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Arturo Bibbiena Poppi: "E' primavera. Rigenerazioni urbane crescono, il mirabolante caso di Piazza Palagi"

Di seguito l'intervento che porta la firma del Movimento Arturo Bibbiena Poppi. “E' primavera, svegliatevi bambineee”. Così si cantava una volta. Si sa, a primavera la natura rinasce, piante e fuori crescono. E Bibbiena non fa eccezione. Capita...

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“E' primavera, svegliatevi bambineee”. Così si cantava una volta. Si sa, a primavera la natura rinasce, piante e fuori crescono. E Bibbiena non fa eccezione. Capita anche a Bibbiena Stazione in Piazza Palagi. Solo che lì piante e fuori hanno il colore del cemento che come piovra malefica sta inglobandp spazi pubblici, giardini veri . “La dove c'era l'erba, ora c'è una città” canterebbe Celentano. Quando fu presentato il progetto di “rigenerazione urbana” dell'ex consorzio agrario-piazza Palagi abbiamo contestato apertamente quella scelta e quella impostazione. Non perché eravamo contrari arevupero dellex consorzio. Tutt'altro. Volevamo un progetto di riqualificazione e miglioramento della vivibilità urbana. Abbiamo contestato la scelta progettuale non solo con comunicati pubblici, ma anche con osservazioni formali inviate al comune nelle forme previste dalla legge. Ovviamente il duo Benardini -Lorenzoni (per non parlare degli alzamano a comando dei consiglieri comunali) si è ben guardato dal prenderle in considerazione e, fatte passare le elezioni (vi ricordate? Rinviarono l'approvazione definitiva a dopo le elezioni) a spron battuto hanno approvato il grande progetto di “rinascita” (chissà perché questa parola ci ricorda qualcosa.....). Ma quello che più ci aveva sorpreso, di fronte alle contestazioni nostre e di altri, era l'accettazione del progetto da parte di personaggi importanti della realtà bibbienese, comprese persone che facevano riferimento a qualche associazione che avrebbe come scopo la valorizzazione e la tutela della realtà locale. Ci veniva rimproverato di fare una critica pregiudiziale. Prima di giudicare, ci si diceva, vediamo le cose come vengono. Come se le costruzioni in cemento, un volta fatte, protessero essere buttate via come mazzi di fiori appassiti o modellini di carta. Ora che si comincia a vedere in che cosa consiste la “rigenerazione urbana” modello Bernardini Lorenzoni vorremmo chiedere a tutti coloro che sostenevano la bellezza innovativa e moderna del progetto se sono ancora convinti di quella bellezza e novità moderna. Ora che vediamo che sparisce la piazza, che sarà dominata da torri in cemento che reggono un parcheggio sopraelevato, che è sparito il giardino davanti alla scuola ecc. ecc, cari cittadini di Bibbiena Stazione siete ancora convinti che sia un'operazione che migliora la situazione di quella realtà? Noi ancora di più restiamo convinti che si tratti di un intervento abnorme ed ora che lo si vede dal vero ancora peggiore di come lo si poteva immaginare dalle carte (anche se non era necessario essere architetti per capirlo). Purtroppo non potremo prendere e buttare i capannoni in cemento, non sono usa e getta!. Ed i bibbienesi per decenni dovranno subirne le conseguenze. Ci amareggia la colpevole acquiescenza di troppe persone, soprattutto di quelle che avevano la competenza di capire prima e che sono cosi diventate di fatto complici di un vero disastro urbanistico. Movimento Arturo, Circolo Bibbiena e Poppi

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