Andando per mostre e musei…

Mostre ed esposizioni. Il calendario dedicato alle rassegne di arte presenti nel territorio aretino.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   20 luglio 2017 10:43  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo


Anghiari – 25 marzo /31 dicembre

Mostra “La Battaglia Svelata, nella storia e nel disegno di Leonardo Da Vinci” presso il  Museo della Battaglia e di Anghiari.  Aperta almeno per tutto il 2017 negli orari soliti del Museo: dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30. Si potrà vedere la Battaglia di Anghiari in tutta la sua completezza. Il primo è un settore di studio in cui è presente tutto ciò che riguarda la Battaglia con le immagini provenienti da tutto il mondo in merito a questo tema, il secondo settore è legato alla storia vera e propria dell’evento in cui si evidenziano le cause e le conseguenze dello stesso, il terzo è un settore immersivo realizzato nella sua parte multimediale da Culturanuova in cui si può scoprire chiaramente e senza sensazionalismi tutto ciò che riguarda l’avvenimento e il dipinto

 

Arezzo – 22 settembre/1° ottobre

Frammenti d’abbandono: taglio del nastro per la mostra di Samuele Laurenzi

Arezzo – 14 settembre/14 ottobre

Dal 14 settembre al 14 ottobre 2017 il centro benessere “Corpo e Mente” di via Tanucci 21, ad Arezzo, ospita “RE-Start”, doppia personale di pittura di Simone Anticaglia e Tonino Puletti a cura di Marco Botti.
È il quinto appuntamento di “Forme astratte tra corpo e mente”, un progetto espositivo promosso dall’associazione culturale AltreMenti che vedrà coinvolti fino a dicembre artisti di talento.

LA MOSTRA
Il calendario espositivo a Corpo e Mente riprende dopo la pausa estiva con un appuntamento imperdibile, la prima doppia personale in cinque stagioni di eventi.
“RE-Start” rappresenta per i due autori una ripartenza interiore e artistica dopo un periodo di profonda indagine, che ha aperto per entrambi nuove soluzioni e strade da percorrere con fiducia nel futuro e rinnovati stimoli.

Simone Anticaglia utilizza compromessi geometrici per riconoscersi nella luce intrappolata dai meccanicismi costruiti nei suoi dipinti. È evidente il suo tentativo di trovare, attraverso le proprie opere, il modo di liberare quella luce da schemi rigidi, inglobanti, serrati e ripetitivi, esprimendo un’impellente esigenza di vivere.
Dominique Landucci ha osservato che l’arte del perugino “si nutre del cubismo e del costruttivismo, lasciando apparire in alcune sue sfaccettature una ricerca rigorosa che lo porta altrove”.
Tonino Puletti è invece foriero di un linguaggio capace di provocare sollecitazioni percettive inattese. Egli ha varcato le frontiere della figurazione a favore di un’indagine che si concentra sulla necessità di armonizzare forme e cromie.
Come ha scritto Ketty Mencarelli, il valtiberino “esprime una dimensione dinamica e fluida attraverso un processo di sintesi gestuale e istintivo. Egli non accarezza la tela, la sua è una pittura sporca, non leziosa, compiuta attraverso colature di pigmento acrilico, fatta di addizione e sottrazione continua del colore”.

GLI ARTISTI
Simone Anticaglia è nato nel 1973 a Perugia, dove ancora oggi vive e lavora. Attratto dall’artigianato artistico, nel tempo si scopre incline alla realizzazione di manufatti che progetta personalmente. Nel 2003 si avvicina alla pittura, conseguentemente a un lungo periodo di conflitto interiore e cambiamento ideologico, che fa da spartiacque nella sua vita. Affascinato dall’arte espressiva informale, inizia a narrare da autodidatta e senza canoni accademici di riferimento se stesso attraverso forme e colori, focalizzando l’attenzione su ciò che con maggior irruenza si imprime in lui. Anticaglia ha esposto negli ultimi anni in collettive in Italia e Francia. Nel 2017 si è aggiudicato il terzo posto alla X Biennale Nazionale di Pittura di Foiano ed è stato inserito nell’antologia “Umbria Contemporary Art” (WF Edizioni).
Tonino Puletti è nato nel 1973 a Città di Castello (PG), ma vive e lavora a San Giustino, al confine tra Umbria e Toscana. Si diploma in Oreficeria all’Istituto d’Arte di Sansepolcro e quindi in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino. Durante gli anni accademici la sua ricerca si focalizza sui particolari anatomici e naturali ingranditi, riprodotti con il carboncino su tela e tavola. In seguito si dedica allo studio di ritratti e volti con la sanguigna abbinata alla foglia oro, fino ad arrivare alle attuali composizioni astratto-informali, dove la materia si afferma in una costante e dinamica evoluzione. Ha esposto in personali e collettive e conseguito riconoscimenti nei concorsi. Una sua opera è custodita nel “PiccoloMuseo” di Fighille e nel 2017 è stato incluso nell’antologia “Umbria Contemporary Art” (WF Edizioni).

