un’abitazione alle spalle della Pieve di San Giovanni, vicino ad un campo di olivi. Tra una corsa e l’altra, all’improvviso, videro spuntare da un mucchio di terra nei pressi del cantiere un sasso bianco, troppo bianco per essere una pietra naturale. Si avvicinarono e capirono che non si trattava di un macigno qualunque, ma di una statua mozzata. Raffigurava un uomo a cavallo di un toro nell’atto di pugnalare la bestia al collo. Ma il pezzo era stato in parte distrutto e la scena non era ben riconoscibile. I due ragazzi presi dall’euforia afferrarono la statua, la caricarono sul carretto e la portarono a casa. Il padre di uno di loro, stupito per la clamorosa scoperta, allertò i carabinieri, che si occuparono di far trasportare il pezzo presso il Museo Archeologico di Arezzo tramite la Sovrintendenza, per effettuare studi ed analisi approfondite. Da queste emerse che quella statua non era un pezzo qualunque, un abbellimento antico, un oggetto di decoro di un’epoca remota, ma la prova provata che Cavriglia era stata presumibilmente fondata dagli antichi romani, forse su un avamposto etrusco. Già, perché quella statua raffigurava il “Dio Mitra nell’atto di uccidere il toro”, una scena topica e purtroppo nel corso dei secoli completamente dimenticata insieme al culto stesso della divinità.  Mitra, che presenta molte analogie con la figura di Gesù Cristo, è un’importantissima divinità dell’induismo e della religione persiana, ma anche un dio ellenistico e romano, che fu adorato nelle religioni misteriche dal I secolo a.C. al V secolo d.C. Non è chiaro quanto vi sia in comune fra questi tre culti. Benché “Mitra” sia un nome di divinità molto antico, le notizie sui suoi culti sono scarse e frammentarie. Quello ellenistico/romano non ha lasciato alcun testo e sembra molto diverso dal Mitra dei Veda e dello zoroastrismo. Sta di fatto però che dall’Oriente venne importato dagli eserciti romani fino in Europa e venerato anche nelle nostre terre, tra le quali, evidentemente, anche a Cavriglia.

Nel corso degli ultimi quarant’anni quella statua è stata depositata e conservata presso i magazzini del Museo Archeologico di Arezzo, ma purtroppo mai esposta al pubblico. L’Amministrazione Comunale di Cavriglia, in collaborazione con la Sovrintendenza ed il Ministero ai Beni culturali, per la prima volta esporrà nell’Auditorium del Museo Mine di Castelnuovo dei Sabbioni l’opera fino alla fine del 2017 in modo da diffondere la storia del Dio, del suo ritrovamento e delle origini romane di Cavriglia e del Valdarno. A curare il progetto allestitivo, la raccolta documentale e la ricerca storica, che all’interno della mostra illustrerà anche gli scavi di Alvaro Tracchi e del Comune di Cavriglia avvenuti negli anni sessanta e negli anni ottanta dietro alla Pieve di San Giovanni e che riportarono alla luce le fondamenta di una strada e di una villa romana, sono state le archeologhe Stefania Berutti e Silvia Nencetti di Camnes, il Centro Internazionale di Ricerca, formazione e tutela per l’Archeologia del Mediterraneo e del vicino oriente, codiretto da Stefano Valentini.

Castiglion Fiorentino fino al 7 agosto:  

Ecco gli attori protagonisti del “Castiglioni Art Festival” che fino al 7 agosto animeranno il centro storico.

