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Venerdì, 20 Maggio 2022
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Montedoglio, slitta la conclusione dei lavori: si prevede maggio-giugno

A fare il punto sul futuro dell'invaso è la consigliera Lucia De Robertis

Costante attività di salvaguardia di fauna e flora per quanto riguarda il bacino di Montedoglio, dove i lavori saranno terminati non prima di maggio – giugno. A fare il punto per quanto riguarda il futuro dell'invaso in Valtiberina è Lucia De Robertis, consigliere regionale del Pd e presidente della Quarta commissione nel Consiglio regionale toscano, che ha parlato della nota di attuazione all’atto di indirizzo condiviso con l’opposizione nella commissione da lei presieduta.

“Ringrazio l’Assessore Saccardi per l’esauriente risposta data alla mozione su Montedoglio che approvammo a metà gennaio scorso in Commissione Territorio e Ambiente – ha esordito De Robertis, ricordando che in quella mozione – chiedevamo informazioni sulla conclusione dei lavori di ripristino dello sforatore della diga, di attivarsi perché sia valutata una riclassificazione della natura giuridica della diga, al fine di favorire anche un utilizzo ludico e sportivo, e di proseguire nella salvaguardia del patrimonio ittico e forestale del bacino”.
“La conclusione dei lavori – prosegue la Presidente – è prevista per maggio-giugno, con un piccolo ritardo rispetto alle precedente previsione di fine aprile, causato dalla rigidità delle temperature registrate che hanno obbligatoriamente rallentato i lavori, per ragioni meramente tecniche”.
“Per quanto riguarda la tutela della fauna e della flora – aggiunge – il quadro offerto della regione è di una costante attività in questa direzione, anche in ragione del fatto che l’area del bacino è prevalentemente interessata da siti riconducibili alla direttiva comunitaria Habitat, che obbligano a gestioni sostenibili”.
“Per quanto riguarda, infine, la valutazione di una possibile riclassificazione del bacino per favorire anche l’attività ludica e sportiva – conclude De Robertis – la Regione, premettendo la condivisa necessità di garantire il primario uso irriguo e idrico dell’invaso, porrà la questione in sede del previsto rinnovo dell’intesa con la Regione Umbria ed il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che regola la gestione del bacino”.

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