IL PROGETTO
Dal 2 marzo al 31 dicembre 2017 il centro benessere “Corpo e Mente” di Laura Giannini, in via Tanucci 21 ad Arezzo, ospita “Forme astratte tra corpo e mente”, un progetto promosso dall’associazione culturale AltreMenti e curato da Marco Botti. Mostre che tra fotografia, disegno e pittura si svilupperanno nella grande hall e nelle sale del centro benessere, esaltandone la vocazione artistica e poliedrica.
www.associazionealtrementi.altervista.org

Arezzo – 27 luglio/31 ottobre

Il Leone di Monterosso, apre la mostra nella Casa Ivan Bruschi. Presente l’Ad di Nuova Etruria

Arezzo – 29 luglio/29 settembre

Mostra di Renato Mambor “Uno per Tutti” a cura di Fabio Migliorati. Appuntamento in sala Sant’Ignazio. Opening sabato 29 luglio, ore 18. Catalogo Maretti Editore. Con il Patrocinio del Comune di Arezzo

Arezzo – 29 luglio/29 settembre

Mostra di EMILIO ISGRO’ “L’Evidenziatore” a cura di Fabio Migliorati nella Chiesa della Madonna del Duomo vecchio. Catalogo Maretti Editore. Con il Patrocinio della Camera di Commercio della Provincia di Arezzo

Arezzo – 24 giugno/1 ottobre

Gli Angeli di Ugo Riva nella Fortezza medicea di Arezzo

Arezzo – 22 settembre/1° ottobre

“Frammenti di abbandono” di Samuele Laurenzi. Presso la Galleria Spazio Imago – via Vittorio Veneto 33/20. La mostra sarà aperta anche nei giorni 23, 24, 30 Settembre e 1 Ottobre dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00

INGRESSO GRATUITO

Arezzo 1 aprile/1 novembre

Non è la solita mostra. E’ un duplice viaggio: nel tempo, perché ha luogo più di cento anni fa, tra il 1850 e il 1910. E nello spazio, attraverso l’Europa e il Mediterraneo, dai fiordi norvegesi alle piramidi dell’Antico Egitto, alla scoperta di un mondo che non esiste più, dove Istanbul si chiamava Costantinopoli e a Roma si poteva assistere alle esecuzioni capitali con ghigliottina. Ed è un viaggio straordinario, in 3D: tecnica oggi diffusa al cinema e in televisione, ma inventata nella seconda metà dell’800. Allora si chiamavano stereoscopie, ma l’effetto era lo stesso: “entrare” nelle immagini, quasi a toccare con mano cose e persone, sentendosi dentro a quel luogo, in quel preciso momento. 

Il Polo Museale della Toscana e Munus, società concessionaria dei servizi museali che da anni porta avanti ad Arezzo un progetto di valorizzazione della Basilica di San Francesco / Affreschi di Piero della Francesca, del Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate e del Museo di Casa Vasari, presentano, negli spazi espositivi di San Francesco e al Museo Archeologico, una esposizione dedicata al Grand Tour, quel favoloso, ormai mitologico, viaggio che i nostri avi intraprendevano, partendo da tutte le nazioni d’Europa, alla scoperta della storia, dell’arte e della cultura delle grandi capitali europee, dell’Italia e fino a Costantinopoli, a Gerusalemme e alle piramidi dell’Antico Egitto. 

Uno dei souvenir più ricercati quali memorie tangibili della grande esperienza del Grand Tour era costituito da fotografie stereoscopiche, una tecnica fotografica che trasmette un’illusione di tridimensionalità, analoga a quella generata dalla visione binoculare del sistema visivo umano, che può essere considerata la prima versione del 3D. Ciò generava nell’osservatore meraviglia e sorpresa per l’effetto tridimensionale della scena, mettendolo in una relazione del tutto personale e individuale con il soggetto della fotografia.

La mostra Il Grand Tour e le origini del 3D, che si terrà negli spazi espositivi della Basilica di San Francesco e avrà una sezione dedicata all’archeologia presso il Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate, presenta una ricca collezione di queste fotografie stereoscopiche che documentano gli itinerari del Gran Tour e i suoi luoghi più celebri e visitati che, poi, sono gli stessi del contemporaneo turismo mondiale. Le fotografie stereoscopiche presentate in mostra ripercorrono infatti tutti gli itinerari principali dell’Ottocento e del Novecento e ne toccano tutte le tappe, offrendo al pubblico di oggi la rara possibilità di rivedere come dal vero, in 3D, le immagini di quel meraviglioso viaggio.

SEZIONE DELLA MOSTRA PRESSO GLI SPAZI ESPOSITIVI DI SAN FRANCESCO

300 fotografie originali fanno di questa mostra un evento d’eccezione e un’occasione da non perdere. Una sezione della mostra sarà dedicata ad Arezzo, grazie alla collaborazione con il Fotoclub “La Chimera”, che fornirà un importante documento storico sull’evoluzione della città tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Carriera lanciata contro Buratto Re delle Indie in una giostra dei primi anni ’30

La mostra presenta anche alcune attrezzature originali: macchine fotografiche stereoscopiche e visori stereoscopici, dalle versioni pieghevoli “da viaggio”, a quelle “da tavolo” fino agli apparecchi più prestigiosi, “da terra”, che i più fortunati potevano esibire nelle loro abitazioni.

