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Mensa ospedaliera, Betadue e Margherità+: "Stipendio e mansioni non cambieranno"

La risposta delle cooperative sociali alla Filcams: "Non esiste un problema occupazionale: tutti i lavoratori ex Pellegrini Spa saranno riassunti, compresi quelli per i quali non avevamo obbligo di farlo in relazione alla cosiddetta clausola sociale"

"Non ci saranno diminuzioni di stipendio. Né demansionamenti: anche il nostro contratto prevede le figure del cuoco e dell'aiuto cuoco. Il contratto applicato dalle cooperative sociali è stato sottoscritto a livello nazionale da Cgil Cisl e Uil. Quanto a diritti e doveri dei lavoratori, su vari aspetti, è anche più avanzato del contratto nazionale della ristorazione".

Le Centrali cooperative della Toscana, associazioni che rappresentano le cooperative sociali che hanno vinto con Serenissima la gara per la ristorazione negli ospedale di Bibbiena e Montevarchi, ammettono di avere difficoltà a comprendere le argomentazioni della Filcams Cgil a sostegno dell'annunciato sciopero del 17 novembre. La vicenda è quella di 25 addetti della Pellegrini Spa che dal 18 novembre si vedranno applicare il contratto della cooperazione sociale

"Non esiste un problema occupazionale: tutti i lavoratori ex Pellegrini Spa saranno riassunti, compresi quelli per i quali non avevamo obbligo di farlo in relazione alla cosiddetta clausola sociale. Non esiste un problema di livello salariale: tanto avevano in busta paga e tanto avranno. Non esiste un problema di diritti in quanto il nostro contratto è, per molti versi, migliorativo di quello della ristorazione. Nella provincia di Arezzo e in Toscana, le nostre due cooperative direttamente coinvolte e cioè Betadue e Margherità + rispettano pienamente e da sempre i diritti dei soci e dei lavoratori. Non solo: Betadue e Margherita + sono leader della ristorazione scolastica in Valdarno e Casentino".

Da qui l'appello.

"Siamo stati e continuiamo ad essere  pienamente disponibili ad ogni confronto. Noi siamo cooperative fatte dai soci e non da padroni e padroncini. Il nostro obiettivo è garantire lavoro, salario e diritti. Se i motivi di dissenso sono altri, allora li si dicano chiaramente. Il tipo di contratto non giustifica lo sciopero del 17 novembre".

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