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Le categoria economiche del Valdarno ai candidati: "Il vostro impegno per minore fisco e sburocratizzazione"

Le principali richieste per i candidati: contenimento della pressione fiscale, sostegno alle imprese, sburocratizzazione, viabilità ed infrastrutture, attenzione ai centri storici, ed una vera politica condivisa per il turismo

Regionali 2020, anche il Comitato delle categorie cconomiche del Valdarno fa sentire la propria voce. E’ fondamentale stabilire oggi strategie di sviluppo integrato, individuare obiettivi condivisi, agire in modo coeso per lo sviluppo complessivo di un’area sempre più complessa ed interdipendente come quella del Valdarno. I problemi con i quali ci confrontiamo sono in larga parte di dimensione sovracomunale e pertanto presuppongono risposte di dimensione regionale.

“Si rinnova l’invito ad attivare una collaborazione per lo sviluppo, quanto mai necessaria in questo momento, che dovrà rimanere stabile ed efficiente per i prossimi 5 anni – afferma il portavoce Emiliano Taranghelli con i presidenti di Cna Fabio Mascagni, di Confartigianato Maurizio Baldi, di Confindustria Egisto Nannini, di Confapi Carlo Cioni, di Confcommercio Federica Vannelli e Paolo Mantovani e di Confesercenti Laura Di Loreto, mettendo in evidenza le principali richieste per i candidati: contenimento della pressione fiscale, sostegno alle imprese, sburocratizzazione, viabilità ed infrastrutture, attenzione ai centri storici, ed una vera politica condivisa per il Turismo.

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Per quanto riguarda la pressione fiscale, la richiesta di una maggiore attenzione verso il comparto delle imprese è legittimata dal ruolo fondamentale che esso svolge per lo sviluppo economico e sociale della nostra vallata. La forte crisi economica e finanziaria che si è ingigantita con l’emergenza epidemiologica del Covid-19, sta avendo enormi ripercussioni nel settore produttivo valdarnese, e potrebbe essere attenuata anche con una polifitica fiscale più sostenibile. Chiediamo quindi maggiore sensibilità da parte degli amministratori sulla pressione fiscale locale. Qualsiasi imprenditore può dirvi quale sia l’incidenza della pressione fiscale sui fatturati delle imprese; partendo dall’iniquità dell’Irap, passando per le varie accise che gravano sulle energie ed i carburanti indispensabili per le produzioni manifatturiere e la distribuzione, per concludere con le diverse tassazioni sui rifiuti e sugli immobili artigianali, commerciali ed industriali. Chiediamo di intraprendere un ’inversione di rotta sui prelievi per i tributi locali alle imprese, riducendo quei costi fissi aziendali rappresentati dalla tassazione regionale. Indispensabile è il sostegno alle imprese: la Regione, (oggi più che mai con il previsto arrivo di ulteriori ingenti risorse), quale soggetto gestore di risorse provenienti dalla Comunità Europea può con le sue scelte farsi parte attiva del rilancio degli investimenti aziendali e sostenere settori/territori. Chiediamo poi di mettere in campo politiche e percorsi partecipati che producano rigenerazione urbana, sociale ed economica dei paesi del Valdarno, con particolare attenzione ai centri storici, che devono riacquistare quel ruolo di luogo commerciale, abitativo, culturale e di socialità. Importante sarà il riconoscimento del valore essenziale che ricopre la micro e piccola impresa, anima del sistema economico regionale, attraverso politiche pubbliche di incentivi per la riqualificazione, l’alleggerimento degli oneri burocratici e dei tributi fiscali locali, favorendo il ricambio generazionale e il rafforzamento delle realtà imprenditoriali, combattendo ogni forma di abusivismo e concorrenza sleale. Serve una concreta sburocratizzazione, poiché eccessiva burocratizzazione e tassazione esagerata sono macigni che pesano sull’economia regionale e dunque locale. Lungaggini procedurali e farraginosità burocratiche impediscono alle imprese di essere competitive e le caricano di ulteriori costi. Non possiamo non richiedere fondi maggiori destinati agli ambiti turistici. Il turismo può essere un volano del Valdarno ed ha bisogno di fondi facilmente accessibili. Chiediamo, quindi, grande attenzione anche alla promozione del territorio, che rappresenta una componente fondamentale dell’economia del nostro Valdarno per la rilevanza e l’intreccio con il commercio, l’artigianato e i prodotti dell’enogastronomia. Il turismo e la manifattura hanno, però, necessità di collegamenti veloci e di infrastrutture. Quindi, niente sarebbe possibile senza puntare ad investimenti in infrastrutture sostenibili ed al sostegno della mobilità. Le categorie economiche esprimo apprezzamento per la programmata realizzazione della nuova viabilità tra le Coste e il nuovo casello autostradale, ma non abbassano l’attenzione sulle opere ancora incompiute, come la terza corsia autostradale e le opere accessorie che sono un’occasione che non possiamo permetterci di perdere. In tema di infrastrutture, non meno importanti di quelle stradali, riteniamo oggi più che mai, le infrastrutture digitali come la banda larga; è quanto mai necessario definire e realizzare le migliori le soluzioni tecnologiche di innovazione sia private che della PA. L'obiettivo è creare un ambiente favorevole al cambiamento, capace di interconnessione e dialogo, in grado di potenziare il tessuto socio economico regionale e innalzare il livello di innovazione del territorio. Le proposte del Comitato delle categorie cconomiche del Valdarno nascono dalla esigenza che non vengano trascurate a livello regionale scelte indirizzate al rafforzamento del tessuto produttivo e commerciale del Valdarno, territorio ricco di piccole e medie imprese, quanto di aziende di rilevanza internazionale.

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