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Subbiano dice No a Capolona. Ciolfi: "Forte rammarico, persi incentivi e contributi", De Bari: "Ha vinto la democrazia"

"A Capolona i numeri sono chiari sia nel centro che nelle frazioni, ha vinto il sì ovunque". Il sindaco Alberto Ciolfi racconta il risultato di Capolona dove i cittadini si sono espressi con ancora più convinzione per la fusione con Subbiano...

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"A Capolona i numeri sono chiari sia nel centro che nelle frazioni, ha vinto il sì ovunque". Il sindaco Alberto Ciolfi racconta il risultato di Capolona dove i cittadini si sono espressi con ancora più convinzione per la fusione con Subbiano, rispetto ad anno scorso quando raggiunsero il 60% circa di consensi per fare il comune unico con Castiglion Fibocchi. Poi quando apprende i risultati del comune guidato da Antonio De Bari subentra il rammarico e la delusione. Ha vinto il no quindi la fusione con il comune al di là dall'Arno non si farà:

"C'è rammarico nel fatto che non faremo il comune unico con Subbiano, sarebbe stata una cosa interessante e importante per il territorio perché sarebbero arrivati contributi e incentivi che nessun comune potrà così avere. Però la democrazia è anche questo, quindi prendiamo atto del risultato raggiunto a Subbiano. Onore alla destra che nonostante rappresenti una minoranza è riuscita a convincere la cittadinanza a votare no. Onore anche per chi ha lavorato a Capolona, già convinta anno scorso della fusione con Castiglion Fibocchi e che si è mostrata ancora più sicura di quella con Subbiano, proprio perché sarebbe stata una scelta naturale."

Di segno opposto le parole di De Bari:

"A Subbiano ha stravinto il no, ha vinto la democrazia, i cittadini hanno pensato con la propria testa e non con quella di altri. A questo punto il mio mandato va avanti fino a naturale scadenza (nel 2019 n.d..a.) con maggiore forza e convinzione. A questo punto spero che la Regione ripensi al meccanismo delle fusioni tra i comuni. Penso ai cittadini di Capolona, in un anno sono stati trascinati due volte dall'amministrazione a referendum ed ogni volta ha vinto il no, è evidente che c'è qualcosa che non torna. I risultati sono chiari e la Regione ne dovrà prendere atto, perché il referendum è il più alto strumento di democrazia. che va rispettato. Ringrazio per tutto questo i comitati del No, i cittadini di Subbiano, le forze politiche che mi sono state vicine, i consiglieri di minoranza e due persone in particolar modo, Stefano Mugnai e Marco Casucci."

Ed è proprio Mugnai il primo a commentare il risultato:

"Una pietra tombale sulla stagione delle fusioni dei Comuni per come la conduce il Pd toscano": così il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai definisce l’esito negativo del referendum sulla fusione tra Subbiano e Capolona, da lui indicato come uno "sfregio in faccia al Pd regionale".

"Si tratta – argomenta Mugnai – dell’ennesima bocciatura di una delle fusioni volute dalle segreterie del Pd non tanto sulla base di esigenze delle comunità locali, ma di regolamenti di conti interni al partito tra esponenti politici locali. Questo vizio d’origine è sempre apparso chiaro a tutti i gruppi in Consiglio regionale, tanto che il sottoscritto aveva messo in guardia rispetto a una condotta che rischiava, come avvenuto, di svilire il processo di fusione in quanto tale nel mentre lo piegava a finalità ‘altre’ dal bene collettivo. Si è voluto procedere, e ora ecco lo schiaffo, sonoro, in faccia al gruppo regionale del Pd."

Con questo risultato, secondo Mugnai, le proposte di fusione bocciate diventano troppe per poter proseguire lungo un percorso "ben iniziato e mal finito a causa delle modalità con cui il Pd ha scelto di portarlo avanti".

Troppe contraddizioni, secondo il capogruppo azzurro:

"L’ultima è stata nel voler adottare due pesi e due misure per definire il risultato di due referendum affini, adottando una ratio sostanzialmente annessiva per Capolona, in cui avrebbe contato il parere dei due terzi dei votanti come accadde per Abetone-Cutigliano, ma non altrettanto per i due referendum che coinvolgono Chiusi della Verna, Chitignano, Bibbiena, Ortignano Raggiolo e Castel Focognano. Complessivamente: una vergogna con trattamenti da figli e figliastri e atteggiamento schizofrenico."

Un focus Mugnai lo riserva a Subbiano:

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"Lì il Pd regionale è stato sbugiardato anche dai suoi quadri locali. Le mie congratulazioni vanno invece al sindaco e all’amministrazione di Subbiano, nonché a tutti gli esponenti di Forza Italia, che hanno sostenuto una battaglia non facile e coraggiosa ottenendo, con questo risultato, una grande conferma della capacità amministrativa di Antonio De Bari."

A caldo anche le dichiarazioni del consigliere regionale della Lega Nord Marco Casucci:

“Come da noi fortemente auspicato non si è concretizzata l’ipotesi, caldeggiata dal Pd, che Subbiano e Capolona si fondessero in un’unica realtà amministrativa. Stando alla risoluzione proposta dal Partito Democratico, dunque le due località dell’aretino rimarranno distinte l’una dall’altra. Esprimiamo, pertanto la nostra soddisfazione per il fatto che un provvedimento per nulla chiaro sia stato bocciato dai cittadini che hanno palesemente dimostrato di non accettare passivamente alcuna imposizione dall’alto. Insomma la volontà dei cittadini deve sempre essere rispettata e mai calpestata; il referendum che ha coinvolto Subbiano e Capolona, testimonia perfettamente come questa “fusionomania” sia deprecabile e non assolutamente apprezzata da chi dovrebbe subirla, pur essendone protagonista indiscusso.”

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