La mostra è arricchita da un cortometraggio innovativo e spettacolare in 3D: realizzato utilizzando le stereoscopie originali esposte in mostra e arricchito da animazioni 3D, effetti speciali, e una colonna sonora originale, il cortometraggio condurrà il visitatore in un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso l’Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente. Il visitatore, dotato di occhialini 3D, si ritroverà a muoversi letteralmente «dentro» luoghi e città dell’Ottocento tra cui i fiordi norvegesi, San Pietroburgo, Praga, Vienna, Londra, Parigi, Granada, Siviglia, Algeri, Tunisi, Malta, Atene, Istanbul, Gerusalemme e le zone dei templi e dei tesori dell’antico Egitto. E in Italia Venezia, Verona, Milano, Torino, Genova, Bologna, Pisa, Siena, Firenze, Roma, Napoli, Pompei, Palermo e Agrigento.

SEZIONE DELLA MOSTRA AL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE GAIO CILNIO MECENATE

Il Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate ospiterà la sezione della mostra dedicata alle grandi scoperte archeologiche: Pompei, Ercolano, Pozzuoli ma anche gli scavi che hanno riportato alla luce l’Anfiteatro Romano di Arezzo. Le suggestive sale del Museo che custodiscono mosaici e reperti romani, tra cui i celebri vasi corallini aretini, accoglieranno una nutrita selezione di immagini che testimoniano il fascino che l’esplorazione dei siti archeologici esercitava sui viaggiatori del Grand Tour.

La mostra, promossa dalla Direzione del Polo Museale della Toscana e patrocinata dal Comune di Arezzo e dalla Regione Toscana, è curata dal Prof. Alberto Manodori Sagredo, organizzata da Munus in collaborazione con il Fotoclub La Chimera di Arezzo, la Link Campus University di Roma e con il contributo di Argenterie Giovanni Raspini e Caffè Corsini.

Bibbiena 23 settembre/ 16 ottobre

Dal 23 settembre al 19 ottobre 2017 ExpArt studio&gallery, in via Borghi 80 a Bibbiena (AR), presenta “The Human Landscape”, doppia personale di Jonathan Di Furia e Roberto Loreto a cura di Silvia Rossi.

L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì al mercoledì con orario 15,30/19, dal giovedì al sabato con orari 9,30/12 e 15,30/19, o su appuntamento.
Sabato 23 settembre, dalle ore 17, l’inaugurazione in galleria con l’aperitivo offerto da Bar Le Logge.

LA MOSTRA:
“Paesaggio: parte di territorio che si abbraccia con lo sguardo da un punto determinato”. Ponendo questo “punto” laddove esso effettivamente si trova, quello che spesso ci ritroviamo a osservare non è l’insieme dei complessi geografici e naturali di un luogo, bensì le dinamiche umane che lo plasmano e lo muovono. Posizionando lo sguardo nelle nostre immediate circostanze, quello che vedremo non sarà altro che un paesaggio umano, composto di forme quanto di emozioni, di architetture quanto di corpi.

“The Human Landscape” racconta il punto di vista di due autori: Jonathan Di Furia e Roberto Loreto. Nelle loro opere o meglio, nelle loro suggestioni, questi due artisti interpretano, con solo un vago sentore di realismo, le dinamiche della realtà che li circonda.
Colori e forme danzanti brillano sotto al pennello di Loreto, che vive i luoghi della sua città trasferendone la storia e l’energia all’osservatore, che riesce a trarre da quelle ben note architetture nuovi stimoli e sensazioni, scevri dell’immobilità che caratterizza normalmente il paesaggio, che diventa così parte attiva del mutamento che parrebbe altrimenti scalfirlo così minimamente.
Radicalmente opposta ma complementare è la visione di Di Furia: fotografia di un momento inesistente, l’artista con i suoi monocromi ferma nello spazio gli stati d’animo dei suoi personaggi, attraverso cui plasma lo spazio circostante. Qui il paesaggio – quello reale – non è che una proiezione dell’osservatore, un rimando a luoghi ignoti, a volte malamente intravisti eppure familiari. Essi sono infatti quanto di più simile vi possa essere a quelle “stanze emotive” nelle quali racchiudiamo il sorgere delle emozioni.

Il paesaggio umano non è quindi che il nostro modo di porci al mondo, di viverne gli spazi e le sensazioni, di plasmarlo, più o meno consapevolmente, più o meno velocemente, a uso e misura delle nostre esigenze percepite.

