Andando per mostre e musei…

Mostre ed esposizioni. Il calendario dedicato alle rassegne di arte presenti nel territorio aretino.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   20 luglio 2017 10:43  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo


Arezzo – 15 novembre/18 febbraio

Prosegue la fortunata collaborazione tra la Fondazione Ivan Bruschi, con il Conservatore Carlo Sisi, e la Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, grazie alla quale è stata esposta ad Arezzo, in prima nazionale, l’opera del celebre artista Bill Viola, Tristan’s Ascension.

Il 15 novembre alle ore 17,00 sarà infatti inaugurata alla Casa Museo Ivan Bruschi l’esposizione Vasari, Jacone e la maniera bizzarra”, a cura della Dott.ssa Paola Refice, fuorimostra de “Il Cinquecento a Firenze. Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna”, la grande mostra Cinquecento visibile a Palazzo Strozzi.

Il tema conduttore dell’esposizione di Casa Bruschi è quello dell’avversione dell’aretino Giorgio Vasari per la “compagnia” degli artisti favorita dal Riccio, raccontata e svelata attraverso gli aneddoti e gli apprezzamenti contraddittorii espressi nel celebre volume Le Vite nei diretti confronti di Jacone (Jacopo di Giovanni di Francesco).

Per l’occasione sarà presentata l’opera inedita Madonna col Bambino e San Giovannino di Francesco Ubertini, detto il Bacchiacca (Borgo S. Lorenzo, 1494-Firenze 1557), parte della Collezione Gianfranco Barbiera di Arezzo. Il Bacchiacca è un artista, secondo Vasari, appartenente proprio alla “masnada” di Jacone: con essa condivide l’approccio “bizzarro” alla maniera, sfrontatamente insensibile a suo dire, all’ideale estetico della “grazia” che caratterizza l’eccellenza della produzione pittorica del periodo.

Una sezione della mostra, #500 IN COLLEZIONE opere scelte dalla collezione Bruschi, sarà dedicata alle opere che normalmente sono esposte alla Casa Museo, contestualizzate per l’occasione all’interno di un percorso espositivo che collegherà l’artista Giorgio Vasari a Tommaso Bernabei, detto Il Papacello e a Tommaso Manzuoli, detto Maso da San Friano, per arrivare ad un pittore italiano anonimo della seconda metà del ‘500 che ripropone nella sua tavola suggestioni della vasariana “maniera moderna”.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 18 febbraio 2018.

“Vasari, Jacone e la maniera bizzarra”

Casa Museo Ivan Bruschi, Corso Italia 14, Arezzo

Aperta dal 15 novembre 2017 al 18 febbraio 2018

Orario: 10-13;14-18 – Chiuso il lunedì

Arezzo – 20 gennaio/10 febbraio

La mostra della giovane fotografa marchigiana immortala la vita e la storia di Monteprandone, comune di 12.000 abitanti arroccato sulle colline della provincia di Ascoli Piceno.

Questo lavoro ci mostra uno spaccato interessante: in un momento storico che vede lo svuotarsi dei piccoli borghi a favore delle grandi città, il “paesino” si mostra più vivo che mai, con una forte identità e per nulla intenzionato a lasciarsi morire.

Attraverso i volti dei suoi abitanti, le storie e le attività commerciali che lo popolano, Monteprandone si mette il vestito buono, nella sua corazza medioevale, pronto ad affrontare le sfide del nuovo millennio.

Alla cerimonia, oltre all’autrice, parteciperà una rappresentanza istituzionale del Comune marchigiano.

La mostra, visitabile gratuitamente tutti i giorni dalle 10 alle 16 rimarrà esposta fino a sabato 10 febbraio.

Arezzo – 25 dicembre/ 25 febbraio

Fabio Migliorati sceglie un non-luogo nella piazza più importante di Arezzo per curare il lavoro di Veronica Montanino. L’artista installerà una versione meravigliosa della sua opera in uno spazio inedito e inconsueto, non preposto all’arte ma a pochi passi dalla Leggenda della vera Croce di Piero della Francesca e dalla Galleria Civica d’Arte Contemporanea. E’ qui che l’artista romana ha deciso di operare grazie al contributo di Sugar, italian multibrand luxury shops network; e a supporto di CALCIT – Comitato autonomo per la lotta contro i tumori, un’associazione onlus di volontariato fondata nel 1978 ad Arezzo, e sostenuta ormai annualmente da oltre settemila persone e imprese del territorio. Gift è il titolo dell’installazione ambientale che Veronica Montanino realizza ad Arezzo in occasione delle festività natalizie. Eccessiva e al tempo stessa mimetica (si confonde con le decorazioni e gli addobbi dei negozi e delle abitazioni del centro), la forma organica che l’artista romana realizza assemblando ninnoli, festoni e giocattoli chip è un blob carioca e multicor, che invade lo spazio trasformandolo. Artista dedita alla pratica del camouflage e del remix, Veronica Montanino corteggia la mimicry e l’ilinx, la maschera e la vertigine, invita al capogiro, all’allucinazione, al disorientamento, a smarrire il senso univoco della strada maestra. Ginnastica della visione che produce miraggi e al tempo stesso nasconde, spezzando la forma e alterando tutto ciò che ci appare familiare e dopo non lo è più. Gift riesce a unire in maniera originale la struttura strumentale del disegno senza tratto e il vigore del colorismo addizionato di oggetti; le ultime tendenze della pittura americana, con alcuni fermenti del segno europeo contemporaneo, si risolvono nell’ultimo atto dei linguaggi metropolitani che seguono al graffitismo e scavalcano, per distacco consapevole, le nuove tecnologie. Il messaggio è un sogno: l’utopia del poter regalare per sempre.

