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Domenica, 25 Febbraio 2024
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Nuovo permesso a costruire nella Valle delle Piagge. Il Comitato: "Scelta che non comprendiamo"

Nelle ultime sedute del consiglio comunale di Capolona il tema della tormentata vicenda della Valle delle Piagge è stato più volte affrontato dai consiglieri di minoranza e dal primo cittadino

“Sempre lo stesso atteggiamento di diniego”. Le parole sono quelle della presidente del comitato La Valle delle Piagge, Maria Luisa Lapini, a seguito dell’ultima seduta del consiglio comunale di Capolona durante la quale è stato dibattuto sulla complessa vicenda riguardante l’area attualmente posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica. È noto infatti che dal 2019 la Valle delle Piagge è stata teatro di una complessa vicenda che ha visto prima il tentativo di aprire una cava e successivamente - dato il diniego a procedere dalla Regione Toscana - l’escavazione di un bacino a scopo irriguo il cui progetto tecnico e localizzazione hanno destato subito numerose perplessità.

“Abbiamo partecipato all’ultima seduta del consiglio comunale - spiega ancora Lapini - con l’intento di ascoltare e comprendere con ulteriore attenzione e partecipazione se il sindaco avesse intenzione di cambiare rotta. Quello che abbiamo appreso è che c’è un atteggiamento di diniego nei confronti delle necessità rappresentate dai cittadini della valle. Ringraziamo invece i consiglieri comunali di opposizione per il lavoro svolto in assise e, ovviamente, il nostro più sentito grazie va alla procura della Repubblica e ai carabinieri forestali che hanno condotto le indagini perché è grazie a loro che è stata posta sotto sequestro l’area dove altrimenti sarebbe sorto un bacino a scopo irriguo”.

Lo scorso luglio, i consiglieri della lista Capolona Dentro Noi presentano un’interrogazione al sindaco, con richiesta di risposta scritta, per avere notizie in merito alla vicenda della Valle delle Piagge. Ad inizio agosto arrivò tale documento i cui contenuti, così come riportato dalle opposizioni nella seduta del consiglio comunale del 26 settembre, vennero giudicati “insoddisfacenti poiché il sindaco non entrava nel merito adducendo la distinzione tra ruolo politico e ruolo tecnico  (facendosi scudo attraverso una risposta dell’ufficio tecnico) e negando persino la richiesta di tenere informato sugli sviluppi della vicenda il consiglio comunale”. Dopo aver espresso insoddisfazione, i consiglieri hanno richiesto una discussione sulla risposta ricevuta. “Nel consiglio comunale del 24 ottobre il gruppo di minoranza - proseguono dal comitato - ha ribadito l’insoddisfazione e il primo cittadino ha ripetuto quanto già scritto, non aggiungendo nessun elemento, se non equivocando e travisando completamente la richiesta di tenere informato il consiglio comunale sugli sviluppi e su eventuali ulteriori atti che intervengano, dicendo che la legge non prevede che il consiglio “discuta o voti” su atti di competenza degli uffici. A questo punto della vicenda non è più tollerabile una mancanza di informazione, dopo che l’indirizzo politico del sindaco (del 2019) di inserire nel piano cave aree contigue a quelle del bacino irriguo è stato valutato problematico dai Comuni di Arezzo e Castiglion Fibocchi, bocciato e stralciato dalla Regione, dopo che il primo permesso a costruire il bacino per uso irriguo è stato annullato dal Tar. L’area è sottoposta a sequestro penale con la motivazione che i lavori non sarebbero funzionali alla realizzazione di un laghetto e il Comune di Capolona ha posto in essere atti che hanno permesso il rilascio allo stesso soggetto, nello stesso luogo un nuovo permesso a costruire il bacino. Come è stato possibile? La risposta che viene data, l’applicazione dell’art 38 del DPR 3890/2001 non chiarisce i dubbi ma li acuisce perché il suddetto articolo prevede due possibili opzioni entrambe con la stessa forza - la rimozione dei vizi che si è voluta perseguire – la restituzione in pristino che non è stata presa in considerazione”.

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