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Giovedì, 19 Maggio 2022
Montevarchi Montevarchi

Ospite di una comunità scrive una lettera a papa Francesco che lo riceve in Vaticano

Emozionante incontro per una comitiva di quattro persone partita da Montevarchi

 Il 15 gennaio 2022, Davide, una persona ospite della Casa Famiglia della Caritas di Montevarchi presso la Chiesa del Giglio, guidata da don Mauro, invia una lettera a Papa Francesco, chiedendo un incontro insieme ai responsabili della struttura. Una lettera come tante ne arrivano ogni giorno a papa Francesco, ma dal Vaticano arriva prontamente una risposta positiva con l’invito ad andare a Roma venerdì 4 febbraio. Un evento straordinario, non solo per la Caritas di Montevarchi, ma per tutta la comunità del Valdarno e per la Diocesi di Fiesole.

Il piccolo gruppo partito il venerdì mattina presto era composto da don Mauro Frasi, don Andrea Cappelli, Davide Negri presidente dell’Associazione Indigenti Attenti  e Letizia Baldetti, responsabile del progetto Clothest per la valorizzazione abiti di moda con la finalità di aiutare la casa famiglia della Caritas di Montevarchi.

 Arrivata a Roma la comitiva ha parcheggiato la macchina presso la Chiesa Traspontina, dove si trova la Cappella dedicata a Sant’Andrea Corsini, patrono della Diocesi di Fiesole e lì è avvenuto il primo incontro importante; un uomo di 63 anni senza fissa dimora che don Mauro aveva già conosciuto a settembre del 2021 quando si era recato a Roma per celebrare un matrimonio.

In quell’occasione don Mauro si fermò a lungo a parlare con 3 senzatetto (tra cui anche questa persona) che avevano dormito di fronte alla Chiesa ed erano ancora li dopo il matrimonio.

Don Mauro aveva proposto ai 3 di venire via da lì ospiti della Caritas di Montevarchi ma senza successo.

 Anche in questo caso, senza perdere tempo don Mauro propone all'uomo senza fissa dimora di nuovo di venire via in macchina con la comitiva perché lungo la strade del ritorno c’era ancora un posto libero in auto: “Se vuoi basta che tu ti faccia trovare alla macchina intorno alle 13", gli dice don Mauro.

 Intanto la comitiva si avvia verso l’incontro con Papa Francesco.

L’udienza è fissata nella  Sala del Tronetto nel palazzo apostolico e finalmente avviene l'incontro: Francesco entra nella sala.

 L’emozione si fa forte per gli ospiti. C'è tempo per brevi presentazioni sulla vita della comunità di Montevarchi e poi arrivano le parole di Papa Francesco "leggete e rileggete Matteo 25, bisogna toccare con mano, farsi toccare dai fratelli poveri, toccare con mano le sofferenze degli altri e ripensare”.

 Il capitolo 25 (versetti 34 – 40) del Vangelo di Matteo riporta queste parole: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredita' il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perche' io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dira' loro: In verita' vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli piu' piccoli, l'avete fatto a me”.

In fondo la storia della Casa Famiglia della Chiesa del Giglio di Montevarchi è racchiusa in queste parole che papa Francesco ha ricordato ai suoi ospiti, perché il farsi toccare dalla sofferenza di chi ha bisogno, è il passo per cambiare la nostra vita personale.

Poi i 4 visitatori lasciano piccole cose in dono a Papa Francesco: il libro “A metà strada”  stampato come Caritas Montevarchi con storie di vita e dialogo fra un gruppo di giovani e altre 15 persone trovatesi in difficoltà e senza casa; un depliant  stampato di Clothest Aps e le 3 pagine del Corriere della Sera nell'inserto  Buone Notizie per raccontare appunto questo progetto; una immagine della Madonna del Giglio; il Panbriacone del Bonci  come prodotto tipico di Montevarchi (il pane come diciamo noi della festa); il poster con la nostra fase di accoglienza, con tutte le firme degli attuali ospiti della casa famiglia.

 E’ il momento del commiato. Papa Francesco li saluta e benedice uno ad uno, in un susseguirsi di emozioni e anche di lacrime e ha poi aggiunto "quello che fate mi tocca, mi emoziona. Andate avanti e pregate per me mi raccomando".

Alle 13, davanti alla Chiesa Traspontina, puntuale e con il trolley, ad aspettarli, c’è una persona in piedi, il senzatetto salutato poche ore prima, il cui nome è Maurizio, pronto per un suo nuovo viaggio e una sua nuova avventura di vita. 

Quest’uomo da quel venerdi 4 febbraio si trova a Montevarchi, accolto presso la Casa Famiglia Caritas e vive insieme ad altre 30 persone; una singolare e grande famiglia.

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