Montevarchi

"Il 25 aprile è una data di rinascita e affermazione dei valori di libertà"

Il programma delle celebrazioni per il 75esimo anniversario della Liberazione d'Italia a Montevarchi

Questo anno il programma per la ricorrenza del 75° anniversario della Liberazione a Montevarchi sarà celebrato in osservanza delle misure restrittive per l’emergenza sanitaria, secondo le disposizioni della Prefettura di Arezzo, con la presenza alle iniziative del sindaco o suo delegato, di un rappresentante della confederazione provinciale fra le associazioni combattentistiche e partigiane, senza il coinvolgimento di polizia locale, provinciale, forze dell’ordine e popolazione.

Domani mattina alle ore 9.30, in piazza Varchi,  il sindaco Silvia Chiassai Martini depositerà una corona alla lapide dedicata ai caduti della seconda guerra mondiale, sotto il loggiato del comune, insieme al presidente della Confederazione provinciale delle associazioni combattentistiche e partigiane Stefano Mangiavacchi. La celebrazione proseguirà con la deposizione di una corona in tutti gli altri nove cippi del territorio in onore delle vittime e degli eccidi della guerra, dove l’amministrazione comunale sarà rappresentata dal presidente del consiglio comunale Claudio Rossi. Alle ore 10.30, infatti, in veste di presidente della Provincia di Arezzo, Silvia Chiassai Martini sarà presente ad Arezzo per rendere omaggio al monumento alla resistenza posto davanti al Palazzo del Governo.

“Il 25 aprile rappresenta una data di rinascita, di affermazione dei valori di libertà, di riscatto morale e civile dopo la seconda guerra mondiale - afferma il primo cittadino di Montevarchi - Una data che ci ricorda l’impegno di tutte le forze che, con metodi e convinzioni diverse, contribuirono alla Liberazione, al valore della pace e al senso del bene comune che ancora oggi guidano la nostra comunità. Quest'anno celebriamo l'anniversario della Liberazione, avvenimento fondante della nostra Repubblica, in un momento difficile e inedito in cui l'emergenza sanitaria in corso ci costringe a rimanere nelle nostre case e le celebrazioni avvengono in una forma insolita, senza partecipazione, ma con il pensiero rivolto ai tanti caduti che sono ricordati attraverso i vari cippi presenti nel nostro territorio, luogo di devastanti eccidi. Non possiamo rinunciare a ricordare il giorno della Liberazione, un momento collettivo di pace e di fratellanza, che anche quest'anno ci vedrà uniti nonostante la distanza e che proprio questa emergenza sanitaria ci ha fatto riscoprire valori di unità e solidarietà. Il 25 aprile non deve essere solo una festa comandata, una data che non sia solo memoria storica, ma oggi più che mai, un’occasione per riflettere sulla necessità di fermare tutti i conflitti, un’occasione per dire no a tutte le guerre. Il 25 aprile è il segno, il simbolo della ricostruzione di un Paese che ha saputo alzare la testa, ripartire e ricreare fiducia, quella stessa forza di cui oggi dobbiamo ritrovare per saper superare questa emergenza e ripartire. Grazie infine a tutte le persone che stanno lavorando per la nostra salute, grazie a chi si è sacrificato con la vita per affermare i principi di democrazia, giustizia e libertà. A noi il compito di custodirli e ricordali ogni giorno”.

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