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Piscina dei Monti del Parterre, la sentenza: il Tennis club aveva diritto al recesso anticipato

La sezione civile del tribunale di Arezzo si è espressa sulla causa che vede il Comune di Cortona contrapposto all'allora gestore

Sull'annosa vicenda della piscina dei Monti del Parterre, il tribunale di Arezzo ha emesso una sentenza. La sezione civile, con il giudice monocratico Fabrizio Pieschi ha in gran parte rigettato la domanda del Comune di Cortona contro il Tennis Club (una ventina di soci che insieme hanno costruito con un project financing e gestito  la piscina comunale per 17 anni, fino all'avvento del Covid). In sostanza il giudice ha messo per iscritto che la decisione di riconsegnare il bene pubblico al Comune, con tre anni di anticipo rispetto alla durata della convenzione, era legittima.

Lo spiega anche l'avvocato del Tennis Club Cortona Paolo Melcantini: "Legittimo fu il recesso anticipato esercitato dalla società sportiva dalla convenzione con il Comune, illegittima è stata la condotta del Comune che, non procedendo in tal senso, intentando nel contempo anche una causa giudiziaria, ha concorso a peggiorare le condizioni della struttura".

Nel 2020 infatti il Tennis Club aveva chiesto di poter riconsegnare la struttura, mentre il Comune si era rifiutato di riprenderla in carico perché chiedeva anche un risarcimento di decine di migliaia di euro per la mancata manutenzione che nel frattempo aveva portato al degrado la piscina e i locali adiacenti. 

Il giudice sottolinea che "non è agli atti prova di inadempimento rispetto alla funzionalità della struttura nel momento in cui il Tennis Club voleva recedere e restituire l'immobile."

"L’attore - si legge nella sentenza - ha proceduto a far valutare da tecnico lo stato dei luoghi dei “Monti del Parterre” solamente nel 2022 ... Tale relazione però risulta tardiva, avendo la convenuta già innescato regolarmente il procedimento previsto. Il Comune, non avendo preso subito in carico il bene immobile avrebbe quindi concorso all'attuale stato di degrado.

Infine, il Giudice ha stabilito che il Tennis Club non deve pagare i canoni scaduti e a scadere “fino al momento di affidamento della gestione a un nuovo soggetto gestore”.

La sentenza si conclude in sintesi con la condanna parziale per il Tennis Club Cortona a pagare al Comune di Cortona 35.900 euro, partecipando così per il 50% al ripristino funzionale della struttura.

"La società sportiva, che oggi è chiusa, aveva più volte ribadito l’importanza di agire con solerzia - spiega ancora l'avvocato Melcantini- per non perdere ciò che di buono era stato fatto fino a quel momento, visto che nel periodo in cui è stato esercitato il diritto di recesso si erano palesati fondi importanti regionali ed europei dedicati proprio alle strutture sportive. La struttura poteva anche essere messa a bando con tutte le sue criticità senza dover intervenire direttamente con soldi pubblici, ma con la certezza di un periodo congruo di affidamento che avrebbe permesso di poter fare degli investimenti di lungo periodo per chi avesse vinto la gara. Oggi invece Cortona si ritrova da oltre 4 anni senza la sua unica piscina comunale scoperta funzionante e con un deterioramento diventato importante a causa del passare inesorabile del tempo”.

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