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"Online il nome di una persona a cui è stato fatto il Tso". Chieste le dimissioni del sindaco di Cortona

L'episodio è stato riportato dal consigliere di opposizione Andrea Bernardini e il Pd cortonese chiede che il primo cittadino faccia un passo indietro. La nota dell'amministrazione: "Indagine interna"

Nel pomeriggio del 31 marzo, il capogruppo Pd-Insieme per Cortona Andrea Bernardini ha riportato sul proprio profilo Facebook, dietro segnalazione di alcuni cittadini, un "grave episodio di violazione del diritto alla privacy: sull’Albo Pretorio online del Comune di Cortona, infatti, è risultato disponibile per alcuni giorni l’atto con cui il sindaco firmava un Trattamento Sanitario Obbligatorio, senza che il nome del/la destinatario/a fosse nascosto, come sarebbe stato opportuno nonché richiesto dalla legge", attacca così una nota del Pd di Cortona.

Sul sito del Comune, di recente aggiornato, è stato pubblicato poco dopo un comunicato in cui si cita una 'indagine interna'.

L'amministrazione comunale - si legge - a seguito della pubblicazione di alcuni dati sensibili contenuti in un'ordinanza, ha attivato un'indagine interna al fine di stabilire le ragioni del problema. La polizia municipale e la società che sta completando l'aggiornamento del sito internet stanno verificando quanto accaduto.

La richiesta di dimissioni

Il Partito democratico cortonese prosegue con i dettagli dell'episodio.

"In altre parole, il sindaco non ha perso l’occasione per discolparsi da fatti rispetto ai quali – in quanto primo cittadino – ha la piena responsabilità (culpa in vigilando). A ben vedere, la toppa è peggio del buco, perché la scusa della 'nuova piattaforma web' non regge: l’atto privo di omissis è stato pubblicato sull’Albo Pretorio digitale, il quale, a differenza delle restanti parti del sito, non sembra essere stato interessato dagli aggiornamenti. In ogni caso, saremmo molto curiosi di conoscere queste motivazioni tecniche. Quanto avvenuto, cioè pubblicare sul sito del Comune questi dati, rappresenta un atto di evidente inciviltà, oltre a costituire una grave violazione della normativa sulla privacy. Errori di questo genere sono espressione di una faciloneria e un’inadeguatezza politica che vanno ben oltre le leggi. In altri termini, non sarebbe certo necessaria una legge per sconsigliare da un gesto simile: sarebbe sufficiente un minimo di umanità. La stessa che il nostro sindaco non ha dimostrato un anno fa, ai tempi del vergognoso video sul medico “da radiare”. Proprio lui, che ha fatto mettere il lucchetto alla stanza del sindaco in Comune, temendo accessi ai dati riservati. A nostro parere, il sindaco dovrebbe assumersi la responsabilità di quanto avvenuto e rassegnare le dimissioni".

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