Pratovecchio Stia

Rsa di Stia, Ceccarelli: "Salvaguardare ospiti e lavoratori". Approvata la mozione presentata da Casucci

Il consigliere regionale del Partito Democratico Vincenzo Ceccarelli commentando la mozione, approvata dal consiglio regionale, in merito alla situazione relativa alla chiusura della Rsa di Stia gestita da Agorà

«Sono in contatto con il sindaco di Pratovecchio Stia che sta seguendo la questione della Rsa di Stia e con i rappresentanti dei lavoratori. Per certi aspetti sono già state individuate delle soluzioni che però al momento non garantiscono la continuità occupazionale di tutti gli operatori. Dobbiamo monitorare attentamente l’evolversi della situazione sia in relazione alla soluzione individuata per la distribuzione degli ospiti in altre strutture sia nell’ottica della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. Le scelte sbagliate di alcuni non possono ricadere sui lavoratori e sui più fragili. Nell’affrontare i problemi del territorio dobbiamo essere uniti per questo abbiamo emendato e votato una mozione presentata dal consigliere Casucci».

Così il consigliere regionale del Partito Democratico Vincenzo Ceccarelli commentando la mozione, approvata dal Consiglio regionale, in merito alla situazione relativa alla chiusura della Rsa di Stia gestita da Agorà e illustrando gli emendamenti proposti.

«La questione della cooperativa Agorà ricade su molte realtà locali ma a Stia si somma a quella della inadeguatezza della struttura. La Rsa di Stia forniva un servizio di assistenza essenziale per molte persone e per molte famiglie oltre a rappresentare anche un importante luogo di lavoro per la comunità locale. Questo servizio non può e non deve essere allontanato dal territorio – aggiunge Ceccarelli – Inoltre, se richiesto, la Giunta regionale dovrà attivare uno specifico tavolo di crisi finalizzato a favorire il reimpiego ed un’adeguata ricollocazione di tutti i dipendenti interessati».

Il commento di Marco Casucci 

“Sono soddisfatto - afferma Marco Casucci, consigliere regionale della Lega - che la mia mozione sulla Rsa di Stia, tendente a salvaguardare i posti di lavoro di circa 40 persone, abbia avuto un sostegno molto ampio (ringrazio, quindi, la maggioranza per aver apportato un proprio contributo) e sia stata poi approvata dall’Aula. La vicenda che coinvolge la cooperativa Agorà è nota ed è al vaglio degli inquirenti, ma il nostro obiettivo primario è quello di preservare gli incolpevoli lavoratori, attualmente disoccupati. Il mio atto chiede, quindi, di monitorare con la massima attenzione l’evolversi della situazione, salvaguardando, come detto, la piena occupazione, prevedendo eventualmente anche l’attivazione di un apposito Tavolo di crisi. Insomma ribadisco che se qualcuno ha commesso degli errori, le conseguenze non devono ricadere sui lavoratori della predetta residenza sanitaria aretina.”

Ecco il resoconto dal consiglio regionale

Il Consiglio regionale ha approvato con voto favorevole all’unanimità una mozione in merito alla situazione dei dipendenti in seguito alla chiusura della Rsa di Stia (Arezzo), gestita dalla cooperativa Agorà. L’atto vede come primo firmatario Marco Casucci (Lega) ed è stato emendato da Vincenzo Ceccarelli (Pd).

La mozione, come ha illustrato Marco Casucci in aula, impegna la Giunta a “monitorare attentamente l’evolversi della situazione” per salvaguardare gli “attuali livelli occupazionali” della Rsa di Stia e “adottare eventuali provvedimenti”, quali l’apertura “di un tavolo di crisi a livello regionale”.

L’atto di indirizzo prende le mosse dalle notizie della chiusura della Rsa di Stia, in seguito a un’ispezione che ha dichiarato la struttura inagibile. A questo si aggiunge la difficile situazione creatasi all’interno del consorzio di cooperative Reses (ex Agorà), il cui “legale rappresentante e la consulente che si occupa degli aspetti contabili” risultano indagate per “un sistema di cooperative ‘apri e chiudi’ che avrebbe evaso 26 milioni”. In Toscana, a causa di tale inchiesta, si rischiano ripercussioni di funzionalità in una dozzina di Rsa. In particolare, ha sottolineato Casucci, a Stia i 28 pazienti della struttura “sono stati ricollocati in altre strutture a Poppi, Prato e Arezzo”, mentre i 40 dipendenti “si trovano a vivere un clima di incertezza” circa il loro futuro occupazionale. Il rischio, si legge ancora nella parte narrativa, è che il problema “potrebbe interessare anche gli 800 dipendenti delle cooperative che fanno capo a Reses”. Gabriele Veneri (FdI) ha annunciato voto favorevole sottolineando “il doppio problema degli ospiti da ricollocare adeguatamente e del personale rimasto senza lavoro”. Si è inoltre chiesto “come sia possibile che una cooperativa abbia fatto un buco così grande senza che nessuno si accorgesse di nulla”. Vincenzo Ceccarelli ha ricordato che “il problema specifico della residenza sanitaria assistita di Stia, dichiarata inagibile, si inserisce in un quadro problematico più generale, visto che la società in questione gestisce dodici strutture in Toscana”.

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