Per la letteratura ed i libri saranno presenti : Angelo Agnelli, Francesco Grillo e Maria Grazia Salpietro, Nestore Bernardi, Barbara Piccinini e Sara Magnoli. Questa sera presentazione del libro del rettore Giuseppe Catapano mentre domenica presentazione dell’ultimo libro del musicista ed attore Gianni Mauro. Gli appuntamenti si tengono sempre alle ore 19.
L’arte contemporanea curata e con la direzione artistica di Paola Biadetti presenta i seguenti artisti: Silvio Craia, Guidi Lorenzo, Iallussi Sevasti, Magazzini Enzo, Olano Omar, Sarchini Donatella, Serafini Elisabetta al chiostro di San Francesco, Silvio Amato presente anche in qualità della famosa rassegna artistica Costiera Arte e Giampaolo Berto alla Chiesa di Sant Angelo al Cassero, mentre la grande personale di Lucio Gatteschi all’Auditorium delle Santucce. Tutte le personali saranno visitabili fino al 7 agosto.

Cortona 16 luglio/1 ottobre

Filippo di Sambuy Svasti
a cura di Liletta Fornasari

CORTONA, Piazza del Duomo e Museo Diocesano
17 Luglio – 1 Ottobre 2017
Inaugurazione Domenica 16 Luglio 2017, ore 18,00
Cortona, Sala Consiliare del Comune

Foiano della Chiana – 24 giugno/11 novembre

La mostra organizzata dal Comune di Foiano della Chiana e dalla Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle arti e il Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo si propone di indagare sulle devozioni della Settimana Santa e sulle sue espressioni materiali nel territorio di Foiano e della Val di Chiana. In linea con le vicende economiche e politiche della Chiana aretina la produzione di figure lignee del Cristo – al centro di tali devozioni – sembra seguire nel secolo XIV una linea senese: a questo primato è dedicato il primo gruppo di opere spiccatamente gotiche, a partire dallo splendido Crocifisso del Museo Civico di Archeologia e Arte Sacra di Palazzo Corboli dalla vicina Asciano, recentemente attribuito a Giovanni Pisano, come anche l’opera oggi conservata nel Museo del Cassero di Monte San Savino, da situare nella metà del secolo XIV.

Diversa è la situazione riscontrabile nella zona un secolo più tardi, quando i modelli artistici fiorentini si sono ormai affermati in tutta la Valdichiana senese e aretina. A quest’ambito cronologico sono pertinenti alcune opere innovative come il Crocifisso rinvenuto a Foiano nella sacrestia della Collegiata di San Martino ed un’altra proveniente dai depositi della Chiesa di S. Michele Arcangelo: in condizioni di conservazione critiche, tali da richiedere un intervento di restauro, vengono presentate al pubblico, all’interno di un piccolo cantiere. Viene anche proposto in questa sezione un inedito recentemente restaurato, di grande valore artistico e per il quale si propone un’attribuzione interessante. La prima sezione della mostra è allestita presso il Museo della Fraternita, mentre presso l’Oratorio della Ss. Trinità, si presentano altri manufatti lignei di uso devozionale per documentare come per secoli – e sino ai nostri giorni – nei centri della zona, e a Foiano tra essi – le Confraternite e le corporazioni religiose animino una fitta rete di riti e processioni, che nella Settimana Santa hanno il proprio culmine. Tra questi, oggetto di una costante devozione, il grande, splendido Crocifisso cinquecentesco in origine nella chiesa foianese di San Francesco, facente parte di un gruppo robbiano rappresentante la Crocifissione, ed attualmente in Collegiata. È stato oggetto per secoli di una costante devozione.

In occasione della mostra viene presentato anche il relativo catalogo, edito da Icona editore, contenente, oltre alle schede delle opere in mostra ed alla documentazione dei relativi restauri anche due saggi “I crocifissi lignei tra Gotico e primo Rinascimento nella Valdichiana meridionale” di Alessandro Valenti e “La devozione” di Cinzia Cardinali e Paola Refice.

