Cronaca Via Raffaello Sanzio

La cena al ristorante e poi l'incontro con l'assassino: le ultime ore di Maria. Si stringe il cerchio delle indagini

Anche tracce biologiche sarebbero state isolate durante i sopralluoghi della scientifica

Era andata a cena fuori domenica scorsa. Una serata al ristorante, forse una serata spensierata. Poi è tornata a casa e poche ore dopo l'assassino le ha tolto la vita. Sull'ultima notte di Maria Aprecida Venancio De Sousa, l'autopsia ha gettato una nuova luce. La 60enne è morta meno di 24 ore prima del ritrovamento  - quindi tra domenica e lunedì, presumibilmente tra l'una e le tre - dopo aver avuto un incontro con un uomo. Non si sa se la donna abbia condiviso anche l'ultimo pasto con il suo assassino o se chi era a cena con lei abbia visto qualcosa o qualcuno al momento di tornare a casa dopo cena.

Il delitto

Nella sua camera, in quel piccolo appartamento di via della Robbia, Maria non era affatto al sicuro. Viveva da oltre 10 anni in quella casa e si sentiva protetta da quelle mura. Tanto da far entrare l'uomo che poi l'ha uccisa. La 60enne è stata legata al collo con un nastro da pacchi, fissato ad un  lato al letto. Una "fettuccia" di plastica alta poco meno di mezzo centimetro. Resistente. Poi, con una violenza brutale, le sono stati inferti alcuni colpi in testa, nella zona frontale. L'assassino ha brandito un oggetto contundente che non sarebbe ancora stato individuato: gli inquirenti lo stanno cercando ma, stando alle prime indiscrezioni, durate l'autopsia non sarebbe stato possibile capire di quale oggetto si trattasse.

Non è ancora stato chiarito se la morte sia stata causata dal laccio (per asfissia) o dai colpi alla testa (trauma cranico): l'équipe di medicina legale dell'Università di Siena e il dottor Marco Gabrielli stanno svolgendo gli ultimi accertamenti per poter definire con maggiore chiarezza la causa del decesso. Non è escluso che siano state delle concause. Ci vorranno inoltre alcune settimane prima che i risultati delle analisi sui campioni istologici e su quelli prelevati per gli esami tossicologici siano pronti.

Le indagini

Ma l'impressione è che, lavorando nel più stretto riserbo, gli inquirenti stiano stringendo il cerchio intorno all'assassino. L'uomo potrebbe aver lasciato importanti tracce biologiche, che potrebbero portare  sulle sue tracce. 

Intanto la Squadra Mobile della Polizia di Stato ha raccolto numerose testimonianze: da quella del marito (pare che fosse partito per il mare il lunedì mattina molto presto) a quella dei vicini e di chi si era trovato in quella zona a quell'ora. Adesso sono al vaglio degli investigatori i telefoni cellulari: si cercano riscontri su chiamate e messaggi ma anche di rilevare l'eventuale posizione dei proprietari (ad esempio se qualcuno ha agganciato celle che coprono quella zona). 

E' forte lo sgomento degli aretini per questa terribile vicenda. L'efferatezza di quanto avvenuto ha lasciato sconvolta la città. 

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