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“Inserire la montagna cortonese nel tracciato dei Cammini di San Francesco". La proposta alla Regione

I “cammini di Francesco” in Toscana sono un itinerario di quasi 300 chilometri che ripercorre alcuni dei luoghi più significativi del passaggio

Il consigliere Marco Casucci (Lega) chiede, con un’interrogazione, alla giunta regionale Toscana di valorizzare la montagna cortonese come sentiero di interesse regionale.

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“Ho chiesto alla Regione Toscana - spiega l'esponente della Lega - se intenda provvedere al riconoscimento del sentiero CAI nr.50 della montagna cortonese come sentiero di interesse regionale e di integrarlo tra i “Cammini di Francesco”, in modo che le strutture presenti su territorio possano ricevere risorse regionali. Fondi che costituirebbero un volano per lo sviluppo turistico. Anche attraverso questo tipo di progetto può concretizzarsi la valorizzazione di un patrimonio storico, artistico e ambientale, quale quello della dorsale dell’Appennino, nonché la riscoperta dei piccoli borghi e delle foreste che lo impreziosiscono. Un progetto che può contribuire a frenare lo spopolamento di questi luoghi a torto considerati marginali e che sono quelli, non va dimenticato, che hanno ispirato il Cantico delle Creature. I “cammini di Francesco” in Toscana sono un itinerario di quasi 300 chilometri che ripercorre alcuni dei luoghi più significativi del passaggio e della predicazione di San Francesco nella Toscana orientale ed è suddiviso in tre grandi percorsi uno dei quali, il Cammino della Casella, parte da La Verna e dopo essere passato per Caprese Michelangelo ed Anghiari, prosegue verso ovest sfiorando Arezzo e continuando fino a Cortona. Una delle tappe più significative di questi percorsi è costituita dall’Eremo delle Celle a Cortona, il primo convento costruito da San Francesco di Assisi, da lui abitato anche dopo aver ricevuto le stimmate. Il sentiero più importante che esiste nella zona delle Celle è il CAI nr.50, tale sentiero, che attraversa tutta la montagna cortonese, passa dalla valle di Chio verso il Sant’Egidio, intersecando il percorso che va a Sansepolcro dove si trova l’eremo di Montecasale, sembra fosse quello che realmente percorreva il Santo per andare verso il santuario della Verna. Nonostante ciò è rimasto escluso dai tracciati e non è stato dunque valorizzato come avrebbe dovuto. La viabilità del sentiero è già attiva sia per quanto riguarda il trekking che la mountain bike ed è disseminato di agriturismi”.

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