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Valdarno Sviluppo, le accuse di Prima Montevarchi e la risposta del presidente della commissione Camiciottoli

Infuria la polemica politica sul caso della Valdarno Sviluppo, con un acceso botta e risposta tra la maggioranza di Prima Montevarchi e l'opposizione di Avanti Montevarchi. Ad accendere la miccia è Fabio Rossi a cui risponde Fabio Camiciottoli

Infuria la polemica politica sul caso della Valdarno Sviluppo, con un acceso botta e risposta tra la maggioranza di Prima Montevarchi e l'opposizione di Avanti Montevarchi. Ad accendere la miccia è Fabio Rossi, coordinatore politico di Prima Montevarchi che parla di un "danno per i cittadini fatto dalla sinistra per il fallimento della Valdarno Sviluppo", società che sarebbe stata un "ennesimo carrozzone". Rossi poi se la prende con il presidente della Commissione Controllo e Garanzia, guidata dal presidente Fabio Camiciottoli, che risponde: "Le dichiarazioni di Prima Montevarchi rivolte al sottoscritto non sono ricevibili né accettabili perché ricostruiscono in modo del tutto arbitrario i lavori della Commissione e li utilizzano per i soliti attacchi personali e denigratori".

L'attacco di Prima Montevarchi

"Dopo tre anni - scrive Rossi - si sono conclusi i lavori di inchiesta e di approfondimento della Commissione Garanzia e Controllo incaricata dal Consiglio Comunale di far luce sul fallimento di Valdarno Sviluppo SpA. La Società partecipata nacque nel 1994 per favorire l’incremento di occupazione e lo sviluppo di infrastrutture, come permetteva la Legge 236 del 1993, mettendo in sinergia risorse pubbliche e private. Nel 2017, il Tribunale di Arezzo ne dichiarò il fallimento, disastroso per gli effetti economici sulle casse comunali e per le opere incompiute lasciate sul territorio, con perdite complessive stimate dagli uffici comunali e dal legale incaricato in circa 1.200.000 euro, con i quali si sarebbero potute realizzare intere opere quali: una nuova scuola, il rifacimento di Via Roma, lo stadio di Levanella o altro. Dagli interminabili lavori della Commissione – presieduta dal Consigliere socialista Fabio Camiciottoli, il quale si è eretto a strenuo difensore dell’operato della Valdarno Sviluppo Spa, di cui l’altro Consigliere socialista, Paolo Antonio Ricci, è stato presidente ed amministratore delegato -  ne è uscito un quadro desolante e incredibile di incapacità di cogliere tempestivamente le opportunità offerte dal Ministero dello Sviluppo, di deviazioni dagli obiettivi di sviluppo della società, di investimenti sbagliati - come l’acquisto delle “terre di mezzo”, per la cui operazione la società ha assunto un mutuo ipotecario, nonostante versasse già in difficoltà economico-finanziarie. Nonostante il tentativo del Presidente di Commissione, Fabio Camiciottoli, di addossare colpe agli uffici comunali -  che a suo dire avrebbero in un certo senso messo i bastoni tra le ruote alla “Ferrari” dello sviluppo di vallata - emerge chiaramente come la Valdarno Sviluppo Spa si sia distinta per essere l’ennesimo carrozzone. Illuminante, in tal senso, l’audizione in Commissione dell’On. Rolando Nannicini, ex sindaco di Montevarchi, il quale ha chiaramente illustrato le opportunità apertesi in quegli anni in tema di sviluppo di impresa e di occupazione ma che la società – fortemente voluta dalle amministrazioni di allora – non è riuscita a cogliere tempestivamente. 

Ma non poteva essere altrimenti. Come è facile constatare, nella gestione della partecipata c’è stata una continua commistione di ruoli politici e amministrativi. Anziché dotarsi di manager, la Valdarno Sviluppo Spa è stata gestita dalla politica: ex sindaci, ex assessori, ex segretari di partito ne sono divenuti gli amministratori e viceversa. Incarichi ben remunerati per tutti, amministratori e tecnici. Ciascuno selezionato senza la benché minima evidenza pubblica. Alle scarse doti manageriali di certi pseudo-amministratori, che ancora oggi hanno il coraggio di fare politica, si è unita l’indifferenza, il mancato controllo e l’accettazione senza remore di quanto fatto delle varie Giunte di sinistra dei comuni soci e questo a tutto discapito della collettività e dei primari interessi di essa. 

