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Lega Valtiberina: "La Casa della Salute abbia dei locali idonei e una gestione adeguata"

"In una recente interrogazione il nostro consigliere regionale, Marco Casucci, ha richiamato l’attenzione del Consiglio regionale in merito ai disagi lamentati da alcuni cittadini"

"In una recente interrogazione il nostro consigliere regionale, Marco Casucci, ha richiamato l’attenzione del Consiglio regionale della Toscana in merito ai disagi lamentati da alcuni cittadini per la fruizione dei servizi della Casa della Salute e sulla adeguatezza dei locali preposti".

Così la Lega Valtiberina interviene in merito alla questione legata alla Casa della Salute.

Nella risposta ricevuta, a firma del direttore dell’Asl, Antonio D’Urso, per il tramite della Regione, è chiarito che:

  • Le criticità emerse durante la pandemia sono state oggetto di  sopralluogo e verifica da parte dell’Asl competente che, aggiungiamo noi, non ha evidentemente ritenuto formulare rilievi;
  • Non esiste, nell’immediato, un’alternativa disponibile all’attuale collocazione della Casa della  Salute;
  • L’eventuale spostamento della Casa della Salute non potrà essere valutato prima della conclusione dei lavori strutturali e organizzativi previsti nei locali dell’ospedale allo scopo di liberare i locali Asl in via Santi di Tito, lavori che hanno subito ritardi a causa dell’emergenza Covid.

"Preliminarmente occorre chiarire che il punto in discussione, per quanto ci riguarda, non concerne la proprietà degli immobili bensì la loro adeguatezza a sostenere in sicurezza l’afflusso dei pazienti e di gestirne adeguatamente le richieste, considerata questa nuova fase emergenziale. Su questo punto avevamo già presentato a suo tempo, nello scorso maggio, in Consiglio comunale, un documento in previsione della cosiddetta “fase 2” dove al capitolo sanità, tra le altre questioni, si esortava l’Amministrazione comunale, testualmente, a: “Verificare se le strutture attualmente destinate alla “Casa della Salute” siano conformi alle mutate necessità di  distanziamento sociale”. Del resto, il nostro obiettivo, fin dall’inizio, è stato quello di garantire il servizio a costi invariati per la collettività. La soluzione poi adottata era stata prospetta, dall’allora direttore generale Asl competente, Enrico Desideri, come temporanea. Quanto precede, per puntualizzare la nostra posizione, anche a beneficio di un’esponente politica locale autrice di uno scomposto intervento nei nostri riguardi sull’argomento. Premesso questo, informiamo anche di aver avuto un incontro con i medici responsabili del servizio, presso la struttura da loro messa a disposizione, nel corso del quale sono state manifestate le criticità raccolte dalla cittadinanza in ordine alla gestione dell’afflusso presso la struttura e ai tempi di risposta alle telefonate. Sul primo punto il medico coordinatore della Casa della Salute ha precisato che l’afflusso viene attualmente limitato sulla base delle prenotazioni, inoltre l’accesso del singolo paziente, come abbiamo avuto modo di constatare, viene subordinato al controllo della temperatura corporea e del corretto utilizzo della mascherina e contingentato sul base della capacità ricettiva delle sale d’attesa. Relativamente al secondo punto sono stati presentati i dati relativi alle chiamate ricevute. Tali numeri, sicuramente impegnativi, determinano tempi di risposta e capacità di evasione comunque accettabili, in relazione ai momenti di congestione causati dall’elevato numero di pazienti che tentano di mettersi in contatto con il centralino. Si deve inoltre tenere conto che, anche nell’attuale situazione emergenziale, gli operatori sono impegnati ad accogliere l’utenza che accede alla segreteria, oltre che nella compilazione delle ricette. Nello specifico è stato chiesto ai medici di favorire il contatto con il pubblico anche attraverso altri metodi diversi dalla telefonata diretta. Il coordinatore ha precisato che ulteriori sistemi sono già in uso; da parte nostra abbiamo rilevato come sia necessario renderne edotta tutta la cittadinanza. In conclusione riteniamo che le criticità palesate in quest’ultimo periodo abbiano trovato un riscontro apprezzabile, considerato il momento, nelle misure adottate in merito alla gestione dell’utenza da parte dei medici operanti presso la Casa della Salute. Quello che emerge dall’incontro con i medici e che desideriamo rimarcare in questa sede è il contesto nel quale gli stessi si sono trovano costretti ad operare. Il medico di famiglia è nuovamente in prima linea a gestire l’emergenza Covid, in piena solitudine, anche assumendosi rischi personali, in particolare relazionandosi con una popolazione anziana disorientata. Ancora una volta il nostro territorio si trova a scontare gli effetti di una strategia  politica regionale e nazionale  che possiamo ben definire “scorretta e approssimativa”, mutuando le espressioni rivolteci sulla stampa locale dal medesimo movimento che fa dell’approssimazione elemento fondante della propria azione di governo. Un esempio su tutti: la perdurante carenza del vaccino antinfluenzale (non addebitabile ovviamente ai medici), quando lo stesso veniva da mesi indicato come il miglior strumento per affrontare il periodo invernale in uno stato di pandemia. In questa situazione il medico di medicina generale funge da raccordo tra le varie strutture deputate alla gestione dell’epidemia (dipartimento dell’Asl, Usca) e in alcuni casi, si trova a doverne surrogare le funzioni. A tal proposito riteniamo apprezzabile l’iniziativa intrapresa dalla Casa della Salute di procedere con l’esecuzione dei tamponi rapidi a chi ne avesse fatto richiesta. Da quanto è dato sapere tale iniziativa è stata sospesa in quanto, su segnalazione del sindaco Cornioli, era stata giudicata inopportuna dall’Asl. Gli stessi medici si sono dichiarati disponibili a riassumersi l’onere di esecuzione di tali test, utilizzando allo scopo un locale attiguo ma separato dall’ordinaria attività. In merito sollecitiamo l’Amministrazione comunale a facilitare tale operazione di screening, come analogamente messo in pratica ad esempio dai Comuni di Arezzo e Montevarchi. In conclusione, visto anche la risposta pervenuta dall’Asl, assodato che le criticità rilevate appaiono gestite adeguatamente, riteniamo esprimere riconoscenza e fiducia nell’operato dei medici operativi presso la Casa della Salute. Un’alternativa praticabile all’attuale sistemazione potrà essere debitamente valutata allo scadere della convenzione considerato che, nell’attuale momento di crisi sanitaria, non esistono locali idonei ad accogliere, in tempi ragionevolmente rapidi, la struttura".

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