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Grande successo per la Tabula Cortonensis a Bologna. Pronto nuovo prestito per Forlì

La Tabula Cortonensis e preziosi corredi funerari etruschi in mostra al Museo Civico Archeologico di Bologna. Pronto un nuovo prestito per l’esposizione del 2020 a Forlì ai Musei San Domenico

Foto © Roberto Serra per Electa

Il MAEC si conferma ambasciatore della città e delle sue ricchezze testimoniando la sua centralità in ambito nazionale per l’arte e la cultura. È in corso a Bologna la mostra “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna”, nelle sale del Museo Civico Archeologico

Il MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona è presente con il prestito di uno dei suoi simboli più noti ovvero la Tabula Cortonensis contenente uno dei testi più lunghi ed articolati dell’epigrafia etrusca. E’ stata concessa, in accordo con gli organizzatori e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena Arezzo e Grosseto, insieme a due dei più interessanti corredi funerari dei circoli orientalizzanti emersi negli anni duemila nei pressi del Melone II del Sodo, nella vasta necropoli scoperta in occasione dei lavori per la realizzazione del Parco archeologico cortonese. 

“Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna” è un affascinante viaggio tra archeologia paesaggi sorprendenti nelle terre degli Etruschi, in una mostra che punta sulle novità di scavo e di ricerca e sulla storia di uno dei più importanti popoli dell'Italia antica.

La mostra bolognese si è aperta lo scorso 7 dicembre e sarà visitabile fino al 24 maggio prossimo. 

Anche il 2020 sarà foriero di altri importanti appuntamenti espositivi dove Cortona farà la sua parte. 

E’ il caso della mostra “Ulisse. L’arte e il mito” che i Musei San Domenico di Forlì propongono da febbraio a giugno. Una grande viaggio dell’arte, non solo nell’arte. Una grande storia che gli artisti hanno raccontato in meravigliose opere. La mostra racconta un itinerario senza precedenti, attraverso capolavori di ogni tempo: dall’antichità al Novecento, dal Medioevo al Rinascimento, dal naturalismo al neo-classicismo, dal Romanticismo al Simbolismo, fino alla Film art contemporanea.
Un percorso emozionante, a scandire una vicenda che ci appartiene, che nello specchio di Ulisse mostra il nostro destino.  

Gli organizzatori, in accordo con la direzione del Museo e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena Arezzo e Grosseto, hanno richiesto al MAEC il prestito di un’urna etrusca di età ellenistica, appartenente alle collezioni storiche dell’Accademia Etrusca, donata nel Settecento dal Lucumone mons. Mario Guarnacci di Volterra, in cui è raffigurato un momento del mito di Ulisse e Filottete, l’eroe grazie al cui arco e alle cui frecce la guerra di Troia poteva trovare la sua fine.

L’urna è una delle più belle della collezione accademica – spiega il Vice Lucumone dell'Accademia Etrusca Paolo Bruschetti -  e  al di là del mito raffigurato e del valore artistico di un’opera per la quale è stato identificato un anonimo artigiano del “Gruppo dell’astragalo” operante nella città di Volterra – offre uno spaccato dell’azione culturale e antiquaria dell’Accademia Etrusca nel Settecento, vera e propria anteprima della moderna disciplina archeologica, che nelle stanze di palazzo Casali nacque e conobbe le prime manifestazioni”.

mostra Bologna - pezzi MAEC 2

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