BREVI BIOGRAFIE:
Roberto Loreto nasce a Napoli nel 1934. Ottenuto un diploma di perito tessile all’Istituto Buzzi di Prato, crea e disegna tessuti. Ha lavorato nel campo tessile e negli ultimi anni si è dedicato alla pittura a tempo pieno. Vive e lavora a Firenze, dove ha iniziato esporre con la Galleria Mentana. Le sue opere si trovano in collezioni private sia in Italia sia all’estero.
Jonathan Di Furia nasce a Latina nel 1972. Frequenta l’Istituto Statale d’Arte di Roma e l’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Negli anni prende parte a varie mostre nazionali e internazionali, tra cui possiamo ricordare: “Fantasie del XX Secolo” al Museo Civico di Palazzo Pretorio a Certaldo, “Italian Fine Art in Bavaria” al Castello di Eggersberg di Monaco, in Germania, e l’11° “Florence Biennale” di Firenze.

Castelnuovo dei Sabbioni – 27 maggio/31 dicembre

Sabato 27 maggio Alle 11 presso l’Auditorium del Museo Mine verrà inaugurata la mostra “Mithra, un Dio orientale in Valdarno”. Il gruppo scultoreo, rinvenuto per caso dietro alla Pieve del Capoluogo nel 1974, resterà esposto fino a dicembre e racconterà le origini remote del territorio anche attraverso immagini, disegni, video ed antiche mappe.

La mostra: Accadde di marzo del 1974. Un marzo freddo, che non impedì però a due ragazzi di Cavriglia, Gianni Grotti e Mauro Ferrucci, di afferrare un carretto a sterzo in legno e di giocare lungo un cantiere di un’abitazione alle spalle della Pieve di San Giovanni, vicino ad un campo di olivi. Tra una corsa e l’altra, all’improvviso, videro spuntare da un mucchio di terra nei pressi del cantiere un sasso bianco, troppo bianco per essere una pietra naturale. Si avvicinarono e capirono che non si trattava di un macigno qualunque, ma di una statua mozzata. Raffigurava un uomo a cavallo di un toro nell’atto di pugnalare la bestia al collo. Ma il pezzo era stato in parte distrutto e la scena non era ben riconoscibile. I due ragazzi presi dall’euforia afferrarono la statua, la caricarono sul carretto e la portarono a casa. Il padre di uno di loro, stupito per la clamorosa scoperta, allertò i carabinieri, che si occuparono di far trasportare il pezzo presso il Museo Archeologico di Arezzo tramite la Sovrintendenza, per effettuare studi ed analisi approfondite. Da queste emerse che quella statua non era un pezzo qualunque, un abbellimento antico, un oggetto di decoro di un’epoca remota, ma la prova provata che Cavriglia era stata presumibilmente fondata dagli antichi romani, forse su un avamposto etrusco. Già, perché quella statua raffigurava il “Dio Mitra nell’atto di uccidere il toro”, una scena topica e purtroppo nel corso dei secoli completamente dimenticata insieme al culto stesso della divinità.  Mitra, che presenta molte analogie con la figura di Gesù Cristo, è un’importantissima divinità dell’induismo e della religione persiana, ma anche un dio ellenistico e romano, che fu adorato nelle religioni misteriche dal I secolo a.C. al V secolo d.C. Non è chiaro quanto vi sia in comune fra questi tre culti. Benché “Mitra” sia un nome di divinità molto antico, le notizie sui suoi culti sono scarse e frammentarie. Quello ellenistico/romano non ha lasciato alcun testo e sembra molto diverso dal Mitra dei Veda e dello zoroastrismo. Sta di fatto però che dall’Oriente venne importato dagli eserciti romani fino in Europa e venerato anche nelle nostre terre, tra le quali, evidentemente, anche a Cavriglia.

Nel corso degli ultimi quarant’anni quella statua è stata depositata e conservata presso i magazzini del Museo Archeologico di Arezzo, ma purtroppo mai esposta al pubblico. L’Amministrazione Comunale di Cavriglia, in collaborazione con la Sovrintendenza ed il Ministero ai Beni culturali, per la prima volta esporrà nell’Auditorium del Museo Mine di Castelnuovo dei Sabbioni l’opera fino alla fine del 2017 in modo da diffondere la storia del Dio, del suo ritrovamento e delle origini romane di Cavriglia e del Valdarno. A curare il progetto allestitivo, la raccolta documentale e la ricerca storica, che all’interno della mostra illustrerà anche gli scavi di Alvaro Tracchi e del Comune di Cavriglia avvenuti negli anni sessanta e negli anni ottanta dietro alla Pieve di San Giovanni e che riportarono alla luce le fondamenta di una strada e di una villa romana, sono state le archeologhe Stefania Berutti e Silvia Nencetti di Camnes, il Centro Internazionale di Ricerca, formazione e tutela per l’Archeologia del Mediterraneo e del vicino oriente, codiretto da Stefano Valentini.