Info: ORARIO DI APERTURA lunedì e sabato 10.00-12.30 giovedì e sabato 16.30-19.00 Ogni prima domenica del mese 10.00-12.30 APERTURE SU PRENOTAZIONE Cell. 348 2868848 APERTURE STRAORDINARIE www.comune.foiano.ar.it

Loro Ciuffenna – 14 luglio/6 agosto

Installazione a La Filanda. Orari di apertura: venerdì | sabato | domenica 17.30-23.30

Me.mente 2.0, lasciarsi curiosare.  è un progetto artistico originale di Andrea Bigazzi, ha come intento attrarre l’osservatore e di coinvolgerlo in un’esperienza multisensoriale, acustico visiva e olfattiva, allo  scopo di stimolare le emozioni e le sensazioni.  Il visitatore già prima di entrare nel sito della Filanda avvertirà una musica onirica, ancestrale che induce al silenzio e alla curiosità di ciò che lo attenderà. All’interno, una grande scultura di ferro rappresentante un cervello,  un dispositivo robotico permetterà alla massa di contrarsi e muoversi in modo sincopato e trasmetterà alle sue terminazioni nervose la possibilità di irradiarsi  nello spazio espositivo tracciando un percorso visivo, le luci proietteranno sulle pareti e concorreranno ad amplificare i movimenti della scultura

Monte San Savino – 22 luglio/1 ottobre

Wandering Walls, a Monte San Savino le opere di Raffaello Lucci in mostra

Montevarchi – 1 luglio/30 luglio

Mostra fotografica del nostro Socio Mario Lanini alla Corte De’ Medici a Montevarchi

Pergine Valdarno – 19 luglio 

Sindaco Neri “Nasce una bellissima collaborazione tra il Comune di Pergine Valdarno e l’Associazione Fotografica Imago che porterà la mostra #iFeel proprio al centro socioculturale del capoluogo: un ambizioso progetto in cui si sono cimentati gli allievi del corso di fotografia artistica ed espressiva 2017 dell’Associazione Fotografica Imago che hanno catturato le emozioni, con gli occhi e col cuore le hanno estrapolate dalla realtà. Un’occasione per valorizzare uno strumento potentissimo, quello della fotografia, che accanto alla “macchina da presa” sarà il filo conduttore dell’estate perginese. Ringrazio di cuore il Presidente Antonio Losco, il Presidente Onorario Andrea Scartoni, Il Consigliere Paolo Menchetti e certamente la Consigliera Comunale Simona Secciani per aver creduto  e lavorato per la realizzazione di questa bella partnership che senz’altro arricchirà la nostra comunità. La selezione finale, peraltro, è stata eseguita dal celebre fotografo italoamericano Frank Dituri. Siamo felici di ospitare questa occasione di riflessione, anche perché essa ulteriormente conferma quelli che sono lo scopo e la ragion d’essere della fotografia artistica: cogliere, veicolare e trasmettere emozioni dal cuore del fotografo a quello dello spettatore.”

Sansepolcro – 10 giugno/24 settembre

Luca Piacioli, tra Piero della Francesca e Leonardo

Sansepolcro – 28 giugno/5 novembre

Steve McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea ed è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico che nelle sue fotografie riconosce un modo di guardare il nostro tempo. Alcune mostre di grande successo hanno messo in evidenza vari aspetti della sua attività, ormai quasi quarantennale.

La mostra “Steve McCurry Icons”, curata da Biba Giacchetti, raccoglie in circa 100 scatti l’insieme e forse il meglio della sua vasta produzione, per proporre ai visitatori un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che caratterizza le sue immagini. A partire da alcuni scatti, gli unici in bianco e nero, realizzati tra il 1979 e il 1980 nel suo primo reportage in Afghanistan, dove era entrato insieme ai mujaheddin che combattevano contro l’invasione sovietica.

Dall’ Afghanistan veniva anche Sharbat Gula, la ragazza che McCurry ha fotografato nel 1984 nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che è diventata una icona assoluta della fotografia mondiale.

Dall’India alla Birmania, dal Giappone all’Africa, fino al Brasile: con le sue foto Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate, mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Con le sue foto ci consente di attraversare le frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti. La mostra inizia infatti con una straordinaria serie di ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra e di poesia, di sofferenza e di gioia, di stupore e di ironia. 

