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"L'esternalizzazione del Museo Civico di Sansepolcro non ha portato i frutti sperati"

Pd e In Comune attaccano la giunta: "Purtroppo l’amministrazione comunale ha deciso di demandare totalmente gli indirizzi culturali a un soggetto privato, senza nessun tipo di concertazione e di visione"

"La decisione di esternalizzare il Museo Civico non ha dato i frutti sperati. Purtroppo l’amministrazione comunale ha deciso di demandare totalmente gli indirizzi culturali a un soggetto privato, senza nessun tipo di concertazione e di visione. Nel tempo si sono succedute mostre più o meno riuscite, senza un obiettivo di crescita e sviluppo del territorio, calate dall’alto a seconda delle disponibilità del momento del gestore e strumentali all’aumento del costo del biglietto". Pd e In Comune attaccano la giunta di Sansepolcro.

"Mostre, che lo ricordiamo, non sono mai state concepite per il nostro museo, ma sono approdate a Sansepolcro dopo un lungo peregrinare su e giù per lo stivale e che sono state ospitate nelle sale del Civico per lunghissimo tempo, quasi fosse un magazzino di alto pregio. Per esempio: la mostra Leonardo da Vinci: visions, durata dal 13 marzo 2019 al 24 febbraio 2020, è stata presentata per la prima volta a Montepulciano nel 2017 come sintesi di tre mostre precedenti, ovvero Gli ingegneri del Rinascimento (1995), L’automobile di Leonardo (2004) e La mente di Leonardo (2006), ha girato un po’ per le sedi museali gestite da Civita e poi è arrivata da noi. Non ha sicuramente brillato per originalità, ma ha vinto il premio per la lunghezza della permanenza, ben 11 mesi, un record!

Va ricordato poi che, per fare spazio a questi eventi, non ci si è fatti scrupolo di sfrattare il 'Tesoro della Cattedrale', senza preoccuparsi di trovargli, prima, una sede adeguata, cancellando un’importante testimonianza d’arte e di storia.

Il comitato scientifico creato dall’amministrazione non ha mai funzionato, prima la defezione di Tomaso Montanari, poi la scarsa partecipazione, la mancanza di un budget dedicato, di idee o progetti da condividere hanno fatto naufragare il tutto, in un nulla di fatto. Sulla qualità della proposta culturale abbiamo più di una perplessità, ma anche sul fronte della quantità ci sono forti dubbi. I toni trionfalistici dell’assessore Marconcini non sono totalmente supportati dai numeri e dagli ingressi al Museo (i dati sono stati forniti dall’amministrazione, come risposta a una nostra precedente interrogazione). Il 2018 doveva e poteva essere un anno di grande rilancio per il Museo con la conclusione del restauro della Resurrezione, iniziato e finanziato dalla precedente amministrazione grazie ad Aldo Osti, ma su circa 41.000 ingressi, più di 7.500 biglietti sono stati omaggio, una cifra veramente ragguardevole, che ci fa pensare che il Museo sia stato oggetto di cerimonie, incontri e visite guidate cittadine. I dati dei visitatori del 2019 iniziano con un calo significativo degli ingressi, sicuramente per effetto della chiusura della E45, e si attestano su 30.500 paganti e oltre 5.000 non paganti. Tutte le cifre riportate sono in linea con gli anni precedenti, nei quali la Resurrezione era in restauro e parzialmente visibile, o presentano piccoli incrementi. Basterebbe poi fare un giro per le sale del Museo per rendersi conto della situazione che vi regna: stanze vuote, opere incerottate, restauri non terminati, illuminazione da migliorare. Tutte cose che potevano o possono essere messe a punto nei periodi di forzata chiusura. Vogliamo sperare che l’amministrazione, in scadenza a primavera, non si voglia cimentare in un nuovo bando per l’affidamento dei servizi museali prima della fine del suo mandato, ma che opti per lasciare la scelta del tipo di gestione e del tipo di incarico a chi vincerà le prossime elezioni".

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