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Consorzio di Bonifica, i sindaci condividono il "patto per il Tevere"

Parere favorevole anche da Provincia di Arezzo, Unione Montana dei Comuni e Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale. Il Contratto di Fiume sarà ufficializzato entro la fine del 2021. A breve il via al confronto con il territorio per individuare progetti e azioni.

Stretta di mano virtuale tra Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno; i Comuni di Anghiari, Monterchi, Pieve Santo Stefano, Sansepolcro; l’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina; la Provincia di Arezzo; l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale per "Tevere in Toscana".
Il Contratto di Fiume si farà e, al suo debutto, ottiene il via libera degli enti interessati, disposti a lavorare con impegno per valorizzare il tratto toscano del Tevere e per promuovere il territorio che attraversa con i suoi affluenti.
La decisione è maturata nel corso del webinar organizzato dal Consorzio per presentare l’iniziativa: un percorso partecipato volto a migliorare un ambiente fluviale che ha le carte in regola per farsi conoscere, scoprire e apprezzare.

"Salutiamo con soddisfazione questa iniziativa – ha commentato Gianni Fangucci dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale -, poiché si allinea con il nostro obiettivo di promuovere un grande patto sull’intera asta fluviale dalla sorgente alla foce, per promuoverne e garantirne la fruibilità". 

Semaforo verde per il percorso partecipativo, illustrato dalla Presidente Serena Stefani, anche dai sindaci di Anghiari Alessandro Polcri, di Monterchi Alfredo Romanelli e del Presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Franco Dori, che  hanno dichiarato la piena disponibilità e la massima volontà di contribuire in modo concreto alla  definizione delle azioni da mettere in campo per un effettivo e importante rilancio dell’area  bagnata dalle acque tiberine.
Stessa attenzione è stata confermata da Claudio Marcelli, sindaco di Pieve Santo Stefano che, nel suo intervento, ha evidenziato lo stretto e storico legame tra il territorio comunale e il fiume: “il contratto  rappresenta uno strumento prezioso per conciliare sicurezza idraulica e salvaguardia della biodiversità, fruibilità dell’acqua e sviluppo economico”, ha ribadito evidenziando la necessità di affrontare, con tutti i soggetti interessati, anche il tema della presenza della diga di Montedoglio.
Mauro Cornioli, sindaco di Sansepolcro, si è soffermato sull’importanza dei 30 km dell’asta fluviale che ricadono in terra toscana.

"In questo tratto cambia volto e da corso d’acqua a carattere torrentizio diventa un fiume lungo il quale è bello passeggiare e dove si sono sviluppate e possono crescere altre importanti esperienze. In un momento come questo – ha ribadito – è lo strumento ideale per promuovere un turismo diverso, attento all’ambiente e rispettoso della natura".
Promozione per il percorso partecipativo avviato dal Consorzio anche dalla Provincia di Arezzo. Angiolino Piomboni, infatti, ha ricordato che: “Pur non avendo le competenze del passato, l’ente intende sostenere e portare un contributo importante al progetto Tevere in Toscana”.

“Tevere in Toscana è un importante strumento per il riscatto di un’area, la Valtiberina, marginalizzata per troppo tempo e ancora poco conosciuta. Il Patto per il Tevere può diventare un piano di rilancio della vallata che ha enormi potenzialità e che, proprio per questo, può diventare un modello di sviluppo. Tra l’altro arriva in un momento favorevole: oggi il Contratto di fiume è  al centro del dibattito politico, nazionale e toscana. Con la mozione proposta dalla consigliera regionale Lucia De Robertis, anche la Regione Toscana intensifica l’impegno a promuovere questo istituto previsto dalle Direttive Europee e dal Codice dell’Ambiente”, ha concluso il Direttore Generale del Consorzio Francesco Lisi.

"L’idea del contratto di fiume Tevere in Toscana è stata stimolata dagli amministratori locali e soprattutto dal tessuto associativo”, ha spiegato la Presidente Stefani. “Il Consorzio ha raccolto queste indicazioni e le ha messe nero su bianco. Ora la bozza del Manifesto di Intenti, in cui sono racchiusi i  macro obiettivi da raggiungere e  la proposta delle modalità di lavoro, sarà inviata ai comuni per un approfondimento e poi per l’adesione formale. Successivamente avvieremo un confronto con il territorio attraverso tre tavoli tematici: Convivere con il fiume, per affrontare la questione della sicurezza idraulica, della pulizia del corpo idrico e la tutela della biodiversità; Un fiume di idee, all’interno del  quale si approfondirà la conoscenza del fiume e delle modalità di fruizione e di valorizzazione del tratto; La ricchezza dal fiume, per censire e promuovere le attività che ruotano attorno all’acqua. L’obiettivo è sottoscrivere il Contratto di Fiume entro la fine dell’anno", conclude Stefani.

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