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Giovedì, 7 Luglio 2022
Casentino

Rischio eventi atmosferici devastanti: i Comuni Montani del Casentino investono sulla prevenzione

Il progetto è coordinato dal Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali dell’Università di Firenze

L’obiettivo è quello di limitare l’impatto dei cambiamenti climatici nelle foreste del Pratomagno, Chiusi della Verna e dell’Alpe di Catenaia, gestite dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino che grazie al progetto Life Systemic ha messo in sicurezza la rete sentieristica, ha realizzato una manutenzione straordinaria di tutti i collegamenti forestali, la segmentazione e i diradamenti selettivi degli alberi e ha delimitato determinate aree per la realizzazione di analisi genetiche. L’idea di base infatti è relativamente semplice: quanto maggiore è la diversità genetica degli alberi di una foresta e maggiore è la probabilità che vi siano piante che conferiscono una maggior capacità di adattamento al cambiamento climatico, aumentando di conseguenza la resistenza e la resilienza dell’ecosistema forestale. La diversità genetica diventa così uno “strumento” per proteggere le foreste dalle condizioni climatiche avverse e garantirla è una priorità dell’ente. In Casentino sono stati individuati 6 siti dimostrativi del progetto, in foreste di faggio e di abete bianco e gli interventi realizzati saranno visionati da rappresentanti di Life Systemic tra domani e giovedì. Il progetto è coordinato dal Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali dell’Università di Firenze e il partenariato è composto da: Unione dei Comuni Montani del Casentino, Dream Italia, Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, l’Istituto di Ricerca Forestale Croato e Sloveno e il Servizio Forestale Sloveno.

Gli obiettivi

Studiare la relazione tra gestione forestale e diversità genetica per 8 specie di alberi forestali in 3 Paesi europei (Croazia, Italia e Slovenia) al fine di identificare il sistema selvicolturale che mantiene elevato il livello di diversità genetica. Sviluppare un modello innovativo GenBioSilvi (Genetic Biodiversity and Silvicultural) basato sulla combinazione della genomica di paesaggio avanzata (Advanced Genomic Landscape ), della genetica applicata e dei modelli selvicolturali a supporto della gestione forestale sostenibile. Diffondere la conoscenza del metodo in tutta Europa e trasferirne l’uso nella pratica forestale attraverso il coinvolgimento di stakeholder.

“Il nostro patrimonio forestale è preziosissimo e abbiamo il dovere di proteggerlo con tutti gli strumenti che abbiamo – ha dichiarato la presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino Eleonora Ducci – garantire la diversità genetica dei nostri alberi ci permette di creare uno scudo che attutisca gli effetti dei cambiamenti climatici, sempre più frequenti e devastanti. Grazie al progetto Life Systemic, siamo intervenuti centrando gli obiettivi prefissati e svolgendo un importante lavoro di tutela del nostro patrimonio forestale

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