Cortona – 10 settembre/1 ottobre

by Ida Kar, vintage bromide print, 1954

VI edizione della MIAV “Omaggio a Gino Severini – Premio Città di Cortona”(presentazione domenica 10 settembre alle 17 in sala del Consiglio nella cittadina etrusca). Fra i partecipanti, oltre cinquanta artisti provenienti da tutta l’Italia e dall’estero, figurano “pennelli” già affermati. La manifestazione è organizzata dal Circolo culturale “Gino Severini” in collaborazione con il Comune di Cortona, con il patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, della Provincia di Arezzo e della Regione Toscana, dell’Accademia Etrusca e del MAEC. Tutti i partecipanti riceveranno l’Attestato di partecipazione ; un successivo riconoscimento è la possibilità di esporre le proprie opere nello spazio al centro di Cortona riservato al Circolo; inoltre sono previsti per i primi tre classificati, le medaglie riproducenti un girasole , in oro , argento e bronzo, prodotte dall’oreficeria Del Brenna di Cortona.
Per ogni altra informazione è consultabile il sito: www.cortonetra.it.

Cortona – 9 settembre/8 ottobre

Mostra What’s going on?, doppia personale di Alessandro Bernardini ed Ivan Cipriani Buffoni, inaugura un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea: Palazzo Magini.
Regista dell’iniziativa è Art Adoption, associazione attiva nella promozione e diffusione dell’arte contemporanea, che a dicembre darà il via alla seconda edizione di Art Adoption New Generation, rassegna che avrà proprio in Palazzo Magini una delle sedi espositive principali. Il progetto espositivo, curato da Tiziana Tommei, si snoda all’interno delle molteplici sale ubicate al piano nobile del palazzo, mettendo in dialogo i due artisti, presentando opere di pittura, scultura e installazione. Ad aprire l’iter in mostra è il lavoro realizzato a quattro mani da Bernardini e Cipriani, Senza titolo (Viva), un’isola di terra ed erba che accoglie e si integra con il colore della pittura. Non si tratta di un mero supporto, la componente naturale infatti è parte sostanziale di un processo che, nella pura astrazione del segno e nella sovrapposizione di acrilico e catramina, trova rafforzamento nella materia viva che la costituisce. Natura e pittura si pongono in successione e si fondono all’interno di una zolla dai confini determinati, uno spazio vitale per l’arte e un luogo di unione concettuale tra due personalità artistiche poliedriche. Il punto comune alle ricerche dei due artisti è indubbiamente la vena sperimentale e l’apertura incondizionata a forme e mezzi d’espressione potenzialmente infiniti.

Alessandro Bernardini
Nato 1970 ad Arezzo. Avvia la sua ricerca in ambito artistico nel 2011. Ha esposto in esposizioni personali, collettive e in occasione di eventi speciali con formula di solo e group show. Tra le mostre si citano: “Catrame”, personale a cura di Tiziana Tommei presso Galleria 33 ad Arezzo, “Innesto” evento espositivo speciale organizzato presso Tenuta la Pineta a Castiglion Fibocchi, “Tela bevi” e “TELAindossi” presso Vineria al 10, “Fausti” presso la Secret Gallery di Luciferi Fine Art Lab ad Arezzo, “Light night”, tripersonale presso Galleria 33, la collettiva in veste di special guest alla Torre del Castello a Subbiano. Vive e lavora tra Arezzo e Firenze.

Ivan Cipriani Buffoni
Nato a Firenze nel 1972. Imprenditore e perito in elettronica con un master presso la SDA Bocconi in Gestione del personale e Tecniche di comunicazione. Pittore, scultore, fotografo e poeta. Ha recentemente pubblicato il suo primo libro, Ali di carta, una raccolta di poesie edita da Albatros. La sua ricerca artistica, per la quale ha avuto un ruolo importante l’insegnamento di Alessandro Marrone, è fortemente correlata alla sfera emotiva. I versi, le pennellate e l’uso della materia rappresentano modalità diverse di canalizzare, rappresentare ed esprimere emozioni e stati d’animo. Ha esposto in mostre ed eventi, sia solo show che collettive. Vive ad Arezzo.

Informazioni tecniche
What’s going on? inaugura sabato 9 settembre dalle ore 19.00 al numero 42 di via Nazionale a Cortona, al primo piano di Palazzo Magini. L’evento è stato realizzato grazie al contributo di Mely’s e Monnalisa e con il supporto tecnico di Castellani antiquariato e Tuscher caffè. La mostra resterà visitabile ad ingresso libero fino a domenica 8 ottobre 2017, aperta tutti i giorni, con orario 11 – 19.

Cortona – 16 settembre/1 ottobre

Vele nel Chiostro
A cura di Michele Gortan
Centro Friulano Arti Plastiche
Dal 16 settembre al 1 ottobre 2017 Chiostro di S.Agostino Cortona

