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Foto di repertorio della sindaca Chiassai in una scuola del territorio

Foto di repertorio della sindaca Chiassai in una scuola del territorio

Giorno del ricordo, la lettera della sindaca Chiassai agli studenti di Montevarchi

Questa mattina alle 10 c'è stata la cerimonia nella quale è stata deposta una corona al monumento presso il “Giardino Martiri dell’Istria” a Levane

Carissimi ragazzi,
solo pochi giorni fa vi ho inviato una mia lettera per non dimenticare errori della nostra storia passata e non ripeterli. Oggi, torno a scrivervi per rinnovare la memoria, delle vicende storiche del confine orientale, della tragedia degli italiani nell'esodo giuliano-dalmata e delle vittime delle foibe.
 
 Con la legge 30 marzo 2004, n. 92 il Parlamento italiano, ha stabilito che “la Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
 
Tra il 1944 e la fine degli anni Cinquanta, gran parte della comunità italiana dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia abbandonò la propria terra. Oltre 300.000 persone, appartenenti a ogni classe sociale, furono costrette a fuggire dal nuovo regime jugoslavo di Tito, altri furono uccisi e gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati. I nostri profughi vissero per molto tempo in una situazione di totale emergenza negli oltre cento campi di raccolta disseminati in tutto il nostro paese, uno di questi campi si trovava nel comune di Laterina. Il ricordo di questa tragedia necessita una conoscenza chiara degli eventi storici, per questo ritengo fondamentale, se vogliamo che il nostro diventi un ricordo attivo e consapevole, il passaggio dalla memoria alla conoscenza, e viceversa.

La  consapevolezza  è   necessaria  per  non  ripetere  gli  stessi  errori,  per far sì  che  i  confini non   diventino   motivo  di   odio  tra  i   popoli,  che  le  differenze  etniche,  linguistiche,  politiche non siano più fonte di discriminazione. Se vogliamo che giornate come questa non si riducano semplicemente ad un ricordo del passato, è nostro dovere morale impedire che vicende simili accadano di nuovo.
 
La Giornata del Ricordo rinnova la memoria di una delle grandi tragedie della seconda guerra mondiale per rendere più saldo il cammino di crescita verso un futuro di pace ed integrazione fra le nazioni e fra i cittadini del mondo. È questo il modo migliore per onorare quanti hanno perso la vita.
 

Le repressioni, l'esodo di massa delle popolazioni dalla Venezia Giulia e la tragedia delle foibe sono un monito contro qualunque estremismo, contro l’intolleranza di ideologie politiche le quali, contrapponendosi, hanno prodotto gli esiti più nefasti della storia.
                                                                                  

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