Piero, Frida e i capolavori perduti riposizionati sulle mura di palazzi e case. Sansepolcro riparte dall'arte

Un tour alla scoperta dell'offerta culturale e artistica dell'estate biturgense. L'assessore Marconcini: "La città di Piero? Non poteva che ripartire dalla cultura"

Da una parte c'è lui, il maestro della luce. Immortale e straordinario come la sua Resurrezione che campeggia sull'omonima sala del museo civico. Piero di Borgo Sansepolcro è il padrone di casa, colui che apre le porte della città e che la tiene unita. Poi c'è quella minuta donna, autentica e feroce come la rivoluzione scoppiata in Messico negli stessi anni della sua nascita. Ed infine, en plein air, ecco che grazie a Cuboliquido e Eduardo Relero tornano in città opere quali la Madonna di Senigaglia e il battesimo di Cristo. Un viaggio entusiasmante quanto ricco di meraviglia, che senza troppi fronzoli catalizza l'attenzione su Sansepolcro il cui centro storico ripartire proprio dalla bellezza.

In queste ultime settimane, come noto, all'interno del museo civico di via Niccolò Aggiunti ha preso vita la mostra "Frida Khalo - Una vita per immagini". L'esposizione trova spazio nelle sale del museo ed offre ai visitatori l'opportunità di conoscere una pagina più intima della celebre artista messicana. "Un lavoro - ha ricordato l'assessore comunale Gabriele Marconcini - di cui siamo fieri e che abbiamo realizzato nonostante le importanti difficoltà del lockdown. Abbiamo puntato sull'arte e sulla cultura perché la città di Piero non può fare altro. La mostra su Frida ci fa vedere come sofferenza e criticità possano generare bellezza, un messaggio davvero straordinario. È inoltre una proposta originale che offre spunti di riflessione sulla parità di genere, tema sul quale la commissione pari opportunità a Sansepolcro si sta adoperando in maniera egregia da anni. E infine la street art. Sei i punti di interesse all'interno delle mura cittadine e altrettanti situati nella periferia. Una sorta di vero e proprio percorso urbano che richiama visitatori e contribuisce alla riqualificazione urbana". 

E poi c'è sempre la grande meraviglia di Piero della Francesca e delle opere conservate al primo piano del museo civico. Un'esperienza già di per sé unica ma ulteriormente impreziosita dal progetto di esplorazione musicale che amplifica il coinvolgimento emotivo dei fruitori. Piero della Francesca prima e Luca Pacioli dopo hanno avuto il merito di svelare la concordanza che intercorre tra i numeri e l'armonia delle forme; la perfezione dell'arte può essere raggiunta ricercando le appropriate proporzioni spaziali. Come dimostra Pacioli nel suo “De Divina Proportione”, questo concetto che si ritrova alla base dell'opera pierfrancescana non riguarda soltanto le arti pittoriche ma anche tutte le altre forme di espressione artistica, compresa la musica. E così chi varca la porta del museo civico viene accolto dalle sonate al piano di Valter Ligi che, con discrezione e talento, accompagna il visitatore da una sala all'altra.

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