“5.5.76” ovvero il giorno prima del tremendo terremoto del 1976, evento che cambiò radicalmente il Friuli. Gli artisti friulani proseguono la ricerca sulla loro storia, tradizioni, genetica, ambiente, rapporti sociali, autenticità onde poter confrontarsi sui temi della contemporaneità.
Riscoprire l’autenticità della storia, delle persone, dei rapporti umani, delle tradizioni, dell’ambiente per confluire in un concreto dialogo e obiettivo congiunto per un futuro sostenibile.
Un’analisi retrospettiva che ha ispirato e ispira l’artista nel formulare un’opera con il messaggio aderente all’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile proclamata dall’ONU nel settembre 2015.
L’obiettivo è proporre un percorso con 17 Opere d’arte per 17 Vele realizzate dagli artisti ove è narrata in sintesi l’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi.
Innovativa Opera Corale contemporanea con messaggi per suggerire comportamenti sostenibili, alle Generazioni future, verso il 2030 allineati agli Obiettivi dell’ONU.
Le 17 Vele proposte a Cortona sono state realizzate nel 2016 e, con la collaborazione del Comune di Cortona, del Comune di Udine, dei Civici Musei di Udine, del Club Cortonesi Toscani amici FVG, del Club per l’UNESCO di Udine, del Fai Delegazione di Udine, con il Centro Friulano Arti Plastiche hanno reso possibile questa attività culturale con questo percorso allestito nel Chiostro di Sant’Agostino a Cortona, visitabile dal 16 settembre al 1°ottobre.

Cortona – 16 luglio/1 ottobre

Filippo di Sambuy Svasti
a cura di Liletta Fornasari

CORTONA, Piazza del Duomo e Museo Diocesano
17 Luglio – 1 Ottobre 2017
Inaugurazione Domenica 16 Luglio 2017, ore 18,00
Cortona, Sala Consiliare del Comune

Foiano della Chiana – 24 giugno/11 novembre

La mostra organizzata dal Comune di Foiano della Chiana e dalla Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle arti e il Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo si propone di indagare sulle devozioni della Settimana Santa e sulle sue espressioni materiali nel territorio di Foiano e della Val di Chiana. In linea con le vicende economiche e politiche della Chiana aretina la produzione di figure lignee del Cristo – al centro di tali devozioni – sembra seguire nel secolo XIV una linea senese: a questo primato è dedicato il primo gruppo di opere spiccatamente gotiche, a partire dallo splendido Crocifisso del Museo Civico di Archeologia e Arte Sacra di Palazzo Corboli dalla vicina Asciano, recentemente attribuito a Giovanni Pisano, come anche l’opera oggi conservata nel Museo del Cassero di Monte San Savino, da situare nella metà del secolo XIV.

Diversa è la situazione riscontrabile nella zona un secolo più tardi, quando i modelli artistici fiorentini si sono ormai affermati in tutta la Valdichiana senese e aretina. A quest’ambito cronologico sono pertinenti alcune opere innovative come il Crocifisso rinvenuto a Foiano nella sacrestia della Collegiata di San Martino ed un’altra proveniente dai depositi della Chiesa di S. Michele Arcangelo: in condizioni di conservazione critiche, tali da richiedere un intervento di restauro, vengono presentate al pubblico, all’interno di un piccolo cantiere. Viene anche proposto in questa sezione un inedito recentemente restaurato, di grande valore artistico e per il quale si propone un’attribuzione interessante. La prima sezione della mostra è allestita presso il Museo della Fraternita, mentre presso l’Oratorio della Ss. Trinità, si presentano altri manufatti lignei di uso devozionale per documentare come per secoli – e sino ai nostri giorni – nei centri della zona, e a Foiano tra essi – le Confraternite e le corporazioni religiose animino una fitta rete di riti e processioni, che nella Settimana Santa hanno il proprio culmine. Tra questi, oggetto di una costante devozione, il grande, splendido Crocifisso cinquecentesco in origine nella chiesa foianese di San Francesco, facente parte di un gruppo robbiano rappresentante la Crocifissione, ed attualmente in Collegiata. È stato oggetto per secoli di una costante devozione.

In occasione della mostra viene presentato anche il relativo catalogo, edito da Icona editore, contenente, oltre alle schede delle opere in mostra ed alla documentazione dei relativi restauri anche due saggi “I crocifissi lignei tra Gotico e primo Rinascimento nella Valdichiana meridionale” di Alessandro Valenti e “La devozione” di Cinzia Cardinali e Paola Refice.

Info: ORARIO DI APERTURA lunedì e sabato 10.00-12.30 giovedì e sabato 16.30-19.00 Ogni prima domenica del mese 10.00-12.30 APERTURE SU PRENOTAZIONE Cell. 348 2868848 APERTURE STRAORDINARIE www.comune.foiano.ar.it

Il Borro – 2 agosto/3o novembre

Gli spazi del meraviglioso borgo medievale si animano di una nuova mostra temporanea dedicata all’arte contemporanea, un’esposizione di scultore di cinque maestri: Claudio Nicoli, Marco Cipolli, Paolo Staccioli, Andrea Roggi e Marco Borgianni.
Artisti molto diversi, ma accomunati da un lavoro sui materiali naturali, la terra, il ferro, il fuoco che attraverso il lavoro, la tecnica, la perizia e la fatica divengono qualcosa d’altro, trasformandosi in espressione artistica. Le figure di Roggi e Borgianni quindi oltre ad inserirsi con la loro imponente presenza nella campagna “da cartolina” che ci offre Il Borro, ci aprono un moderno punto di visione sull’arte rinascimentale.
Paolo Staccioli, le cui ceramiche vengono esposte nella cantina, gelosamente protette come i vini d’annata, ci porta invece a riflettere sulla statuaria etrusca, civiltà antichissima a cui si fa risalire anche la tradizione vinicola in Toscana.
Marco Cipolli con le sue figure globulari, rassicuranti nella forma quanto inquietanti nella decorazione, con il loro tratto forte ed incisivo e le campiture piatte di colore, ci richiamano alla mente l’opera di un altro grande maestro toscano del secolo scorso, Amedeo Modigliani.
Ed infine Claudio Nicoli, che con i suoi slanciati cavalieri, accoglie il visitatore proprio all’inizio del nostro percorso artistico. Moderni monumenti equestri ci fanno strada verso queste inedite vedute della campagna toscana, ove danzatrici, olivi in bronzo e gatti gialli sono solo alcuni degli Inaspettati Ospiti dell’omonima mostra che sarà possibile scoprire a Il Borro dal 1 Agosto al 30 Novembre 2017.

