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Celebrazione della Virgo Fidelis: in tanti al duomo con all'Arma dei Carabinieri

Una festa attesissima che ha visto come momento centrale della cerimonia la santa messa, officiata dal cappellano militare della Legione Carabinieri Toscana di Firenze Don Pietro

Ieri mattina, nel suggestivo contesto del Duomo di Cortona, i carabinieri della compagnia di Cortona, hanno festeggiato la loro patrona "Maria Virgo Fidelis". Una festa attesissima che ha visto come momento centrale della cerimonia la santa messa, officiata dal cappellano militare della Legione Carabinieri Toscana di Firenze Don Pietro.

"Quest’anno, oramai con le restrizioni per la pandemia alle spalle, abbiamo voluto rivolgere l’invito a tutte le comunità della Val di Chiana, attraverso le otto stazioni carabinieri su cui la compagnia carabinieri di Cortona ha competenza territoriale. Lo abbiamo fatto, semplicemente per allargare, accrescere quanto più possibile il senso di comunità; si perché contro l’individualismo del nostro tempo ogni occasione deve essere colta per esaltare il senso di comunità", spiega il comandante della compagna Antonio De Santis. 

Erano presenti alla cerimonia, il sindaco di Cortona Luciano Meoni, il sindaco di Marciano della Chiana De Palma, all’assessore Stefania Franceschini del comune di  Castiglion Fiorentino. Hanno partecipato inoltre:
il vice Presidente del Consiglio della Regione Toscana Marco Casucci; il vice presidente del consiglio della provincia di Arezzo e presidente del consiglio comunale di Cortona Nicola Carini; altre autorità civili, e i rappresentanti delle associazioni.

"Virgo Fidelis" è stata scelta quale patrona dell'Arma dei Carabinieri l'11 novembre 1949, data della promulgazione di un apposito Breve apostolico da parte di papa Pio XII.
Il titolo di Virgo Fidelis, proposto con voto unanime dai cappellani militari dell'Arma e dall'Ordinariato militare per l'Italia, era stato sollecitato in relazione al motto araldico dell'Arma "Nei secoli fedele" dall'arcivescovo Carlo Alberto Ferrero che nel 1949 era ordinario militare. L'arcivescovo compose anche il testo della preghiera del Carabiniere che il Maresciallo Stella Fusco ha recitato.
La ricorrenza della patrona è stata fissata dallo stesso papa Pio XII il 21 novembre nel giorno in cui cade in particolare la Presentazione della Beata Vergine Maria 
Ieri si è celebrata anche la Giornata dell’Orfano, dedicata a tutti gli orfani dei carabinieri che hanno sacrificato la loro vita in servizio nonché ricorre l’82esimo anniversario dell’eroica difesa del Caposaldo di Culqualber da parte del primo Battaglione Carabinieri e Zaptiè mobilitato, che il 21 novembre 1941 si sacrificò in una delle ultime cruente battaglie in terra d’Africa. Per quel fatto d’armi alla bandiera dell’Arma fu conferita la seconda Medaglia d’Oro al Valor Mlitare, con la seguente motivazione:
“Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di epica resistenza. Apprestato saldamente a difesa d’impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta aggressività di preponderanti - agguerrite forze, che contendeva e rintuzzava con audaci atti controffensivi, contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell’intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per l’ultima volta in terra d’Africa, la vittoria delle nostre armi.
Delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa, impari lotta, corpo a corpo, nella quale Comandante e Carabinieri, fusi in un sol eroico blocco, simbolo delle virtù italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni dell’Arma.” Culqualber – Africa Orientale, agosto – novembre 1941”. 

Quei caduti sono andati a far parte della folta schiera di Carabinieri che, in pace e in guerra, hanno saputo tener fede al giuramento prestato fino all’estremo sacrificio.
Il comandante della Compagnia Antonio De Santis ha rivolto infine un sentito grazie a coloro che in maniera eccelsa hanno partecipato della funzione religiosa. Il coro, i bambini presenti e il trombettista.

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