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Il Comune di Pratovecchio Stia all'evento conclusivo della mostra "Nonostante il lungo tempo trascorso"

L'iniziativa è stata promossa dallo Stato Maggiore della Difesa e dalla Procura Generale Militare presso la Corte Militare di Appello sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il resoconto di Luca Grisolini

Venerdì 1° ottobreanche il Comune di Pratovecchio Stia presente, con Luca Grisolini, all'evento conclusivo della mostra "Nonostante il lungo tempo trascorso" (9-30 settembre 2021), iniziativa promossa dallo Stato Maggiore della Difesa e dalla Procura Generale Militare presso la Corte Militare di Appello sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

"La mostra - spiega Grisolini - divisa in 6 sezioni e quattro macro argomenti (Crimini di guerra sui militari, crimini di guerra sulla popolazione, deportazioni e processi) ha avuto sede presso il Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate, ovvero sia l'ala del Vittoriano che ospita la tomba del Milite Ignoto e una raccolta veramente emozionante di bandiere appartenti a reggimenti e corpi che con il proprio sangue hanno difeso l'onore e il nome della nostra Nazione.

Dal 9 al 30 settembre, in questo luogo cosí simbolico e importante, i tricolori militari hanno trovato la evocativa compagnia delle reliquie delle vittime civili e militari delle stragi nazifasciste, provenienti da fondi di tutta Italia. Una straziante serie di pezzi di vita, oggetti che con la loro conservazione, restituiscono oggi, a chi li osserva, il senso della forza devastante di un attimo che ha rovesciato tutto. Gli otto fori da raffica sul fazzoletto di Dante Lammioni, caduto a Civitella in Val di Chiana; la stola che Don Alcide Lazzeri, parroco di Civitella nato a Partina, volle sfilarsi, perché non fosse profanata, prima di essere passato con le armi con il suo gregge; la sveglia da camera di una delle vittime di Sant'Anna di Stazzema, ferma alle 6,52, orario di inizio del massacro.

Intorno, le istallazioni multimediali, documentali e video ricostruivano le vicende e la complicata e lunghissima ricerca dei responsabili delle atrocità, solo in piccola parte raggiunti dalla giustizia dei tribunali di guerra italiani nonostante il tempo trascorso" anche e soprattutto grazie al determinato studio e al concreto lavoro del Procuratore Marco De Paolis, che é stato anche curatore della mostra e che unitamente alla Dott. Alessia Glielmi, Responsabile Archivi del Museo Storico della Liberazione, ci ha accompagnato illustrando i contenuti di questa suggestiva e dolorosissima esposizione.

La nostra comunità deve al Procuratore Militare De Paolis moltissimo: lo dobbiamo principalmente a lui se a oltre 60 anni dai fatti, finalmente si sia potuto avere se non altro la soddisfazione morale di vedere individuati in un tribunale 6 ufficiali del Reparto Esplorante della Hermann Goring si resero responsabili (per quanto concerne la verità processuale) del massacro di 107 persone.

I fatti di Vallucciole e il nome del nostro Comune erano proprio per questi motivi compresi nelle principali mappe tematiche e nelle schede descrittive della mostra, figurano ufficialmente tra i 15 episodi di strage più cruenti e importanti dell'Italia centrale

Vi lascio solo immaginare il tipo di emozione che posso aver provato, da amministratore, da uomo e da discendente delle vittime, nel vedere a un certo punto apparire su uno schermo (affiancato da tricolori e a pochi metri dalla Tomba del Milite Ignoto) la foto di Ofelia Michelacci distesa tra le macerie di Monte di Gianni, a introdurre proprio il ricostruzione del massacro del 13 aprile 1944.

La mostra all'Altare della Patria ha raccolto in 20 giorni circa 100000 visite (tra cui moltissime scuole) e diverrá ben presto una realtà itinerante, come dichiarato dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, affinché in tutto il territorio nazionale sia conosciuta la verità storica e processuale dei nostri soldati e delle nostre comunità.

Al convegno della mattina, tenutosi presso la Scuola Carabinieri Allievi di Roma, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, ci aveva richiamato al valore fondante della memoria nel processo attivo di mantenimento e rafforzamento della nostra identità nazionale nelle giovani generazioni e nelle Forze Armate: parole importanti e sentite che ci spingono e vincolano, da amministratori e cittadini, a un impegno sempre concreto nel processo di trasmissione dei valori e del racconto insanguinato della Guerra di Liberazione.

Ringrazio il sindaco di Pratovecchio Stia Nicolò Caleri per avermi delegato a questa importante ambasceria dove, tra le tante suggestioni e la generale commozione, si é avuto modo di lanciare importanti ponti per nuove collaborazioni e per rinsaldare solidi rapporti di amicizia, solidarietà e collaborazione tra le comunità vittime di stragi, i soggetti associativi che ne rappresentano gli eredi e le realtà museali e di ricerca che ne tutelano la memoria".

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