Monterchi – 23 settembre/22 ottobre

Monte San Savino – 22 luglio/1 ottobre

Wandering Walls, a Monte San Savino le opere di Raffaello Lucci in mostra

Montevarchi – 23 settembre/15 ottobre

Settembre è un mese di intensa attività per l’Associazione Fotoamatori Francesco Mochi di Montevarchi. Sabato 9 e 10 settembre 2017 si è riunita la giuria del 30° Concorso Fotografico Città di Montevarchi per esaminare tutte le opere presentate. Hanno partecipato al concorso N° 650 lavori di n° 164 autori per la sezione “Tema Libero Bianco Nero”; N° 693 lavori di n° 174 autori per la sezione “Tema Libero Colore”; N° 129 lavori di n° 129 autori per la sezione “Portfolio RRSP”; per un  totale di N° 1472 lavori di n° 467 autori partecipanti alle  3 sezioni di cui 2 a tema libero ed 1 tema portfolio. La giuria ha espresso il suo giudizio e la premiazione con la proiezione delle foto ammesse e premiate e la mostra delle foto premiate, si svolgerà alla Ginestra, Fabbrica della Conoscenza, Sala della Filanda, domenica 8 ottobre 2017 alle ore 10,00. Inoltre sabato 23 settembre alle ore 18,00 sarà inaugurata la mostra fotografia del Gruppo Fotografico Il Cupolone di Firenze, prestigioso Club fotografico della Toscana, presso il Chiostro di Cennano, alla presenza del suo presidente Simone Sabatini. La mostra resterà aperta fino al 15 ottobre.

Pratovecchio Stia – 23 settembre/30 ottobre

negli spazi di HYmmo Art Lab a Pratovecchio-Stia (AR) si inaugura la mostra con le opere e la documentazione del progetto Le Verità Nascoste. What Lies Beneath? – Stand Up For Africa 2017, a cura di Serena Becagli e Rita Duina, sotto la direzione artistica di Paolo Fabiani.

I protagonisti di questa edizione sono Giuseppe Di Carlo, Guerrilla Spam, Alice Ferretti / Leonardo Moretti e Gianluca Tramonti, tutti artisti under 35 toscani o che lavorano in Toscana, che sono stati chiamati a operare sul territorio casentinese con il preciso scopo di coinvolgere le comunità di rifugiati ospiti di alcune strutture di accoglienza situate nelle località di Badia Prataglia, Faltona, Montemignaio e Stia, oltre al coinvolgimento di alcune famiglie ospitate nel comune di Montevarchi (AR). Il linguaggio dell’arte contemporanea diventa pretesto per innescare relazioni, riscoprire luoghi e tradizioni, ma anche dischiudere i tesori che ogni singolo individuo porta con sé.
Il progetto Le Verità Nascoste. What Lies Beneath? per Stand Up For Africa 2017 è promosso dall’ Unione dei Comuni Montani del Casentino – Ecomuseo del Casentino e fa parte delle iniziative sostenute da Toscanaincontemporanea 2017 di Regione Toscana.

San Giovanni Valdarno – 23 settembre / 1 ottobre

Matteo Coluccia / Caterina Erica Shanta mostra  a Casa Giovanni Mannozzi, Corso Italia 105 |San Giovanni Valdarno. Inaugurazione sabato 23 settembre ore 16.30. Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea è lieta di presentare una nuova edizione di studio visit incontri, visioni, conversazioni su arte e politica, secondo ciclo del progetto a cura di Pietro Gaglianò ospitato negli spazi di Casa Giovanni Mannozzi. Dopo la fortunata edizione del 2016 Casa Masaccio dà di nuovo appuntamento agli artisti di recente generazione, invitandoli a presentare il loro lavoro al pubblico in un formato inconsueto. Gli studi dei quattro artisti (due in settembre e due in ottobre) vengono temporaneamente allestiti nelle sale di Casa Giovanni Mannozzi per presentare opere, appunti visivi, progetti ancora in costruzione o mai portati a termine, con materiali, immagini e testi che abitualmente occupano il loro spazio di lavoro privato e che qui vengono presentati senza le coordinate e il rigore della struttura tradizionale della mostra. L’inaugurazione è anche l’occasione per un incontro aperto e informale, una conversazione in cui gli artisti si raccontano e dichiarano le proprie poetiche, i propri processi. Il tema di quest’anno è ancora l’attenzione alla sfera pubblica, ai rapporti che la forma simbolica dell’arte intrattiene con la dimensione sociale, con le politiche dello spazio e del corpo. Gli artisti invitati, operativi in Toscana e in altre regioni italiane, sono tutti attivi in una ricerca che osserva il sistema, lo interpreta, lo sfida e indica prospettive non allineate.
Protagonisti del primo incontro sono Matteo Coluccia (1992) e Caterina Erica Shanta (1986).