Hanno rinunciato, senza agire, all’incasso di oneri e imposte e a sopportare costi non dovuti (si pensi che il Comune di Montevarchi ha pagato addirittura l’affitto della sede di Valdarno Sviluppo Spa per anni!) con evidente favoritismo, che non si può non imputare alla fratellanza politica.

E veniamo ai giorni nostri: Valdarno Sviluppo SpA è fallita e non ha beni all’attivo, salvo quei terreni (“terre di mezzo”) ipotecati da una banca- socio che si prenderà ogni ricavato della vendita giudiziaria. 

Ergo: il Comune di Montevarchi non riavrà un solo euro. Con buona pace per tutti.

Col tempo si continuano a scoperchiare le pentole sulle cattive gestioni delle Amministrazioni di sinistra: dopo aver scoperto che si facevano pagare ai genitori poveri le mense e i trasporti scolastici dei figli dei ricchi, dopo che con la violazione del patto di stabilità con il bilancio del 2015, si è di fatto limitato l’attività amministrativa attuale penalizzando operatività, assunzioni e redditi dei dipendenti comunali, dopo che, con il mancato trasferimento dei fondi Piuss destinati al Teatro Impero, si è costretto questa Amministrazione a spendere circa 320mila euro dei cittadini per togliere amianto e rifare il tetto, ecco l’ennesima gravissima perla lasciata dagli Amministratori di sinistra. E il discorso potrebbe prolungarsi ancora. Ci auguriamo solo che mai più il Pd di Montevarchi e i suoi cespugli tornino a governare questa città".

La riposta di Fabio Camiciottoli

"Le dichiarazioni di Prima Montevarchi rivolte al sottoscritto in merito ai lavori della Commissione Garanzia su Valdarno Sviluppo non sono ricevibili né accettabili perché ricostruiscono in modo del tutto arbitrario i lavori della Commissione e li utilizzano per i soliti attacchi personali e denigratori

Prima Montevarchi fa propaganda utilizzando molti argomenti che non hanno fondamento in nessuna delle relazioni portate all’attenzione del Consiglio redatte per analizzare, così come da mandato ricevuto, l’attuazione dei Pip. Se avessero letto con un minimo d’attenzione, senso di responsabilità, onestà intellettuale e politica, la mia relazione avrebbero potuto cogliere aspetti e criticità su cui fare riflessioni e comunicazione. A loro non interessa. Basta sbraitare e denigrare. Unica cosa che sanno fare.

Nel difendere il mio lavoro non posso che partire dalle cause della sua lunghezza e dalle conseguenti accuse che ignorano in toto le problematiche. In primo luogo le tante riunioni disertate dai consiglieri anche di maggioranza (tutte documentabili) che hanno reso difficile condividere date e talvolta anche impossibile raggiungere il numero previsto e quindi lo svolgimento. Poi l’impossibilità, come nel caso della richiesta di documenti per analizzare l'erogazione dei mutui – richiesta questa fortemente caldeggiata da una parte della maggioranza –, di avere documenti più volte segnalate al Presidente del Consiglio che non ha potuto o saputo garantire.

Mi sono preoccupato di documentarmi, studiare, capire, comprendere e analizzare le cose in tutti i suoi aspetti e di redigere una relazione basata sui tanti aspetti e non solo su richieste di parte poi smentite nei fatti. Prima Montevarchi invece non aveva necessità di chiarire ma solo quella di accusare.

Il caso più eclatante è quello innescato dalle dichiarazioni dall’assessore al bilancio Cristina Bucciarelli che,nel 2017, evidenziava che Valdarno Sviluppo nell’attuazione dei Pip – tra mancati lavori, mancate tasse ed espropri – aveva causato danni per oltre 1, 2 milioni di euro al Comune.