In una audioguida disponibile gratuitamente per tutti i visitatori, Steve McCurry racconta in prima persona molte delle foto esposte. Inoltre, un primo video proiettato in mostra accompagna le foto del primo reportage in Afghanistan; in un secondo video, McCurry racconta la sua lunga carriera e soprattutto il suo modo di intendere la fotografia. Un ultimo filmato, prodotto da National Geographic  è dedicato alla lunga ricerca che ha portato Steve McCurry a ritrovare  la “ragazza afghana”, 17 anni dopo il famoso scatto. A tale proposito è recente, del novembre 2016, la notizia che, dopo essere stata arrestata dalla polizia pakistana, Sharbat Gula è finalmente tornata nel suo paese.

Steve McCurry / Icons è infine il titolo di una  pubblicazione curata da Biba Giacchetti, che costituisce il catalogo della mostra, in vendita all’uscita.

La mostra è promossa dal Comune di Sansepolcro ed è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con SudEst57. 

SCHEDA INFORMATIVA

Steve McCurry. Icons

a cura di Biba Giacchetti
28 giugno – 5 novembre 2017

Museo Civico

Sansepolcro, Via Niccolò Aggiunti, 65

ORARI

dal 28 giugno al 24 settembre: dalle 10 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 19

dal 25 settembre al 5 novembre: dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 18

BIGLIETTI

€ 10,00 Intero                 

€ 8,50 Ridotto per gruppi di almeno 10 persone, giovani tra 19 e 25 anni, apposite convenzioni;

€ 4,00 Ridotto speciale per ragazzi tra 11 e 18 anni;

Gratuito per minori di 10 anni, disabili, giornalisti accreditati

 Sansepolcro – 28 giugno/5 novembre

Dal 9 al 30 luglio 2017 le Civiche Stanze di via Buonumore 29, a Sansepolcro (Ar), ospitano “Memento”, doppia personale di pittura e scultura di Giampietro Cavedon e Sergio Massetti a cura di Giovanni Pichi Graziani.  L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì alle domenica, con orario 17/20 e 21/24.
Domenica 9 luglio, prima del vernissage, Cavedon parteciperà all’estemporanea di pittura “Arte al Borgo”, nel centro storico di Sansepolcro. L’opera realizzata sarà messa all’asta, senza prezzo di riserva, e sarà possibile visionarla per tutta la durata della mostra all’interno dello storico circolo biturgense. Nel corso del finissage, domenica 30 luglio, la tela sarà battuta al miglior prezzo.

Sestino – 15 luglio/31 agosto

L’ultimo frutto  artistico  del fotografo Emilio Ingenito, è esposto nella  sala  preconsiliare  del trecentesco palazzo  comunale  di Sestino, inaugurato  sabato 15  luglio: “Tricolore. Non solo bandiera”. E’ anche il titolo  di un volume fotografico, presentato in anteprima appunto a Sestino, con prefazione  del sindaco Marco Renzi e dello  scrittore Angelo Fragonara. Ma è un progetto che  viene  da lontano, maturato in oltre una decina di  anni  di ricerca.

Ingenito, che ha  esposto in personali  e collettive in Italia  e all’estero e ha numerose pubblicazioni, è “tornato” a Sestino – dove  ha esposto  ai primordi  nel 1994 – dopo un lungo itinerario  artistico, che lo ha visto impegnato nell’arte  fotografica con “simbologia, allegoria, poesia e messaggi, che  vengono trascodificati  in immagini”. Ma il tutto è  di una immediatezza esemplare, come si legge  anche in questa mostra, calibrata tutta  sul colore, e che va diritto  al cuore.