San Giovanni Valdarno – 23 settembre/ 22 ottobre

23 settembre  –  22 ottobre  2017; Casa Masaccio | Corso Italia, 83; Palazzo Panciatichi – MK Search Art | Corso Italia, 14 San Giovanni Valdarno. FORT / DA risonanze e intermittenze del fotografico; artisti: Hans Bellmer, Marina Bolla, Monica Carocci, Daniela De Lorenzo, Elena El Asmar, Antonio Fiorentino, Stefano Giuri, Carlo Guaita, Humphrey Jennings, Leo Malet, Paolo Meoni, Laura Pugno, Man Ray, Andrea Santarlasci, Addo Trinci, Ylena & Victor Vorobeyev.

 

Sansepolcro – 28 giugno/5 novembre

Steve McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea ed è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico che nelle sue fotografie riconosce un modo di guardare il nostro tempo. Alcune mostre di grande successo hanno messo in evidenza vari aspetti della sua attività, ormai quasi quarantennale.

La mostra “Steve McCurry Icons”, curata da Biba Giacchetti, raccoglie in circa 100 scatti l’insieme e forse il meglio della sua vasta produzione, per proporre ai visitatori un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che caratterizza le sue immagini. A partire da alcuni scatti, gli unici in bianco e nero, realizzati tra il 1979 e il 1980 nel suo primo reportage in Afghanistan, dove era entrato insieme ai mujaheddin che combattevano contro l’invasione sovietica.

Dall’ Afghanistan veniva anche Sharbat Gula, la ragazza che McCurry ha fotografato nel 1984 nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che è diventata una icona assoluta della fotografia mondiale.

Dall’India alla Birmania, dal Giappone all’Africa, fino al Brasile: con le sue foto Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate, mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Con le sue foto ci consente di attraversare le frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti. La mostra inizia infatti con una straordinaria serie di ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra e di poesia, di sofferenza e di gioia, di stupore e di ironia. 

In una audioguida disponibile gratuitamente per tutti i visitatori, Steve McCurry racconta in prima persona molte delle foto esposte. Inoltre, un primo video proiettato in mostra accompagna le foto del primo reportage in Afghanistan; in un secondo video, McCurry racconta la sua lunga carriera e soprattutto il suo modo di intendere la fotografia. Un ultimo filmato, prodotto da National Geographic  è dedicato alla lunga ricerca che ha portato Steve McCurry a ritrovare  la “ragazza afghana”, 17 anni dopo il famoso scatto. A tale proposito è recente, del novembre 2016, la notizia che, dopo essere stata arrestata dalla polizia pakistana, Sharbat Gula è finalmente tornata nel suo paese.

Steve McCurry / Icons è infine il titolo di una  pubblicazione curata da Biba Giacchetti, che costituisce il catalogo della mostra, in vendita all’uscita.

La mostra è promossa dal Comune di Sansepolcro ed è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con SudEst57. 

SCHEDA INFORMATIVA

Steve McCurry. Icons

a cura di Biba Giacchetti
28 giugno – 5 novembre 2017

Museo Civico

Sansepolcro, Via Niccolò Aggiunti, 65

ORARI

dal 28 giugno al 24 settembre: dalle 10 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 19

dal 25 settembre al 5 novembre: dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 18

BIGLIETTI

€ 10,00 Intero                 

€ 8,50 Ridotto per gruppi di almeno 10 persone, giovani tra 19 e 25 anni, apposite convenzioni;

€ 4,00 Ridotto speciale per ragazzi tra 11 e 18 anni;

Gratuito per minori di 10 anni, disabili, giornalisti accreditati

 Sansepolcro – 28 giugno/5 novembre

Dal 9 al 30 luglio 2017 le Civiche Stanze di via Buonumore 29, a Sansepolcro (Ar), ospitano “Memento”, doppia personale di pittura e scultura di Giampietro Cavedon e Sergio Massetti a cura di Giovanni Pichi Graziani.  L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì alle domenica, con orario 17/20 e 21/24.
Domenica 9 luglio, prima del vernissage, Cavedon parteciperà all’estemporanea di pittura “Arte al Borgo”, nel centro storico di Sansepolcro. L’opera realizzata sarà messa all’asta, senza prezzo di riserva, e sarà possibile visionarla per tutta la durata della mostra all’interno dello storico circolo biturgense. Nel corso del finissage, domenica 30 luglio, la tela sarà battuta al miglior prezzo.

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