In memoria di Mario De Filippis, da parte di Gina London

Non sono certo un traduttore dall'inglese all'italiano, ma ho messo impegno nel lavorare sul testo che mi ha inviato l'amica Gina London, ex anchor e corrispondente (premiata con un Emmy) per la CNN, nella triste occasione della scomparsa di Mario...

us and mario 2014

Non sono certo un traduttore dall'inglese all'italiano, ma ho messo impegno nel lavorare sul testo che mi ha inviato l'amica Gina London, ex anchor e corrispondente (premiata con un Emmy) per la CNN, nella triste occasione della scomparsa di Mario de Filippis, storico proprietario e gestore del ristorante Buca di San Francesco ad Arezzo. Ho trovato il racconto-ricordo molto umano e sentito, tanto da commuovermi alla sua lettura e questo anche se Mario lo conoscevo solo di vista per aver visitato qualche volta il suo ristorante, il suo antro e il suo regno. La Buca di San Francesco è un luogo magico che può essere scoperto solo scendendo gli scalini all'ingresso, accanto alla facciata della chiesa omonima... il testo è tradotto nel rispetto dell'originale, a volte anche a scapito dell'italiano più usuale. a seguire potrete leggere il testo integrale in lingua originale, così come scritto da Gina.

In memoria di Mario - 12 luglio 2018 Gina London

La prima cosa che ho portato nel nostro nuovo appartamento quando ci siamo trasferite appena due settimane fa da Cork a Dublino è stata la stampa de “I cavalieri del Saracino”.

La stampa che riporta le immagini dei vari cavalieri della giostra del Saracino è speciale per me. Non soltanto perché mi rimanda agli anni in cui abbiamo vissuto ad Arezzo e chiamato “Colcitrone” il nostro quartiere, ma anche perché questa particolare stampa è stata donata a me e mia figlia Lulu dal nostro nonno adottivo italiano, Mario De Filippis. Il nostro primo incontro con nonno Mario risale all’autunno del 2010. Lulu aveva appena tre anni quando volammo giù dai gradini di pietra del ristorante “Buca di San Francesco” per fuggire dalla pioggia pomeridiana e per mangiare qualcosa.

Mario ci venne incontro vestito del suo sorriso e di una giacca da cameriere che riportava il suo nome e quello del ristorante. Ci accolse come se fossimo amici di vecchia data e non stranieri o turisti. Giocò con Lulu e il suo orsacchiotto di nome Vincent. Mario disegnò una faccia di smile con carote e olive nere sulla mozzarella di bufala di Lulu e ci mostrò quello che io ho avvertito come una straordinaria amicizia e affetto.

Dopo ho scoperto che l’amicizia e l’affetto di Mario non erano straordinari perché quello era il suo modo di fare abituale; ogni giorno è stato straordinario, ogni giorno il suo modo di fare ha trasceso me stessa e mia figlia per essere distribuito per sempre con abbondanti cucchiaiate, come le montagne di gelato che ha servito con gli zuccherini colorati o i bicchierini di vinsanto, in base all’età del cliente.

Durante i tre anni in cui abbiamo vissuto ad Arezzo siamo andate spesso a trovare Mario e la sua affascinante moglie Giulia, che ha cucinato molte delizie fatte in casa e abbiamo gustato, anche insieme al loro bravo figlio David, molti dolci momenti.

Io ho gradito la panzanella, la pasta e l’assortimento della carne alla griglia; Lulu divorava mozzarella di bufala.

Nel frattempo abbiamo davvero assaporato il gusto di Mario per l’amicizia.

Nel corso degli anni abbiamo introdotto molti visitatori alla Buca di San Francesco, e in cambio Mario ci ha inclusi nella sua cerchia di clienti affezionati. Ci ha fatto sentire veramente parte della comunità.

Ho parlato di lui in un capitolo del mio libro “Because i'm small now and you love me”. Come premiata ex giornalista di CNN, non potevo non scrivere una collezione di storie del nostro periodo aretino, e ricordo che anche l'allora sindaco Giuseppe Fanfani ha partecipato alla presentazione del libro nel 2013. Noi amiamo Arezzo e Mario

Nel 2015 ci siamo trasferite in Irlanda ma i nostri cuori sono rimasti ad Arezzo. Siamo tornate ogni estate per assistere alla Giostra del Saracino, per visitare amici e specialmente per tornare alla “Buca di San Francesco” e vedere Mario. Lo scorso anno non sono tornata solo con Lulu, ma con un gruppo di amici irlandesi per far vedere loro la Toscana, il saracino e conoscere Mario. Per la nostra cena alla “Buca di San Francesco”, la notte della giostra, Mario fece un menù speciale per tutti intitolato “per gli amici di Lulu e Gina”.