“Il Tricolore è nel mio DNA- ha spiegato con calore – forgiato da giovanili  esperienze  sportive, dal  servizio negli Alpini, da tanti momenti  del mio vissuto quotidiano. Nei viaggi in Italia  e all’estero, ogni volta  che vedo un tricolore è  come un ritrovare  qualcosa, sentirmi orgoglioso  di essere italiano, perché – se  ci osserviamo bene – siamo un popolo unico per civiltà, cultura, storia, arte”.

Questo percorso “nei mondi” esperienziali  di Ingenito, è evidente nelle immagini della mostra. I Tricolori  sventolano nelle  folle  sportive, nei monumenti, nel cibo, nella moda, nella semplicità di un  evento, come a Martigliano  di Sestino , dove  spesso si ritira e un anziano  del posto aveva dipinto   di tricolore il balcone  di ingresso in casa per un  anniversario patriottico.

E’ veramente esteso il percorso fotografico: colto in momenti  significativi  del privato, come di pubblici eventi, o in monumenti  che fanno da ingresso a città come a piccoli paesi. In mano ad anziani che hanno scolpito nel volto le vicende di un paese intero, come nelle mani  di bimbi che sventolano bandierine o nelle “pizze” italiane sui tavoli di ritrovi oltreoceano.

La mostra resterà a Sestino per tutto il mese  di agosto, quale uno dei momenti  culturali  fondamentali  dell’estate  sestinate, poi decollerà per  altre  località ed altri appuntamenti  all’estero, già prenotati.

Stia – 8 aprile/3 settembre

Il ciclo di eventi “Ieri ed oggi: personaggi nella tessitura”, che il Museo dell’Arte della Lana ed il Laboratorio Tramandiamo dedicano alle più rilevanti figure del mondo tessile del passato e del presente, giunge al 5° appuntamento. Sabato 8 aprile alle ore 16:00 sarà inaugurata  la mostra “Fili e Forme di Dea Leidi”.  

Dea Leidi è una tessitrice per passione, formata presso le più autorevoli scuole tessili della Toscana; considera i suoi tessuti una sorta di divertissement, tessendo cerca di far assumere forma e volume alle sue opere che assumono molto spesso una sorta di tridimensionalità. Sfruttando le caratteristiche dei materiali, inserisce nodi, tagli e imbottiture, a volte raddoppia l’ordito, scombina i rimettaggi e le armature per ottenere tessuti meno piatti, gradevoli non solo alla vista ma anche al tatto. La realizzazione è legata soprattutto alla disponibilità dei materiali che sono quasi sempre di recupero, Dea utilizza infatti scarti di lavorazione, abiti smessi, filati riciclati e tutto quello che le passa sotto gli occhi.

La tessitrice racconta che spesso proprio la non disponibilità di filati “belli e perfetti” è stata di stimolo: con materiali nuovi, quantità giuste, colori sempre uguali nelle sfumature è più facile tessere, ma il risultato è meno personale, quindi le difficoltà sono per lei diventate opportunità. Mettendo in pratica espedienti ben noti in una cultura del bisogno, ormai dimenticata, ha iniziato a realizzare stuoie e tappeti usando abiti smessi, soprattutto per gli amici che non volevano liberarsi del tutto di indumenti ai quali erano in qualche maniera affezionati. Così i loro vecchi abiti hanno avuto una nuova possibilità di uso domestico ed affettivo.

Il risultato è una produzione insolita  di abiti e pezzi di arredamento, tutti accomunati da una nota di stile inconfondibile e dal fascino tipico delle opere create con passione.

La mostra resterà allestita nella sala multimediale del Museo dell’Arte della Lana fino al 3 settembre 2017.

