Montevarchi

Camiciottoli: "No alla proroga per Publiacqua, ma servono anche controlli su investimenti"

A proposito di gestione servizio idrico, proroghe ed efficacia dei controlli. Occorre chiarezza e una strategia e non solo denunce.

Nel dibattito entra la nota ufficiale del consigliere comunale di Montevarchi Fabio Camiciottoli:

    A scanso di equivoci o fraintendimenti è bene premetterlo: è opportuno e anche amministrativamente necessario che la concessione scada al termine naturale e che non vi siano proroghe al Gestore del servizio idrico. Un gestore che in questi anni si è caratterizzato per la poca efficienza, per erogazioni di servizi insoddisfacenti pagati con tariffe insopportabili e per certi versi ingiustificabili che, purtroppo, più che alimentare investimenti nelle reti hanno di fatto prodotto lauti margini ed utili. Utili di cui i soci, a partire dai pochi Comuni controllori o loro partecipate, hanno beneficiato. Purtroppo tutto questo è avvenuto senza che gli stessi Comuni, partendo da Firenze, Prato e Pistoia abbiano esercitato efficaci forme di vigilanza e controllo, attraverso la Conferenza Territoriale ATO3 Medio Valdarno e della stessa AIT (strutture dove detengono pesi importanti).

A poco più di due anni dalla scadenza solo pensare che si possano effettuare aumenti delle tariffe per realizzare investimenti, che in molti dei casi dovrebbero essere stati già fatti, oppure prorogare la concessione, appare francamente inaccettabile, ingiustificato e decisamente sbagliato nei confronti degli utenti e dei tanti Comuni messi in condizione di incidere poco sulle scelte.

In questa fase occorre non soffermarsi solo sulla questione del referendum e sul fatto che l’acqua deve essere gestita dal pubblico perché si potrebbe arrivare all'assurdo di giustificare questo modello di gestione e di governance che sono inaccettabile che deve essere modificato integralmente ed in profondità. Osservando la compagine societaria di Publiacqua credo che molti soggetti, anche autorevoli, potrebbero sostenere che Publiacqua è una società pressoché pubblica in quanto composta direttamente ed indirettamente da Enti Locali. A tal proposito  mi preme ricordare le posizioni espresse nei mesi scorsi dal sindaco Ghinelli volte a giustificare l'ingresso di Estra all'interno di Sei per rafforzare il pubblico.

Partendo dall’assunto che è inopportuno introdurre aggiornamenti tariffari o proroghe prima di effettuare qualsiasi ragionamento e riflessione sul futuro, occorre una chiara analisi per capire se in questi 16 anni la società ha eseguito ciò che doveva fare rispetto agli impegni, ai programmi stilati e alle conseguenti tariffe applicate.

Più che i soliti annunci validi come propaganda, occorre che i Comuni, a partire da quello di Montevarchi, mettano in atto un’azione più incalzante – ricorrendo anche agli organi giudiziari - nei confronti della Società e delle Autorità d’Ambito affinché ognuno risponda dei disservizi sempre frequenti e dei mancati investimenti. Non basta votare contro o astenersi, ma occorrono verifiche sugli investimenti e sui servizi impegnando direttamente le strutture tecniche Comunali, meglio in modo aggregato o sinergico per territori, per evitare che tutto rimanga , come sta avvenendo adesso, inalterato.

E’ necessario che le decisioni rispetto a future gare o affidamenti non vengano prese dagli stessi Comuni che sono al contempo affidatari dei servizi e soci delle Società di Gestioni; ma da strutture terze ed indipendenti. Occorre a partire dalla gestione del servizio idrico - ma il ragionamento vale e deve essere esteso anche al settore rifiuti - chiedere e pretendere dalla Regione Toscana una modifica radicale delle ATO in modo tale da trasformarle da strutture partecipate dai Comuni ad autority indipendenti.

Solo imponendo questa agenda politica è possibile rimuovere le contraddizioni attuali con l’insopportabile condizione che il Controllore e il Controllato sia incarnato dagli stessi soggetti che in questi anni, tra l’altro, hanno permesso il proliferare società e sottosocietà in un groviglio perverso che può generare solo costi a scapito dell'efficienza. Se non si fa ciò c’è il rischio che non si risolva nessun problema e si faccia tanto can can per inseguire uno spicciolo di voti.

Da questo punto di vista le azioni intraprese dal sindaco Silvia Chiassai Martini e dal suo sindaco di riferimento Alessandro Ghinelli sono insoddisfacenti perché appaiono più come scelte di facciata, e non per incidere con una propensione ed interesse affinché si mantenga lo status quo.

Fabio Camiciottoli

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