Pratovecchio Stia

Preoccupazione per il destino della Rsa di Stia, a rischio i posti di lavoro delle operatrici. L'appello della Fp Cgil

Nota della Funzione Pubblica della Cgil di Arezzo che pone l'accento sulle prime conseguenze dell'inchiesta Agorà/Reses e richiama le istituzioni a fare presto e bene per salvare i posti di lavoro che sono quasi tutti al femminile

Alessandra Ricciarini, per la Fp Cgil di Arezzo segue i rapporti con le cooperative e i servizi pubblici anche gestiti da privati

"La vicenda giudiziaria che ha coinvolto il Consorzio Reses ex Agorà ha già prodotto i suoi effetti negativi causando grande preoccupazione sia per gli anziani ospiti delle strutture sia per la tenuta dei posti di lavoro. Fin dal primo momento in cui è emersa la vicenda giudiziaria che ha coinvolto anche il nostro territorio, la Fp Cgil si è attivata per la tutela dei servizi e delle persone che prestano la propria attività lavorativa, che nel nostro territorio sono circa 350."

La Funzione Pubblica della Cgil di Arezzo pone l'accento sulle prime conseguenze dell'inchiesta Agorà/Reses e richiama le istituzioni a fare presto e bene per salvare i posti di lavoro che sono quasi tutti al femminile. 

"Non serve ricordare le tante vertenze che la Fp Cgil ha intrapreso negli anni nei confronti di Agorà attraverso azioni legali e tavoli istituzionali volti a richiamare le numerose responsabilità della cooperativa ma in questo momento è superfluo dare giudizi sul consorzio o sulla cooperativa stessa che hanno generato problemi con effetto domino, ma è indispensabile e doveroso impegnarsi per trovare soluzioni utili a garantire la continuità dei servizi.

La prima grande criticità si sta verificando alla Rsa di Stia per la quale stiamo cercando di utilizzare tutti gli strumenti necessari per la tutela del personale e per questo il 16 giugno scorso abbiamo richiesto un incontro con la dirigenza Asl, il sindaco di Pratovecchio-Stia e il nuovo consiglio di amministrazione del consorzio Reses per capire gli sviluppi e gli effetti di questa vicenda sulla struttura dell'alto Casentino.

La paventata chiusura a seguito di carenze strutturali di questa residenza per anziani rappresenterebbe un danno enorme per tutta la vallata, sia dal punto di vista sociale oltre che occupazionale. In questo momento la prospettiva che si sta aprendo è quella dello spacchettamento del gruppo di anziani e del loro riposizionamento a piccoli gruppi in altre strutture rompendo così quel senso di comunità che si era creato. La conseguenza fatale è la perdita di posti di lavoro per le operatrici della Rsa di Stia.

La Fp Cgil ha chiesto il coinvolgimento delle istituzioni locali affinché si impegnino ognuno per il proprio ruolo e per le proprie competenze e trovino una soluzione per la salvaguardia dei posti di lavoro che sono quasi per la totalità al femminile. 

Questo è il tempo dell'impegno, del confronto tra i decisori per soluzioni operative concrete evitando posizioni contrapposte. I tempi per una soluzione sono strettissimi, si parla di ore. 

Per la nostra parte siamo impegnati nel confronto con i principali attori di questa vicenda affinché si risolvano i tanti nodi per dare un futuro alla Rsa di Stia. Nel frattempo stiamo lavorando con altre strutture imprenditoriali presenti nel territorio in modo tale da ricollocare nell’immediato ospiti e conseguentemente i lavoratori garantendo l'occupazione.

Encomiabile il loro attaccamento, nonostante le incertezze per il futuro, le lavoratrici stanno dando l'esempio, anteponendo l'interesse per i propri assistiti alla paura di perdere il posto di lavoro. A loro va il nostro massimo rispetto e l'impegno per superare questa crisi in emergenza e poi perfezionare tutto il resto."

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