Informazioni ed orari di apertura: www.museodellalana.it

Contatti: info@museodellartedellalana.it – 338.4184121 – 0575.582216

Museo dell’Arte della Lana – Lanificio di Stia

della “Fondazione Luigi e Simonetta Lombard”

Via G. Sartori 2, Pratovecchio Stia (Ar)

Facebook: Museo dell’Arte della Lana

Instagram: museodellalana

 

Stia – 15 luglio/5 settembre

Il Ristorante Falterona di Piazza Tanucci 9, a Stia, ospita “Confusione Armonica”, mostra personale di Matteo Giovani a cura di Marco BottiÈ il nuovo appuntamento di un progetto espositivo nato dalla collaborazione tra lo chef Leonardo Norcini e il giornalista culturale e curatore Marco Botti, che vede con cadenza bimestrale i migliori talenti artistici del territorio aretino esporre nel suggestivo ristorante che dà nella piazza principale del centro casentinese, quella che fa da sfondo al film “Il Ciclone” di Leonardo Pieraccioni.

 

LA MOSTRA

L’estate 2017 al Ristorante Falterona è nel segno di Matteo Giovani, emergente artista casentinese alla prima personale della sua carriera. Quello di Matteo è un universo stravagante, caotico e originale, popolato di figure femminili, simboli, geometrie, strumenti musicali, animali reali o fantastici, piante e tanto altro. Opere su tavola, sculture e disegni in cui gli elementi si uniscono, mescolano, fondono incessantemente tra loro, dando vita a un linguaggio disordinato a tinte dark, dove il caos e il mistero sono mitigati da accenni di rosso, a ricordare che c’è sempre spazio per la vita, la passione, la luce. Ciò che sorprende nell’arte di Giovani è che quello stesso caos magicamente trova un suo preciso equilibrio, un’armonia che permette all’osservatore di empatizzare con l’artista. “Confusione Armonica” non è dunque solo una mostra, ma uno straordinario gorgo di pensieri, sogni e incubi che Matteo riesce a fissare sul supporto prima che il vortice della sua sfrenata creatività porti via tutto.    

L’ARTISTA

Matteo Giovani nasce nel 1988 ad Arezzo, ma vive a Capolona e lavora a Subbiano. Dopo gli studi superiori apre una propria attività commerciale ma parallelamente continua a coltivare l’amore per la musica e l’arte, che lo porta a suonare come dj nei locali del territorio, a disegnare copertine di dischi e a realizzare, da completo autodidatta, opere spontanee che sorprendono per singolarità e qualità.

“Quando disegno non devo pensare – ha detto Giovani in una recente intervista. – Disegno quello che mi viene in mente in quel momento, ma neanche… Faccio solo scorrere la penna e via, quasi per caso, magari seguendo un ricordo, un flash o una foto che mi ha colpito”.

LA LOCATION:

Parola d’ordine: Qualità. In questo vocabolo si potrebbe sintetizzare la filosofia del Ristorante Falterona, una parola di cui il giovane chef Leonardo Norcini – coadiuvato da uno staff impeccabile – non può fare a meno.

Materie prime scelte con cura, passione ed esperienza; un’intensa lavorazione di esse, senza mai alterarne l’autenticità dei sapori. Situato a Stia, nella famosa piazza del film “Il Ciclone”, il Ristorante Falterona si distingue per semplicità ed eleganza; un’atmosfera familiare che magicamente si trasforma in un ambiente unico e raffinato.

Grazie alla sua passione per l’arte, lo chef Leonardo dà la possibilità ai migliori artisti emergenti di poter esporre le proprie opere all’interno del suggestivo locale, rinnovando quel magico connubio che da sempre lega il buon cibo, la natura e le arti.

Stia 29 luglio/3 settembre

Da sabato 29 luglio a domenica 3 settembre 2017 il Museo dell’Arte della Lana, in via Sartori 2, a Stia (Ar), presenta “Moods”, mostra personale di pittura di Elia Fiumicelli a cura di Silvia Rossi.
L’esposizione, in collaborazione con ExpArt studio&gallery e patrocinata da Fondazione “Luigi e Simonetta Lombard” e Comune di Pratovecchio Stia, sarà visitabile nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13, giovedì e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, sabato dalle 16 alle 19. Chiuso il lunedì.
Per tutto il mese di agosto l’apertura sarà dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

blog comments powered by Disqus