Martedì, 28 Settembre 2021
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Commissione Futura, botta e risposta tra Avanti Montevarchi, Pd e commissione pari opportunità

Continuano le polemiche slla costituzione della Commissione Futura a montevarchi. Dopo le prime note pubbliche c'è stata la risposta di Magrini, la presidente della commisisone pari opportunità del comune di Montevarchi, alla quale ha di nuovo replicato Laura Verdi del coordinamento di Avanti Montevarchi.

La presa di posizione di Magrini

"La Commissione Futura è costituita da un gruppo di consulenti – a titolo volontario e gratuito – individuati in seguito all’appello pubblico lanciato in modo trasparente attraverso una conferenza stampa del Sindaco Silvia Chiassai Martini il 25 maggio 2021. In tale appello si proponeva di aderire al progetto “Commissione Futura”, per mettere le proprie competenze al servizio della comunità cittadina. Da questa proposta si è costituito l’attuale gruppo che avvierà i lavori della commissione e costituirà, infine, tavoli di lavoro tematici su vari ambiti specifici che necessiteranno di ulteriori candidature. Pertanto, le affermazioni fatte dalla sig.ra Verdi sono mera polemica, nata su un cantiere in piena fase di sviluppo, concetto che a quanto pare non è stato compreso da parte della stessa. Trattandosi di una commissione tecnica, l’elemento valutativo è “competenza” e non il fattore “genere”. Non ci risultano comunque pervenute altre disponibilità femminili, al momento , oltre a quella di Elena Favilli. Dato il tempo dedicato a costruire e muovere la polemica in oggetto, visto l’interesse dimostrato da Verdi (parte attiva del coordinamento di Avanti Montevarchi) sarebbe stato forse più opportuno da parte sua mettersi a disposizione in prima persona o come candidata o eventualmente come segnalatore per ulteriori profili da valutare per l’inserimento in commissione. Mi si accusa ancora una volta, come presidente della pari opportunità, di essere “al servizio della Sindaca”, affermazione per la quale imviterei la Sig.ra Verdi a porre delle scuse. Ribadisco che, in piena autonomia, continuo a svolgere il mio ruolo nel rispetto delle regole e con costante impegno, a differenza di alcune componenti della commissione stessa che hanno pensato bene di dimettersi dal proprio ruolo agli albori di una campagna elettorale dove la pari opportunità dovrebbe essere operativa al massimo per monitorare il rispetto di genere. Probabilmente la loro presenza in commissione avrebbe potuto stimolare ulteriori riflessioni e suggerimenti anche in merito alla composizione della commissione stessa. Questione di responsabilità. La Sig.ra Verdi, infine, esprime la sua opinione (libera di farlo) senza aver mai avuto un ruolo attivo nelle attività della commissione, senza aver mai partecipato in modo propositivo ad alcun meeting, congresso, manifestazione. La stessa mi sembra confondere l’obbiettivo delle pari opportunità che non è quello di distribuire gli incarichi secondo equità numerica tra i sessi, bensì quello di combattere tutte le discriminazioni e favorire le medesime opportunità per tutti. Evidentemente, alla base, esiste un misunderstanding sul significato ed il ruolo della CPO. Di cosa sta parlando?"

La risposta di Verdi

"Gentilissima Presidente Magrini, non mi sento assolutamente in dovere di chiedere scusa per quello che dichiarato. Il mio rammarico di vedere ancora oggi una commissione formata in gran parte da uomini non doveva essere segnalato da me, ma dalla commissione che lei presiede. È proprio la CPO che doveva uscire prima di me con un invito formale alla partecipazione femminile. Quanto meno - ammesso che un appello in conferenza stampa della Sindaca per una Commissione senza i giusti crismi istituzionali e forti caratteri propagandistici fosse da accettare - la CPO avrebbe dovuto essere sorpresa della mancanza di “candidature” femminili e magari segnalare questo problema. Lavoro da oltre 30 anni in un settore quasi esclusivamente maschile e la mia attenzione alla parità di genere va ben oltre la partecipazione attiva nella Commissione Pari Opportunità; è una battaglia che porto avanti quotidianamente tra successi e sconfitte e senza, per forza, dover pensare di candidarmi a sindaco. Per quanto riguarda le componenti del CPO che si sono dimesse, argomento che Lei cita quasi a volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe, me ne rammarico quanto Lei.  Avranno avuto le loro personali motivazioni che, se vorranno, spiegheranno. Resta sicuro che una partecipazione più numerosa e fattiva garantirebbe un’attenzione maggiore. Termino sull’invito che mi ha fatto alla partecipazione attiva alla Commissione futura dicendole che mi solitamente mi rendo disponibile a qualsiasi impegno solo quando sono certa di potervi dedicare il giusto tempo ed energia,  e non per aggiungere un semplice appuntamento sull’agenda. Sarei però curiosa di conoscere l’attività svolta in questi anni sulla base delle competenze che sono affidate alla CPO. Il progetto in questione inoltre, per come è stato impostato, non mi piace.  A progettare la Montevarchi del futuro devono essere prima di tutto le persone che democraticamente i cittadini votano e chiamano a questo impegno. Preferirei che questi volontari passassero dalle urne, tant’è che tra qualche mese ci saranno le elezioni e che qualcuno di loro è ben capace di fare campagna elettorale. Tanto dovevo alla sua conclusione “di cosa sta parlando?”

La dichiarazione dei Giovani Democratici 

"Come Giovani Democratici della Provincia di Arezzo non potevamo restarcene zitti a guardare dopo che la Presidente della provincia e Sindaca di Montevarchi Silvia Chiassai ha costituito una "commissione futura" che di visione futura ha ben poco. Samuele Cuzzoni, responsabile politiche Giovanile GD prov.Arezzo e membro segreteria PD Montevarchi e Diego Cavallucci, segretario GD Prov. Arezzo continuano dicendo: "Essa servirebbe a progettare il futuro della città di Montevarchi nel dopo covid con i fondi che arriveranno dal PNRR. Peccato che è costituita da imprenditori e individui che poco hanno a che fare con la vita comune della città, e per di più, quasi totalmente di genere maschile, alla faccia del gender gap che dovrebbe essere un obiettivo sociale di primaria importanza, soprattutto per una Sindaca. La ricostruzione dei nostri comuni deve ripartire dal confronto di tutte le categorie facenti parte del loro tessuto sociale: giovani, imprenditori, artigiani, operai, commercianti, disoccupati. Un confronto fra le persone, e non di una élite indetta da una persona, in questo caso Silvia Chiassai, senza parere alcuno della cittadinanza. Vogliamo che la ricostruzione dei posti che viviamo siano in mano anche alle gente comune, e non soltanto ad una lobby precostituita ad hoc per mera campagna elettorale.  Per questo chiediamo che in ogni comune della Provincia sia costituita una consulta giovani, che rispetti la parità di genere e che possa collaborare con le varie giunte comunali per un futuro progettato anche da chi lo vivrà davvero, con le necessità ed i bisogni che oggi noi giovani sentiamo. I nostri comuni hanno bisogno di confronto, progetti ed idee, non di sceneggiate che possono nel caso portare a qualche supporter in più per la campagna elettorale." 

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