Sabato, 31 Luglio 2021
Sansepolcro

Sansepolcro, Carabinieri Forestali sequestrano maxi stoccaggio di rifiuti speciali. Denunciata azienda agricola

Avevano notato campi i cui terreni presentavano una strana alterazione cromatica. Chiazze bianche sospette. Così i Carabinieri Forestali della Procura di Arezzo, che erano impegnati in alcuni accertamenti sulla piazzola di sosta ceduta sulla E45...

sequestro stoccaggio rifiuti (1)

Avevano notato campi i cui terreni presentavano una strana alterazione cromatica. Chiazze bianche sospette. Così i Carabinieri Forestali della Procura di Arezzo, che erano impegnati in alcuni accertamenti sulla piazzola di sosta ceduta sulla E45, hanno deciso di approfondire, recandosi sul posto. E arrivati in località Falcigiano si sono trovati di fronte migliaia di metri cubi di materiale organico, in parte ancora imballato con plastica, abbandonato. Era stoccato sul suolo, esposto alla pioggia battente, e sotto l'acqua originava percolato marrone che oltre a invadere i campi circostanti si riversava sul reticolo idrografico adiacente colorandolo di arancione intenso.

Una situazione valutata dai Carabinieri della procura di particolare emergenza, tanto da far intervenire sul posto sia il Comando Stazione Carabinieri Forestale di Sansepolcro - coadiuvato da quello di Badia Tedalda - sia il Dipartimento Arpat di Arezzo per l'avvio di tutti i campionamenti necessari per determinare natura e composizione del percolato.

Sono partite così tutte le indagini del caso: dagli accertamenti catastali, ai rilievi aerei, alla raccolta delle prime testimonianze. Nel giro di qualche ora i Carabinieri sono risaliti all'autore dello stoccaggio illecito e al proprietario del terreno. Entrambi sono stati convocati sul posto affinché partecipassero alle attività.

Dal confronto tra Carabinieri e Arpat è scaturito l'immediato sequestro preventivo dell'area per sottrarla a titolare e autore dello stoccaggio e interrompere il reato in corso. Il terreno, infatti, di proprietà di un noto biturgense, stando a quanto ricostruito dai militari, veniva continuamente alimentato con materiale organico derivante dal ciclo produttivo di una importante azienda agricola delle vicinanze.

Il sequestro è stato quindi convalidato dal Tribunale di Arezzo che, oltre a riconoscere la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza desumibili dagli accertamenti svolti d'iniziativa dalla Polizia Giudiziaria, ha ritenuto che "la disponibilità delle aree e dei rifiuti stoccati potevano aggravare, oltre che protrarre, le conseguenze del reato ipotizzato che nel caso di specie si tratterebbe di gestione illecita (stoccaggio non autorizzato) abbandono di rifiuti speciali e smaltimento illecito di percolato".

I Carabinieri Forestali ricordano che lo stoccaggio, non solo è soggetto a specifica autorizzazione - nel caso scoperto mai stata rilasciata - ma non può mai avvenire in quelle modalità perché il materiale deve essere collocato su fondo impermeabile e il percolato regolarmente regimato e raccolto per successivo smaltimento.

Adesso verrà dato il via allo smaltimento controllato e al ripristino dello stato dei luoghi. L'azienda e il proprietario sono stati denunciati.
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