Sabato, 24 Luglio 2021
Poppi

Campo Agoghè a Badia Prataglia, insorgono gli antifascisti: "Chiesto incontro al sindaco Toni"

Nei giorni scorsi avevano preso posizione contro anche l'Anpi e la Cgil

Il sindaco di Poppi Carlo Toni

Anpi e Casentino Antifascista hanno chiesto un incontro urgente al sindaco di Poppi Carlo Toni. A preoccupare è infatti il raduno previsto dal 23 al 25 luglio a Badia Prataglia. Si tratta di Azione Studentensca che ha organizzato il campo nazionale di "fortificazione" Agoghé. Nei giorni scorsi avevano preso posizione contro anche l'Anpi e la Cgil.

"A fronte del totale silenzio della politica e della comunità casentinese - scrivono gli aderenti a Casentino Antifascista - dopo lunghi confronti anche con gruppi antifascisti di Arezzo e del Valdarno (che, come noi, seguono con apprensione e attenzione la vicenda), abbiamo deciso di chiedere un incontro urgente con il sindaco di Poppi, Carlo Toni, a cui parteciperemo insieme all'Anpi provinciale di Arezzo, per chiedere all'amministrazione e alle persone che la compongono come intendano affrontare questa offesa ai valori della Costituzione e del nostro territorio, a cui il nazifascismo ha provocato infinite e indelebili sofferenze e tolto innumerevoli vite."

Nei giorni del raduno del gruppo militante di estrema destra gli antifascisti del Casentino stanno organizzando una manifestazione.

"Stiamo affrontando anche ogni necessario passaggio per organizzare una manifestazione di piazza a Badia Prataglia, indicativamente il 24 luglio, dopo le ore 16. Non possiamo accettare che ogni anno si vogliano assecondare, con un nocivo e ingiusto silenzio, ed una colpevole superficialità (che in alcuni casi si colora di malafede), attività che mettano in discussione la convivenza pacifica della comunità e, quindi, la stessa vita democratica e libera dei nostri paesi. Chiediamo che ognuno, e, in particolare, chi ricopre incarichi pubblici, avendo giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza, manifesti pubblicamente la ferita che simili iniziative riaprono e la rabbia e la tristezza che provocano negli abitanti del Casentino e, al contempo, faccia ogni possibile sforzo perchè non si svolgano e non vengano portate avanti, con la complicità di esponenti locali. Chiediamo agli enti pubblici che abbiano qualsivoglia tipo di competenza sui luoghi coinvolti di impegnarsi pubblicamente a rifiutare e revocare i permessi allo svolgimento di attività che alimentano la cultura fascista, della forza, della prevaricazione, della discriminazione."

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