 

Foiano della Chiana – 18 dicembre/28 febbraio

APPARIZIONI a cura di Fabio Migliorati

Galleria Alessandro Bagnai

domenica 17 dicembre 2017 ore 12.00 – Foiano della Chiana (AR)

18 / 12 / 2017 – 28 / 02 / 2018

 

Poppi 7 dicembre/13 gennaio

A Poppi, nel Castello dei Conti Guidi, dal 7 dicembre al 13 gennaio sarà possibile visitare una mostra particolare, dal titolo “La città dei Guidi”. Su iniziativa del Comune di Poppi, Biblioteca Rilliana e Università degli studi di Firenze – dipartimento di architettura – saranno resi pubblici i risultati di rilievi e indagini diagnostiche effettuate fra il 2011 e il 2017, nell’ambito di una collaborazione esistente fra l’amministrazione comunale e la facoltà di architettura dell’ateneo fiorentino. Lo studio fa parte di un percorso complessivo che a sua volta avrà un momento di restituzione venerdì 12 gennaio 2018 con un convegno di studi dal titolo “Sperimentazioni per l’analisi del rischio sismico e la conservazione dei centri storici”. L’esposizione è curata da Giovanni Pancani, con Stefano Bertocci e Giovanni Minutoli. Si avvale inoltre della collaborazione di Matteo Bigongiari, Ilenia Caini, Giulia Ciampolini, Marta Gentili, Gianluca Santoro. Oltre all’originale momento espositivo con immagini in 3D del centro storico, va dunque sottolineata l’importante fase di studi che ne sta alla base, e che è tesa alla conservazione di un patrimonio che ci è giunto dai secoli passati, e che non ha solo una valenza storica e culturale ma anche un importante ruolo economico dal punto di vista degli sviluppi turistici.

Stia – 6 dicembre/31 gennaio

Dal 6 dicembre 2017 al 31 gennaio 2018 il Ristorante Falterona di Piazza Tanucci 9, a Stia (AR), ospita “Luci della solitudine”, mostra personale di Giuliano Trombini a cura di Marco Botti.

È l’ultimo appuntamento espositivo dell’anno nel suggestivo locale che dà nella piazza maggiore del centro casentinese, quella che fa da sfondo al film “Il Ciclone” di Leonardo Pieraccioni.

Mercoledì 6 dicembre è previsto un menu degustazione dedicato ai vini “Bellenda”, prestigiosa azienda vitivinicola trevigiana, nota per essere stata una delle prime realtà a proporre sul mercato il pluripremiato Prosecco Metodo Classico. (per info e prenotazioni 0575/504058 – 347/7522382 – falteronaristorante@gmail.com)

LA MOSTRA
La stagione espositiva 2017 al Ristorante Falterona si chiude col botto. Dal centro dell’alto Casentino parte infatti la prima tappa di “Trombini across Tuscany. The unconventional art tour”, un progetto ideato da Marco Botti che vedrà il noto esponente della pop art italiana esporre per tutta la prima parte del 2018 nel territorio toscano.

Saranno eventi sempre nuovi, allestiti in luoghi “non convenzionali” per ospitare mostre d’arte, ma che invece andranno a creare un sorprendente e stimolante connubio tra il linguaggio del pittore ferrarese e gli spazi scelti.

Il titolo della prima personale è “Luci della solitudine”. Nelle opere di Trombini esposte a Stia tornano le sue tematiche simbolo. I protagonisti sono spesso i giovani, catturati lungo le vie delle città, nelle periferie, seduti al tavolino di un caffè o di un ristorante in attesa di qualcosa o qualcuno che forse arriverà… o forse no. Essi diventano simboli della condizione umana contemporanea, espressa mediante una poetica malinconica, in cui emergono il senso dell’isolamento, dell’incomunicabilità e della solitudine dell’uomo moderno.

«Incantati e rapiti ci immergiamo in quel mondo senza tempo, in cui passato e presente sono inseparabili, come amanti appassionati, fusi l’uno nell’altro in nostalgica armonia – ha scritto Roberta Rotelli. – Il passato che si intuisce appartiene all’adolescenza dell’autore, quando si affermava il mito di Marylin, quando cantautori e complessi musicali interpretavano un’intera generazione. La poetica di Trombini è fortemente legata a questo passato che l’autore trasforma magicamente in un presente continuo, dove, paradossalmente, è l’apparente staticità che scandisce il trascorrere del tempo».

Stia – 14 ottobre/4 marzo 2018

È all’interno del ciclo di eventi “Ieri ed oggi: personaggi nella tessitura” che si inserisce la mostra dedicata a due figure emblematiche nella storia delle manifatture di tessuti pregiati italiani: Giuseppe Lisio (Chieti, 1870 – San Michele di Pagana, 1943) e Fidalma Lisio (Firenze, 1910 – San Michele di Pagana, 2001). La mostra “Giuseppe e Fidalma Lisio.

Il Tessuto d’Arte tra passato e futuro” – a cura della Fondazione Arte della Seta Lisio di Firenze in collaborazione con il Laboratorio Tramandiamo – si terrà presso il Museo dell’Arte della Lana – Lanificio di Stia, verrà inaugurata sabato 14 ottobre alle ore 16 e sarà possibile visitarla fino al 4 marzo 2018. Saranno esposti velluti e broccati, capi d’abbigliamento e accessori, documenti e fotografie storiche, a delineare i momenti di vita di due paladini del Tessuto d’Arte.

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