Quest’anno non abbiamo potuto assistere alla Giostra perché ci stavamo trasferendo a Dublino e ho appeso la mia stampa firmata da “nonno Mario” immaginando che presto saremmo tornate a trovarlo. Ora noi siamo ad Arezzo ma la visita al suo ristorante non può esserci. Per me lui è stato una parte irreplicabile del colore di fabbrica di questa città, quello che la fa così calda e invitante.

Grazie nonno Mario, per aver accolto questa americana e sua figlia e averle fatte sentire così benvolute.

terrò per sempre in mano quella stampa che ti rappresenta e nella quale hai messo il cuore, caro Mario.

Il libro di Gina London “Because i'm small now and you love me” è in vendita su Amazon.com

Lulu chiamava Mario de Filippis "Nonno".

Memory of Mario

July 12, 2018

Gina London

The first picture I hung in our new apartment when we moved just two weeks ago to Dublin was of the “Cavalieri di Saracino”. The print depicting the various knights of the Giostra del Saracino is very special to me. Not only because it reminds me of the years we lived in Arezzo and called “Colcitrone” our quartiere – but also because this particular print was given to us and signed personally to me and my daughter Lulu, from our adopted Italian nonno, Mario de Filippis.

We first encountered “Nonno Mario” in the autumn of 2010. Lulu was just three years old and we climbed down the stone steps of the “Buca di San Franscesco” restaurant for an escape from the afternoon rain and for a bite to eat.

Mario met us wearing a smile and a white server’s jacket bearing his name above that of the restaurant. He greeted us as if we were long lost friends not “stranieri” or tourists. He played with Lulu’s one-eared teddy bear named Vincent. He blew bubbles. He created a smiley face out of bits of carrot and black olive on her bufala mozzarella. He showed us what I thought was extra-ordinary kindness and love.

Except I discovered that Mario’s kindness and love was not “extra-ordinary.” It was his ordinary, every day brand of care that transcended myself and my daughter to be doled out to ever patron in generous spoonfuls like the heaping scoops of ice cream he served. With multi-coloured sprinkles and – depending on the patrons’ age – shot glasses full of vin santo.

During the three years we lived in Arezzo, we visited Mario – along with his charming wife Giulia who cooked many of the delicious, homely dishes were enjoyed – and his earnest son Davide – many delicious times. I enjoyed panzanella, pasta and an assortment of grilled meats. Lulu devoured bufala, bufala and more bufala.

But what we really savored was Mario’s zest for friendship. Over the years, we introduced many visitors to him and he, in turn, introduced us to many of his collection of global patrons who continued to return to visit him. He made us feel truly a part of the community.

I featured him in a chapter of my book, “Because I’m Small Now and You Love Me”. As an award-winning former journalist for CNN, I couldn’t help but write a collection of stories during our time living in Arezzo that even the then Arezzo mayor Giuseppe Fanfani attended the launch of back in 2013. We loved Arezzo and we loved Mario.

By 2015, we moved to Ireland, but our hearts remained in Arezzo. We returned every summer. To attend the Giostra del Saracino, to visit friends and especially to visit Buca di San Francesco to see Mario.

Last year, I returned not only with Lulu, but also with a large group of Irish friends. To see Tuscany. To see the Saracino and to visit Mario. For our dinner the night of the giostra at Buca di San Francesco, Mario made special menus for everyone that read, “for friends of Gina and Lulu”.

This year, I missed the giostra as I was moving that week to Dublin. Instead, I hung my signed print from “Nonno Mario” imagining how soon we would be visiting him.

Now we are here. But the visit at his restaurant is not to be. For me, he was an irreplaceable part of the colourful fabric of this city that makes it so warm and inviting.

Thank you, Nonno Mario, for making this American and her daughter feel so welcomed.

I will hold forever hold that print – which represents your kind and giving heart – dear.

Gina London is an Emmy-winning former CNN anchor and correspondent. She and her daughter Lulu lived in Arezzo from 2010-2014. Her book, “Because I’m Small Now and You Love Me” is available on Amazon.com. Lulu called Mario de Filippis “Nonno.”

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