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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Bimbo nato in ambulanza. Veneri: “Gravi carenze della sanità territoriale”

"Ho presentato un’interrogazione in cui chiedo alla Regione e all’assessore alla sanità se si stanno valutando soluzioni per consentire alle famiglie del Casentino di poter partorire senza doversi recare necessariamente ad Arezzo"

“La notizia del bambino nato su un’automedica a Capolona è la dimostrazione lampante delle carenze della sanità territoriale”. Sono queste le parole utilizzate dal consigliere regionale FdI, Gabriele Veneri, per commentare la nascita del piccolo Giorgio. Il bimbo, figlio di una coppia residente nell’alto Casentino, è venuto alla luce prima che la madre potesse raggiungere l’ospedale San Donato. Grazie al supporto dei medici e infermieri dell’emergenza urgenza aretina, il parto è filato liscio senza alcun problema anche se, in seguito all’accaduto, dalla politica non sono mancate esternazioni riguardanti l’episodio e all’organizzazione dell’ospedale di Bibbiena.

“Il nosocomio casentinese è sprovvisto di un punto nascita - ha fatto sapere il consigliere Veneri - ciò crea un’inefficienza che grava sulla comunità visto che le partorienti della vallata devono percorrere distanze notevoli per raggiungere Arezzo. L’episodio del 10 gennaio è in questo senso emblematico. Solo la capacità e la prontezza dei volontari della Croce Bianca hanno consentito di poter portare a termine il parto in sicurezza per il bambino e per la madre: ma l’emergenza non può costituire la normalità, perché potrebbe capitare che un mezzo di trasporto sanitario non sia disponibile. Ho presentato un’interrogazione in cui chiedo alla Regione e all’assessore alla sanità se si stanno valutando soluzioni per consentire alle famiglie del Casentino di poter partorire senza doversi recare necessariamente ad Arezzo, come, ad esempio, la riapertura in deroga di un punto nascite presso l’ospedale di Bibbiena. E se si stanno predisponendo misure per consentire alle famiglie di poter effettuare il trasferimento e il parto in condizioni di sicurezza, con particolare riguardo a quelle che provengono dalle aree più isolate della vallata”

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