Mercoledì, 17 Luglio 2024
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Arresto Pecorelli: verso la convalida per la richiesta di estradizione

Le manette ai polsi dell'imprenditore, titolare anche di alcuni esercizi commerciali di Sansepolcro nonché arbitro nella sezione di Arezzo, sono scattate sabato 10 dicembre

È fissata per domani, lunedì 12 dicembre, l'udienza di convalida per Davide Pecorelli. A procunciarsi sarà la Corte d’Appello di Perugia dopo che gli atti sono stati trasmessi al procuratore generale Sergio Sottani. Una data chiave nella rocambolesca vicenda dell'imprenditore altotiberino accusato di reati che spaziano dalla frode alla profanazione di tombe. Domani infatti sarà meglio chiarito se per lui si apriranno le porte dell'estradizione, o meno, in Albania. Punto sul quale il suo legale, l'avvocato Andrea Castori, ha già evidenziato che ''se la convalida darà esito positivo per l'estradizione, chiederemo – entro le 48 ore successive – una nuova udienza''.

Le manette ai polsi dell'imprenditore, titolare anche di alcuni esercizi commerciali di Sansepolcro nonché arbitro nella sezione di Arezzo, sono scattate sabato 10 dicembre. Gli agenti della Squadra Mobile lo hanno raggiunto nella sua casa di Selci Lama facendo seguie alla richiesta della procura di Puka e della polizia giudiziaria albanese. Il 47enne, ribattezzato ''Il Conte di Montecristo'', dovrà rispondere di accuse riguardanti reati tra cui: frode, profanazione di tombe, azioni che impediscono la scoperta della verità, distruzione di beni mediante incendio oltre a attraversamento illegale del confine di Stato.

Tecnicamente parlando, sul fronte dell'eventuale estradizione, è bene ribadire che essa è condizionata dal requisito della doppia incriminazione. Ciò significa che i 5 reati per i quali la procura albanese ha presentato domanda di estradizione dovranno essere previsti come reati anche dalla legge penale italiana. Se c'è corrispondenza l'iter prevede che sia il ministero di giustizia a pronunciarsi sulla decisione finale previa deliberazione favorevole della Corte d’Appello. Contro la decisione della Corte d’Appello italiana è ammesso anche il ricorso per Cassazione.

Intanto in Albania la procura di Puke ha già aperto diversi fascicoli a carico soggetti che, a vario titolo, avrebbero collaborato aiutando Pecorelli a inscenare la sua morte. Nel gennaio 2021 l'imprenditore tifernate aveva dato fuoco ad un'auto da lui noleggiata in un luogo appartato del villaggio di Rras in Albania. All'interno dell'abitacolo aveva persino fatto rinvenire resti di ossa per simulare il proprio decesso così ''da sottrarsi a debiti finanziari contratti in Italia''. Scomparso nel nulla per otto mesi, è stato ritrovato a settembre 2021 mentre tentava di attraccare con un gommone sull'isola di Montecristo. Lo scorso ottobre i magistrati albanesi hanno chiuso le indagini a carico del tifernate evidenziando ogni ipotesi di reato.

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