Prima Montevarchi, dopo che il Comune, senza nessun tentativo di contrasto, ha accettato un atto transattivo proposto dal Tribunale che riconosce all’Amministrazione Comunale importi inferiori ad 1/10 di quanto richiesto e dovrebbe, anziché accusare, spiegare come possa essere avvenuto e di quali danni adesso si parla.

Dopo aver appreso dai direttori tecnici della Valdarno Sviluppo prima che molti dei problemi erano risolti e che rimanevano da compiere opere marginali, poi tali dichiarazioni non confutate dai tecnici comunali è difficile comprendere, se non nel tentativo di far clamore in modo strumentale, quali siano i gravi danni citati.

Adesso Prima Montevarchi invece di chiedere conto al proprio assessore di riferimento forse ha più interesse a nascondere i sui gravi errori e a coprire all’opinione pubblica tali responsabilità attuando attacchi personali poco qualificabili.

Prima Montevarchi e il suo assessore Cristina Bucciarelli dovrebbero come minimo fare ammenda e l’assessore dimettersi dalla propria carica ma a quanto pare prevale l'attaccamento alla poltrona e alla denigrazione degli altri.

Si afferma che io sia il difensore d’ufficio di Valdarno Sviluppo.

Non solo è errato per ciò che ho scritto nella relazione ma non comprendo quale interesse politico avrei io a difendere la struttura tecnica della Valdarno Sviluppo che, ricordo bene, è stata guidata, fino alla rendicontazione al Ministero, da un attuale assessore del sindaco di centro destra di Arezzo Alessandro Ghinelli affine a Prima Montevarchi e grande sostenitore di Chiassai Martini.

Sarebbe invece opportuno, prima di accusare il sottoscritto, che quelli Prima Montevarchi rileggessero il documento che la maggioranza ha presentato. Dopo due anni di analisi della Commissione i Consiglieri di maggioranza nelle proprie conclusioni affermano che potrebbero esserci stati gravi danni dimostrando che, non solo non sono riusciti a prendere una posizione certa, ma neppure a dimostrare ed avvallare le critiche esplicitate nel comunicato diramato. Forse chi ha scritto il testo di Prima Montevarchi invece di riferirsi ai lavori della Garanzia e Controllo si riferisce ad altro e allora è bene che lo spieghino.

Addurre al sottoscritto la volontà di scaricare sui dipendenti Comunali tutte le responsabili è fuorviante e non corrisponde al vero. Indichino con chiarezza dove avrei scritto affermazioni così nette o altrimenti correggano. Evidenziare che, nell'attuazione dei Pip è forse mancato un efficace raccordo tra Valdarno Sviluppo e gli uffici comunali o affermare che durante i lavori della Commissione molti uffici non sono stati collaborativi è cosa molto diversa da ciò che, offensivamente, mi vogliono imputare cioè di scaricare le responsabilità a dipendenti comunali.

Non sono io che voglio accusare tecnici ma siccome si parla di danni cagionati da lavori pubblici non credo, visto ciò che affermano, che Prima Montevarchi abbia chiaro quali siano i livelli di responsabilità. Invece di accusare gli amministratori dovrebbe sapere che in merito all’attuazione dei lavori le responsabilità sono in capo al Direttore Tecnico e a chi ricopre le funzioni di Rup.

Prima Montevarchi se oggi, visto che nella relazione di maggioranza vengono citati, non so come, documenti non disponibili alla commissione, hanno le basi per sostenere certe affermazioni evitino le accuse generiche e, visto che si parla di danni afferenti ai lavori, chiedano conto direttamente al direttore tecnico e Rup – funzioni tecniche espletate dallo stesso soggetto – delle opere urbanizzazione attuate da Valdarno Sviluppo.

Infine sulla bonifica dell'ex Teatro Impero le accuse le rivolga ad altri e non al sottoscritto e ai componenti di Avanti Montevarchi perché non solo abbiamo sollecitato e spinto per la messa in sicurezza ma, anche in un quadro non chiaro, abbiamo approvato le iniziative (vedi variazioni di bilancio) per fornire risposte ai cittadini".

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