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Insieme Possiamo: “Sansepolcro, un disastro scendere sotto i 15 mila abitanti. Che fare?”  

''Una città che muore anno dopo anno'', ecco alcune idee della formazione politica

Una lunga riflessione sulla soglia dei 15 mila abitanti, con implicazioni sul piano politico, istituzionale, economico e non solo. A lanciare l'allarme è ''Insieme Possiamo'' che parla – senza mezzi termini – di ''disastro scendere sotto i 15 mila abitanti''.

Per la formazione politica, infatti, ''Se Sansepolcro si ritrovasse con il nuovo sistema subirebbe un impoverimento politico ancora più preoccupante di quello già in atto. Con la legge elettorale in vigore nei comuni sotto i 15 mila abitanti non c'è solo l'aspetto di una elezione del Sindaco senza ballottaggio, ma anche l'obbligo ad una sola lista di sostegno, l'eliminazione del voto disgiunto e un rafforzamento del maggioritario che impoverirebbe ulteriormente la rappresentanza ed in particolare modo le minoranze chiamate a vigilare su chi guida la città''.

Ma non finisce qua, perchè ricorda che Sansepolcro sarebbe costretta a riscrivere il proprio Statuto

''dato che non sarebbe più obbligatoria la figura del Presidente del Consiglio comunale'' senza dimenticare che ''la maggior parte degli assessori non sarebbe più esterna ma scelta solo tra gli eletti in Consiglio, e quindi con un ulteriore impoverimento delle professionalità messe a disposizione del Sindaco'', con eventuali e possibile modifiche alle commissioni consiliari.

''Altro elemento ancora più significativo dell'aspetto elettorale è il probabile cambio di fascia di classificazione del comune e la successiva perdita di prestigio che si potrebbe trasformare in diminuzione di personale e risorse economiche''.

Da qui nasce la domanda: che fare? Per i rappresentati di ''Insieme Possiamo'' '' Le risposte su come fermare questo declino posso essere su due livelli'': ''La prima possibile risposta, ovvero quella immediata per non scendere sotto la soglia di 15 mila già nei prossimi due anni, è farsi aiutare dai propri cittadini con una richiesta diretta di non spostare residenze in altri comuni e chiedere a coloro che al momento non vivono a Sansepolcro di riprendere una residenza temporanea''. ''Il secondo livello di intervento, quello di lungo periodo, deve partire dall’analisi dei motivi sul perché il comune si spopola ed individuare con quali soluzioni un comune può realmente intervenire'.

E proprio da questa ultima affermazione che i vertici dell'organizzazione politica mettono sotto la lette di ingrandimento i problemi che hanno portato a un ''lento spopolamento''

''Sul tema andrebbero costruiti confronti ed eventi pubblici, coinvolgendo non solo la politica, ma anche i sindacati, realtà imprenditoriali oltre a tutti quei cittadini che potrebbero aiutare ad individuare soluzioni''. E nella lista c'è ''la mancanza di opportunità di lavoro per laureati e specialisti''; ''la qualità del salario'', i ''costi della casa, dei terreni produttivi e delle utenze sono superiori a tanti altri comuni italiani'', ''mancano quasi del tutto sostegni alle giovani coppie destinate a diventare giovani famiglie''.

''In ultimo è utile ricordare che Sansepolcro per oltre cinquanta anni ha mantenuto una popolazione stabile tra 15.000 e poco sopra i 16.000 abitanti, ma nello stesso periodo l'impoverimento di servizi, dalla sanità-sociale alla gestione dei beni comuni e quindi anche all'allontanamento della gestione di parte di essi, ha sicuramente contribuito a rendere la città sempre più povera di sicurezze e opportunità. Tentare di invertire una complessa tendenza e ridare vita al nostro Borgo? Insieme, Possiamo!''

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