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Questione Mochi, genitori e amministrazione a confronto. Sindaco assente, le opposizioni: "Si dimetta"

Le opposizioni: "Sindaco dimettiti". Tra i grandi assenti della serata il primo cittadino Simona Neri

E' al grido "Il Mochi non si tocca" che ieri sera si è svolto il confronto tra popolazione e amministrazione locale.
All'interno del teatro di Laterina si è tenuto l'incontro che ha avuto come tema il futuro dell'istituto comprensivo di Levane che rischia un forte ridimensionamento a causa della decisione di creare un plesso unico.

Quella che si è consumata ieri sera è stata un'iniziativa particolarmente partecipata e animata che ha visto la presenza di dirigenti scolastici ma non di amministratori.

"Giù le mani dal Mochi", cresce la mobilitazione in difesa dell'istituto comprensivo

"La sindaca - spiegano dalla lista Sinistra per Laterina e Pergine - aveva convocato ieri sera un'assemblea pubblica sul tema delicato delle scuole/istituti comprensivi e poi diserta, non presentandosi di fronte ai suoi cittadini, mandando allo sbaraglio, come un'armata Brancaleone, la propria maggioranza e gli assessori. Dimissioni immediate per manifesta incapacità di gestione. Non è più possibile avere come primo cittadino una persona che scappa dalle proprie responsabilità ogni volta che se le dovrebbe - come sindaco - assumere: è totalmente inidonea a ricoprire quel ruolo, per il quale è d'obbligo essere del tutto affidabili, andandone di mezzo tutta la comunità amministrata: dimissioni subito, senza se e senza ma".

Dimensionamento Mochi. La Regione concede la proroga sul dimensionamento

"Avete compiuto l’ennesima mossettina furba, l’ennesimo tassellino moscio alla vostra strategia - scrive Rossella Lattanzi, consigliera di Sinistra per Laterina e Pergine in una nota indirizzata all'amministrazione del comune di Pergine Laterina - Stiamo assistendo ad una lentissima gestazione (poco) pubblica di un’idea nella sostanza già presa e nata ad ogni buon conto addirittura a monte della fusione. Che intanto, da quasi un anno e mezzo, ha impantanato tutto il resto. Una decisione pesante visto l’importo di risorse necessario, delicata vista l’importanza universalmente riconosciuta alla scuola e strategica per la vita dei nostri paesi. Vi sembra tutto questo un modo – non dico corretto – ma normale? Vi sembra normale imporre alla chetichella scelte fondamentali per la vita delle nostre comunità? Un modus operandi farisaico dove si indicono assemblee per esporre decisioni già prese non per registrare pareri utili alla miglior scelta possibile. Questo, oltre che arrogante, è inaccettabile.  La situazione è un pelino sfuggita di mano, si è ingarbugliata parecchio fino a sfociare nella brutta figura di queste ore. Tutto questo perché? Perché non avete avuto il coraggio di dichiararlo apertamente. Una somma di tante piccole decisioni che indicano, come le molliche di Pollicino, la strada imboccata. Vi siete infilati da soli in una bega che ogni giorno si ingarbuglia ulteriormente. Nessuna chiarezza e molta arroganza". 

"Perché il sindaco di Pergine Laterina ieri non ci ha messo la faccia? Perché non era presente a dare una risposta ai genitori degli studenti e ai cittadini riuniti in assemblea al Teatro comunale di Laterina? - chiede Simone Badii, commissario della Lega Valdarno aretino - Noi siamo andati lì ad ascoltare quali spiegazioni venivano date alla decisione politica di accorpare subito gli istituti in un unico Comprensivo senza attendere tre anni come, invece, deciso lo scorso 14 ottobre con il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale. Sindaco assente, abbiamo assistito ad esponenti della Giunta comunale di Pergine Laterina, assessore Elisabetta Chiera in primis, che si sono arrampicati sugli specchi. I cittadini hanno messo più di una volta in difficoltà l'assessore, che non ha mai dato risposte precise trincerandosi dietro "questioni tecniche". Ma lo stravolgimento della vita di 350 bambini può essere ridotto a mera questione tecnica?".

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"Una vicenda che dimostra l'inadeguatezza del primo cittadino di Pergine Laterina che ancora una volta è assente nell'affrontare i problemi dei propri cittadini o cambia, che è ancora peggio, repentinamente decisioni per fini politici - dichiara Marco Casucci, consigliere regionale (Lega) - Non possiamo accettare una tale situazione, perché non si gioca sul futuro dei nostri ragazzi". 

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