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Tre multe al Kilowatt e il rischio di un avviso di reato, lettera aperta degli organizzatori: "Umiliati come professionisti"

E' un'amara riflessione quella che spinge gli organizzatori del festival Kilowatt di Sansepolcro a scrivere una lettera aperta. Dopo l'annullamento di una parte del palinsesto per contestazioni da parte delle autorità sono molti gli interrogativi alla soglia del ventennale

Tre multe, indagini in corso e il rischio che alla fine ci sia anche un avviso di reato. C'è amarezza tra gli organizzatori del Kilowatt Festival di Sansepolcro che con una lettera aperta stanno raccontando quanto sta accadendo in seguito all'annullamento da parte delle autorità di un pezzo del palinsesto della manifestazione, mentre era già iniziata. Oggi è stata pubblicata sui profili social ufficiali una lettera aperta.

"Ci fa riflettere quello che è accaduto alla soglia dei nostri venti anni di festival – che dovremmo festeggiare nell’estate 2022. La sospensione di un pezzo del nostro festival e dopofestival, avvenuta la scorsa estate dopo l’intervento dei Carabinieri-Forestali al Giardino di Piero, ha umiliato il nostro lavoro di professionisti. Per ora sono arrivate tre multe (una per occupazione abusiva di suolo pubblico, l’altra per divieto di sosta del furgoncino ristorante e una terza dalla ASL), che capiremo se pagare o contestare, visto che ci sarebbero tutti gli estremi per farlo. Le indagini hanno altri tre mesi di tempo per concludersi: non sappiamo se ci verrà notificato un avviso di reato che avrebbe valenza penale. In questo caso, un giudice dovrà poi decidere se andare a processo o archiviare. Di certo sarà una faccenda lunga, dispendiosa e stancante."

Il Kilowatt e altri casi in Italia

"Questa è la condizione in cui ci troviamo dopo tanto tempo di lavoro assiduo e costante con gli artisti e con la comunità locale. Abbiamo sempre cercato la qualità delle proposte artistiche, la relazione tra i linguaggi del contemporaneo e il territorio, il coinvolgimento attivo delle persone, il loro avvicinamento alle estetiche dell’innovazione, la collaborazione con le associazioni locali. Ovviamente non è stata l’intera comunità di Sansepolcro ad averci ostacolato, probabilmente sono state solo un paio di persone, e, anzi, in moltissimi hanno reagito in nostra difesa, anche organizzando un flash-mob in nostro sostegno (avversato dalle autorità perché pare mancasse di un dato permesso). Ma quanto è grande la fragilità di un festival se bastano poche persone, abitate da malanimo, per bloccarlo? Se da un giorno all’altro, nel mezzo dell’iniziativa, può venire annullato un intero pezzo di programmazione, cosa ci garantisce che un’altra parte del nostro lavoro non possa essere smontata l’anno prossimo? Ce lo siamo chiesti anche in relazione a quel che è accaduto a Castrovillari, con l’annullamento del festival Primavera dei Teatri di quest’anno, e potremmo aggiungere pure l’esclusione del festival Terreni Creativi di Albenga dai contributi ministeriali, tra gli episodi amari che hanno segnato l’estate 2021."

Il confronto con la politica

"In questi giorni, abbiamo avviato un ragionamento con i candidati a Sindaco di Sansepolcro, inclusi i due che andranno al ballottaggio del 17 e 18 ottobre prossimi. A partire da quello che i rapresentanti della nostra città sapranno dirci, valuteremo se fare ancora una nuova edizione del festival o se sarà meglio fermarsi."

Un evento di tre giorni nel 2022

"In ogni caso, una cosa l’abbiamo decisa: a luglio 2022 organizzeremo un incontro pubblico di tre giorni, che, per ora, tra di noi, chiamiamo “I festival di domani” in cui proveremo a interrogarci sul futuro dei festival italiani di teatro, danza e circo contemporaneo, in un orizzonte che guardi almeno ai prossimi 10 anni. Coinvolgeremo il coordinamento informale dei festival del contemporaneo e abbiamo invitato il critico e studioso Rodolfo Sacchettini a concepire con noi e coordinare questo incontro; gli abbiamo chiesto di non guardare indietro, ma avanti, per evitare ogni intento auto-celebrativo e puntare a un ragionamento ampio e profondo: vogliamo invitare a queste giornate artisti e operatori culturali, soprattutto giovani, e immaginare con loro cosa ne sarà della formula “festival” che tanto ha segnato un paio di decenni della recente storia culturale italiana."

La lettera si chiude con un auspicio: Che almeno quel che è accaduto non sia stato invano" ed è firmata da Lucia Franchi e Luca Ricci fondatori e direttori del Kilowatt Festival.

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