Rissa a Campo di Marte a colpi di catene, ombrelli e stampelle: trovati i 5 responsabili

L'episodio si era verificato nel piazzale antistante il supermercato Gala lo scorso 29 aprile. Numerosi i testimoni dell'accaduto che avevano filmato il parapiglia

Sono stati individuati i cinque responsabili della rissa di Campo di Marte dello scorso 29 aprile. Facevano parte, secondo la ricostruzione della questura aretina, di due bande avversarie. In un primo momento, un paio di loro erano stati riconosciuti e sanzionati dagli agenti della Polizia municipale di Arezzo.

La ricostruzione della Polizia di Stato

Erano le 16 quando si è scatenata la bagarre sul piazzale antistante al supermarket Gala e poco dopo, a seguito di una segnalazione, il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Arezzo è intervenuto. Ma nel frattempo, qualcuno era scappato. All’arrivo delle Volanti, gli agenti avevano trovato un paio di uomini coinvolti e li avevano interrogati.

Tuttavia - spiegano dalla questura - le dichiarazioni rese nell’immediatezza da parte degli interessati per ricostruire l’intera vicenda apparivano sin da subito poco credibili e anzi facevano sorgere il dubbio che alle stesse fosse sottesa l’intenzione di celare una verità ben diversa sui motivi scatenanti la rissa.

Così le indagini sono proseguite: sono stati acquisiti tutti i video realizzati dai privati cittadini che avevano assistito all’intero episodio e le immagini riprese dall’impianto di sicurezza esterno di un’attività commerciale di Campo di Marte.

Da un attento esame sono stati individuati cinque soggetti, appartenenti a due fazioni contrapposte, che iniziavano ad aggredirsi vicendevolmente, alcuni anche con l’uso di catene metalliche antifurto per biciclette, con un ombrello (spaccato sulla schiena di uno dei facinorosi) e pure con l’uso di una stampella medica sottratta a un passante. Sono stati estrapolati dai video acquisiti specifici fotogrammi più particolareggiati dei soggetti coinvolti nella rissa che sono stati successivamente sottoposti a un testimone presente al momento dei fatti per il riconoscimento.

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Lo scrupoloso lavoro investigativo dell’Ufficio Prevenzione generale e Soccorso Pubblico ha permesso così di individuare i cinque soggetti responsabili: erano due gambiani, due tunisini e un nigeriano, tutti con precedenti, e ora denunciati all’autorità giudiziaria.

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