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Omicidio De Sousa, dalla relazione amorosa al ricatto, Ferrini: "Voleva da me 200mila euro". I retroscena dell'arresto

Indagini tradizionali, alle quali si aggiungeranno poi i riscontri scientifici, ma il sospettato con le sue dichiarazioni spontanee ha confermato su tutta la linea il quadro accusatorio della Squadra Mobile e della Procura di Arezzo

 

Dodici giorni di indagini, portati avanti letteralmente giorno e notte, a partire dal tardo pomeriggio del 26 agosto scorso. Investigazioni tradizionali incrociando le immagini delle telecamere di videosorveglianza private della zona di via della Robbia, compresa quella della farmacia, i tabulati e le celle telefoniche, le testimonianze raccolte. E poi intuizioni dei poliziotti della squadra mobile di Arezzo diretta da Francesco Morselli. Così il cerchio sull'assassino di Maria De Sousa si è stretto, fino a ieri, quando è stato convocato l'imprenditore agricolo del Casentino, il 37enne Federico Ferrini.

L'interrogatorio

federico-ferrini-de-sousa"Inizialmente lo abbiamo sentito come persona informata sui fatti, come è doveroso che sia, perché fino al quel momento, lui era un testimone, poi abbiamo chiesto chiarimento su alcuni spostamenti, gli abbiamo fatto alcune contestazioni, così è apparso indeciso e titubante, poi è crollato, di fatto confermando nel suo racconto, con spontanee dichiarazioni, la dinamica ricostruita dalla squadra mobile, allo stesso tempo aggiungendo dettagli su cosa fosse successo all'interno dell'abitazione di Maria."

In questura è poi arrivato il pubblico ministero, la dottoressa Pistolesi, di fronte alla quale Ferrini si è avvalso della facoltà di non rispondere, assistito dall'avvocato casentinese Gionata Giannini.

Da ieri sera il 37enne di Pratovecchio è in carcere indagato per omicidio volontario semplice, al momento non è stata contestata la premeditazione. Il prossimo passaggio sarà quello della convalida dell'arresto da parte del Gip.

Dal rapporto amoroso al ricatto di Maria nei confronti di Ferrini

"Non è stato facile - ha raccontato Morselli - in quello stabile, con vari appartamenti dediti alla prostituzione, c'era un via vai intenso di persone da vagliare. Ferrini era un cliente abituale, aveva avuto con Maria de Sousa un rapporto sentimentale che lui stesso aveva interrotto perché aveva un'altra relazione." Così Maria era passata a ricattarlo insistentemente. Un rapporto burrascoso che andava avanti almeno dal 2017. Tanti i messaggi riscontrati tra i telefonini in possesso della vittima e di Ferrini, con i quali lei chiedeva di continuare a vedersi. Durante l'interrogatorio Ferrini ha dichiarato agli uomini della squadra mobile di aver ricevuto richieste fino a 200mila euro e che la donna lo ricattava, se non avesse pagato, avrebbe raccontato a tutti che il giovane casentinese frequentava prostitute.

In questo quadro è maturata l'idea di Ferrini di appostarsi fuori dalla casa intorno alle 21,00 attendere che l'ultimo cliente se ne andasse e poi entrare. Con se aveva la spranga di ferro, quella che è stata individuata come l'arma del delitto. Agli agenti ha detto di averla portata dietro per aprire la porta se lei non gli avesse permesso di entrare.

Chi era Maria De Sousa

maria venancio de sousa60anni, brasiliana, ormai da molti anni residente ad Arezzo, viveva in uno degli appartamenti di via Andrea della Robbia 39. Lo stabile ha al suo interno 6 abitazioni che sono risultate essere tutte in affitto con le inquiline dedite alla prostituzione in casa, proprio come Maria.

La donna aveva un compagno fisso aretino, non abitavano sotto lo stesso tetto, ma si vedevano spesso, lui con qualche anno di più sulle spalle. Secondo le indagini lui non compare nella scena del delitto e poche ore dopo parte per il mare in autobus, senza immaginare nulla. Intanto Maria è ancora cadavere nel suo letto di casa, priva di vestiti, con intorno al collo il nastro da pacchi e la testa fracassata dai colpi della spranga, quelli che sono stati fatali, inferti con rabbia da Ferrini. 

La donna aveva avuto il giovane casentinese, che all'epoca aveva 35 anni, come cliente abituale, poi ne era nata una storia amorosa, una frequentazione sentimentale, che si era interrotta soprattutto per volere di Ferrini. Lui aveva trovato anche un'altra fidanzata, lei non si era rassegnata e soprattutto, secondo quando raccontato durante l'interrogatorio e ricostruito anche con gli scambi di messaggi e di telefonate, continuava a volerlo incontrare, ad avere rapporti, ricattandolo anche di rivelare tutto pubblicamente se non gli avesse dato dei soldi. 

La donna ne aveva bisogno anche per la figlia che vive lontana da lei, ancora in Brasile.

La sera del delitto, Maria era andata a cena in pizzeria con il cliente con il quale ha poi passato le sue ultime ore in casa. Quando l'uomo se ne è andato, il campanello ha suonato di nuovo, era piena notte e lei ha aperto la porta a quello che si sarebbe rivelato poi il suo assassino.

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