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"La Germania restituisca i capolavori presi dai nazisti". La testa di fauno di Michelangelo fu rubata a Poppi

L'appello del direttore (tedesco) degli Uffizi Eike Schmidt. Nell'agosto 1944 l'assalto al Castello casentinese

Le esternazioni di Eike Schmidt, il direttore tedesco degli Uffizi, stanno facendo il giro il del pianeta. Il giorno di Capodanno ha convocato i giornalisti a Firenze presentando una copia in bianco del nero di un dipinto di Jan van Huysum, artista olandese attivo tra 600 e 700 e specialista in nature morte, accompagnata da una scritta in più lingue "Rubato/ Stolen / Gestohlen". E ne ha rivendicato il possesso: fu acquistata nel 1824 dal Granduca Leopoldo II di Lorena e, ha detto Schmidt, "fa parte della storia del museo". Le dichiarazioni, assai poco diplomatiche, riguardano tutte le opere portate via dai nazisti alla fine della seconda Guerra Mondiale in tutta Europa. L'Italia è stato un paese particolarmente colpito e la provincia di Arezzo non è stata esente dalle ruberie. A una di queste, in particolare, Schmidt fa esplicito riferimento. Perché anche il Castello di Poppi - con cui peraltro gli Uffizi collaborano - fu depredato nel 1944. In particolare, fu rubato un capolavoro giovanile di Michelangelo Buonarroti, una scultura raffigurante la testa di un fauno

La ricostruzione di quel che accadde è stata riportata anche dalla Repubblica qualche anno fa.

Tra il 22 e il 23 agosto del 1944, sessant' anni fa, entrarono nel castello e con la forza, a colpi di pistola, si impossessarono di un buon numero di casse zeppe di opere d' arte conservate al piano terra del maniero. Contenevano sculture, dipinti e arredi dei musei fiorentini. Erano stati trasferiti in Casentino, a Poppi, per salvarli dai bombardamenti. Molti di quei preziosi oggetti sono stati restituiti dopo la fine della seconda guerra mondiale, sono esposti nei musei. Ma da una scatola sparì una scultura di Michelangelo, un capolavoro che non è stato mai ritrovato. è la Testa di Fauno, un piccolo marmo alto 26 centimetri che fino al 1943 era esposto in una sala del museo nazionale del Bargello di Firenze.

Oggi al Bargello è esposto semplicemente un calco in gesso di quella scultura. Rubato insieme a più di altre seicentomila opere trafugate in tutta Europa. Si calcola che al momento la Germania ne abbia rese 5.800 agli eredi dei vecchi proprietari. Ma molte mancano all'appello e Schmidt prova ad alzare la voce.

Foto: testa di fauno attribuita a Michelangelo (Immagine tratta da Wikipedia)

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